Era dal 2011 che non visitavo la Certosa di Calci e un paio di weekend fa, durante il #SGTtour, è stato più bello e interessante di allora.

Se non conoscete la Certosa Monumentale di Pisa o volete saperne di più vi invito a leggere questo articolo: sono certa che la prossima volta che verrete nella città della torre pendente dedicherete una mezza giornata a questa location assolutamente suggestiva!

La Certosa di Pisa si trova nel comune di Calci, a 13 km in auto dal centro di Pisa.
Si tratta dell’ultima Certosa fondata in Toscana, nel 1366: un ex convento certosino di clausura maschile dagli ambienti religiosi austeri e sontuosi, trasformati oggi in un museo di proprietà dello Stato Italiano.

La struttura si compone di due parti: la Certosa Monumentale che comprende gli ambienti in cui vivevano i certosini fino ai primi del 1970, tutt’ora perfettamente conservati, e il Museo di Storia Naturale e del Territorio, gestito dall’Università di Pisa.

La visita alla Certosa parte dal suo cancello d’ingresso, dal quale si accede al cortile interno e alla chiesa conventuale dei monaci certosini.
Il visitatore si aspetterebbe di entrare in un luogo religioso tipicamente 300esco. In realtà di trecentesco la chiesa ha mantenuto solo il pavimento originale, in marmo bianco delle Alpi Apuane, mentre tutto il resto è barocco.
Oltre a questo, una grossa particolarità è che la chiesa è divisa in 2 parti: la parte più piccola posta all’ingresso era riservata ai fratelli conversi, che prendevano solo alcuni voti e gestivano la Certosa e le sue proprietà da un punto di vista manuale, mentre la parte più ampia della chiesa era riservata ai padri certosini, che rispettavano totalmente la regola originaria stesa da San Bruno del XI secolo e prendevano tutti i voti.

PS: la chiesa della Certosa di Calci è aperta al pubblico solo il 6 ottobre, quando si celebra San Bruno, fondatore della Certosa.

Chiesa della Certosa di Calci

La visita prosegue poi negli ambienti interni della Certosa, tra le cappelle in cui i certosini pregavano o officiavano la messa in solitudine, le celle private (12 in tutto, in quanto nella Certosa di Calci ci sono stati al massimo 12 padri certosini), il refettorio e ancora il chiostro e il piccolo cimitero, anch’esso separato tra padri e conversi.

Chiostro della Certosa di Calci

E ancora nell’appartamento granducale e la farmacia settecentesca, dove i certosini lavoravano alla preparazione dei farmaci.

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Alcuni dei dettagli che ho trovato particolarmente interessanti negli ambienti della Certosa sono stati:

  • pavimenti delle cappelle con giochi prospettici, che ispirarono l’artista Escher.

Pavimenti con giochi prospettici

  • il refettorio con un bel gioco di prospettiva degli affreschi alle pareti: negli affreschi del Granduca Cosimo III e di Caterina de Medici, entrambi opere di Pietro Giarré, i tavoli infatti ti seguono mentre percorri la sala grazie ad uno stratagemma prospettico.

Pitture nel refettorio della Certosa di Calci

  • l’affresco del gatto sulla parete di fronte alle scale di accesso alla foresteria della Certosa di Pisa. Il perché è il seguente: oltre al compito primario di tener lontani i topi, i gatti erano gli unici esseri viventi con i quali i certosini potevano interagire, e ce ne sono ancora oggi. Avevate mai pensato al perché si chiamasse “gatto certosino”?
  • la bacheca delle prescrizioni con i compiti che il padre certosino stabiliva per i fratelli conversi: una sorta di Twitter dei nostri giorni, allora una comunicazione interna muta. Il sistema funzionava con delle asticelle sulle quali erano segnate (e lo sono tutt’oggi) le mansioni da svolgere.
Il Twitter dei certosini

{Il Twitter dei certosini}

  • lo sportello delle celle, dal quale veniva servito il pranzo, che non è allineato per far sì che il padre certosino non vedesse mai il volto del converso.

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La Certosa di Calci, come anticipato all’inizio dell’articolo, comprende anche il Museo di Storia naturale che occupa un’intera ala dell’edificio. Questa visita la consiglierei soprattutto alle famiglie con bambini,che restaranno entusiasti degli acquari coi pesci, gli scheletri di grosse balene e molto altro ancora.

 

Info e prenotazioni:
Certosa di Calci e Museo di Storia Naturale, Via Roma 79 – Calci (Pisa).
Aperto dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, domenica e festivi fino alle 13.30. Chiusa il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio e il 1° maggio.
Prezzo del biglietto d’ingresso con visita libera: 5 euro intero, 2.50 euro ridotto (dai 18 ai 25 anni), gratis per gli under 18.

Il consiglio che mi sento di darvi tuttavia è quello di prenotare una visita guidata, che deve essere prenotata in anticipo chiamando direttamente la Certosa al numero 050938430. Le visite avvengono alla mezza di ogni ora (es. 9.30, 10.30, 11.30 etc). La visita dura un’ora quindi la puntualità è fondamentale. I prezzi di una visita con guida autorizzata in italiano o inglese hanno un costo di circa 150 euro per gruppi inferiori a 30 persone (il prezzo è da dividere per il numero di partecipanti).

Come raggiungere la Certosa: l’unico modo per arrivare alla Certosa da Pisa è l’auto. Ci sono i bus extraurbani ma questo spostamento può risultare molto scomodo.

 

ATTENZIONE!

Fino al 30 novembre 2014 è possibile VOTARE per il riconoscimento della Certosa di Calci tra i “luoghi del cuore” da parte del FAI.
È possibile dare il voto in 2 modi:
1. con la firma cartacea sui fogli che trovate in diversi luoghi a Calci, a Pisa e in altri paesi della zona
2. con la firma on line: basta cliccare qui!

Io ho votato lo scorso weekend durante DolcementePisa, e invito tutti voi a trovare un paio di minuti per farlo!
Grazie.

Visita alla Certosa di Pisa a Calci ultima modifica: 2014-11-25T08:18:47+00:00 da Francesca Turchi

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