Albe in malga: una giornata in malga in Trentino

Quando ho detto ai miei amici che avrei trascorso una giornata in malga mi hanno risposto: “Vai a fare Heidi?”. Ebbene sì, per un giorno ho vissuto la vita d’alpeggio sulle montagne del Trentino, ho visto l’alba mentre risalivo dal bosco verso la malga, ho munto una vacca e ho visto come si prepara il formaggio. Ma andiamo per ordine!

La sveglia quel sabato mattina è suonata alle 3.45. Il ritrovo per andare in malga, accompagnati dalla nostra guida Nicola, era infatti previsto verso le 4. Scarponcini da trekking, pile e k-way: siamo assonnati ma pronti per uscire dall’hotel e iniziare questa giornata! La nostra destinazione: Malga Zocchi, situata sul Monte Pasubio, in provincia di Rovereto.

Il gruppo è composto da una ventina di persone: ci sono giovani, adulti e persino un bambino di 5 anni. Lasciamo le auto all’inizio del bosco: da quel punto in poi dobbiamo proseguire a piedi. In cielo si vede ancora la luna che fa capolino dalle montagne. Sono le 5 e ci attende una salita di circa mezzora per arrivare alla malga.

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Camminare in un bosco all’alba dà una sensazione insolita. Sei circondato dalla penombra, il silenzio della natura ti avvolge e ad ogni rumore è un sussulto, e una scoperta. Sono quasi le 6 quando arriviamo alla fine del sentiero n.122. Il cielo inizia a schiarire e davanti a noi, un’immensa distesa di prati verdi e in lontananza il suono dei campanacci e una voce, quella del malgaro, che all’alba sta radunando tutte le vacche.

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Finalmente siamo a Malga Zocchi. Deliziosa. Una casetta in cima al monte. Qui conosciamo Maurizio e Graziella, i malgari, che sono a lavoro già da qualche ora. E il lavoro sta per iniziare anche per noi. La prima attività in una giornata d’alpeggio è infatti la mungitura che va fatta proprio al sorgere del sole.

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Le vacche, radunate nella stalla, sono pronte per essere munte, 4 alla volta. Chissà che idea mi ero fatta io! Credevo che la mungitura avvenisse ancora manualmente e invece le malghe di montagna, come Malga Zocchi, oggi utilizzano le mungitrici. Nonostante ciò è stato interessante vedere come avviene la raccolta del latte e soprattutto scoprire che la mungitura in malga viene fatta due volte al giorno, una la mattina e una nel pomeriggio, e che ogni mucca produce in media 5 litri a mungitura, molto poco se rapportato alla mucche d’allevamento. Ma Maurizio ci dice anche che le sue vacche riescono a vivere circa 15 anni, a differenza di quelle “a valle”, perché le sue mangiano e vivono bene!

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Dopo la teoria è stata la volta della pratica. Il malgaro infatti ci ha fatto mungere una mucca e io non mi sono di certo tirata indietro. Strizza e tira, ora a destra ora a sinistra, sono riuscita a mungere una vacca. Che soddisfazione quando vedevo uscire il latte!

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Dopo la mungitura è stata la volta della colazione in malga. Che dire? Meravigliosa: abbondante e ricca di squisitezze, dolci e salate: crostate con la marmellata di pesche, torta di carote, formaggi d’alpeggio, affettati, toselle,… tutto preparato da Gabriella. E la vera delizia: il latte appena munto. Ma che bontà!

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Dopo la colazione erano solo le 8 del mattino ma la vita d’alpeggio non si ferma mai. Abbiamo quindi seguito il casaro Maurizio nel casel dove abbiamo assistito alla preparazione del formaggio. Con il latte appena munto ha iniziato a preparate le formaggelle, portando a 35 gradi il latte in un grande pentolone fino ad ottenere la cagliata, mentre dal latte della mungitura della sera precedente è stata tolta la panna per fare il burro.

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Passare una giornata in malga non significa solo lavorare, stare dietro alle mucche e preparare il formaggio. La montagna offre dei panorami favolosi e con la nostra guida Nicola abbiamo fatto una bella escursione sui monti tra boschi e sentieri fino a raggiungere Corno Battisti, la cima del Pasubio che durante la Prima Guerra Mondiale fu riconquistata dall’esercito italiano grazie a Cesare Battisti e Fabio Filzi.

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Camminare in montagna mette fame, così al rientro dalla passeggiata abbiamo deciso di restare a pranzo a Malga Zocchi: il menù era davvero invitante e prevedeva delle specialità locali come i formaggi d’alpeggio, le ricotte affumicate, gli gnocchi di fioreta con speck e ricotta affumicata, la polenta, le toselle,… . Io non ho saputo resistere agli gnocchi e alle toselle, che avevo già assaggiato per colazione. Una vera gioia per il palato!

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Dopo una giornata come questa non posso che ringraziare VisitTrentino, VisitRovereto e ATComunicazione per avermi invitata ad #albeinmalga. Trascorrere una giornata in malga, scoprire la vita d’alpeggio, mungere le mucche, respirare l’aria pulita a 1700 metri è stata una vera esperienza!

Albe in malga: una giornata in malga in Trentino ultima modifica: 2013-08-19T12:42:01+00:00 da Francesca Turchi

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