La cucina pugliese è ottima, ricca di sapori e tradizioni, e grazie a #garganoecotour ho avuto il piacere di assaggiare “quasi” tutte le specialità garganiche e perfino di partecipare ad alcune lezioni di cucina tipica pugliese, imparando a fare la paposcia e le famosissime orecchiette pugliesi.

Partiamo proprio dalla famosa “paposcia Vichese“, una pasta-pane preparata con acqua, farina, sale e lievito madre, allungata e infornata per un paio di minuti, finché non si gonfia, e poi farcita con pomodorini, pecorino e olio extra vergine di oliva locali, oppure con salame, bresaola, etc. e perfino con la Nutella! Io ho mangiato per la prima volta la paposcia a Vico del Gargano al Ristorante da Tony, in Viale Cappuccini 24. Qui nonna Caterina, insieme al nipote Giuseppe, ci ha insegnato come si prepara questo tipico piatto di Vico del Gargano.

paposcia

L’importante, ci hanno spiegato, è l’impasto che va preparato con il lievito madre e va fatto lievitare e riposare per almeno un paio d’ore. Una volta infornata, se la paposcia gonfia significa che è “uscita bene”. Peccato però non poter riproporre questo piatto anche a casa: serve infatti un forno potente dato che la temperatura di cottura deve arrivare ad almeno 400°C. Se andate nel Gargano fate un salto in questa pizzeria storica a Vico: il luogo è molto accogliente e familiare e la paposcia (ma anche le pizze cotte in forno a legna) è una vera specialità. I costi: inferiori a quelli di una pizza!

Il Trappeto, sempre a Vico del Gargano, ho invece assaggiato altri piatti tipici pugliesi come gli antipasti di funghi porcini raccolti in giornata conditi con olio, limone e prezzemolo, le fave con cicoria coltivata, la zucca fritta con peperoni fritti, l’insalata di faglioli, le polpettine di pane al sugo e la tipica paposcia (molto buona anche questa!) farcita con vari ingredienti. Oltre all’ottima cucina vi consiglio questo ristorante, situato nel centro storico di Vico in Via Casale 168, anche per il suo locale interno. “Trappeto” infatti significa frantoio, il che significa che questo ristorante è costruito all’interno di un vecchio frantoio: i tavoli sono costruiti su delle macine e le stanze somigliano a delle grotte. Molto accogliente e suggestivo!

La maggior scelta di prodotti tipici della cucina garganica l’ho invece assaggiata presso il Rifugio Sfilzi, situato nel cuore della Foresta Umbra. Qui i proprietari della struttura, la signora Fausta Munno ed il marito, ci hanno fatto fare una degustazione completa di piatti stagionali: caciocavallo podolico di quaglia (ovvero con i vermi dentro – troppo forte per i miei gusti ma ottimo a detta di chi ama il formaggio dal sapore forte e intenso), pomodori sott’olio, olive, lampascioni (leopoldia comosa), salicornia (sarcocornia patula, sarcocornia fruticosa), cacioricotta con vincotto di arancia bionda del Gargano (prodotto IGP), pancotto con verdure spontanee, trifolato di funghi con pomodoro, fave di Carpino e le strascinate, ovvero delle orecchiette tipiche della zona.

caciocavallo podolico

A proposito di fave di Carpino, le “originali” le abbiamo mangiate presso l’Azienda Agrituristica Cannarozzi a Carpino, un paese lungo il Lago di Varano. E’ qui che si producono le famose fave di Carpino (presidio Slow Food) e non solo. La signora Maria Antonietta insieme al marito Michele hanno inaugurato da poco meno di un anno il loro ristorante, con annesso agriturismo, in cui propongono una cucina a base di prodotti locali tipici: in primis le fave, ma anche l’olio extravergine di oliva, davvero buonissimo. I piatti che abbiamo assaggiato durante la nostra degustazione: olive, pane con l’olio, purè di fave di Carpino con olio e cicoria, fave con origano e cipolla cruda, pecorino e cacioricotta col vincotto.

fave di Carpino

E le orecchiette? All’inizio vi ho detto che ho imparato a prepararle. Beh “imparato” è una parola grossa! Mi sono applicata, grazie alla signora Filomena dell’Albergo Ristorante Il Giardino a Rodi Garganico, che ci ha tenuto una vera e propria lezione di cucina. E’ stata un’esperienza molto divertente e costruttiva. Preparare le orecchiette non è semplicissimo, ma il procedimento è semplice: acqua e farina, e poi tanto lavoro! Ma la soddisfazione è arrivata a cena quando io e gli altri blogger abbiamo gustato le nostre orecchiette fatte a mano con seppioline, pomodoro e fave. E ancora pane con cicorie e fagioli, cozze ripiene, lumache di mare con patate e rucola, orata in crosta con patate e, per concludere, il limolivo (un liquore fatto con agrumi, buccia d’arancia, limone e foglie d’olivo) e le cartellate.

orecchiette pugliesi

E i dolci tipici del Gargano? Oltre alle cartellate, preparate col vincotto, sono celeberrimi i sospiri di Vico del Gargano, i dolci della sposa e della purezza. La loro preparazione è impegnativa e costituita da numerosi passaggi, ma il risultato è ottimo! Durante il blog tour abbiamo assistito alla loro preparazione presso la storica Pasticceria Pizzicato: facendola semplice le fasi di preparazione dei sospiri sono: bagnare il pan di spagna in acqua, zucchero e aroma di Strega, riempire il pan di spagna con crema o cioccolato, chiuderne due alla volta “a bacino”, disporli in fila sulla griglia e infine ricoprirli con la glassa bianca o al cioccolato.

sospiri gargano

Infine il vino! Sempre a Vico del Gargano abbiamo trascorso una piacevole serata nella cantina Anell di Nello Biscotti, degustando il Macchiatello, un vino ricavato da vigneti autoctoni.

vino Macchiatello

Che altro dire? In Puglia si mangia, e si mangia pure bene.
Spero quindi che queste informazioni sui piatti tipici e su dove poterli mangiare vi possano essere di aiuto durante la vostra prossima vacanza nel Gargano.

La cucina tipica del Gargano: cosa e dove mangiare ultima modifica: 2012-09-17T16:12:48+00:00 da Francesca Turchi

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1 comment

  1. Grazie mille Francesca! E’ un vero piacere leggere i tuoi apprezzamenti sulla nostra splendida terra: Il Gargano. Tanti saluti da Nonna Filomena e da Rodi Garganico!