La visita ai castelli in Toscana prosegue: domenica ho visitato il Castello dei Vicari di Lari.

Domenica a Pisa era una bellissima giornata: l’ideale per proseguire il mio tour di visite ai castelli di Pisa e dintorni.

Dopo la visita della settimana scorsa al castello Malaspina di Fosdinovo, del quale mi sono praticamente innamorata, stavolta ho deciso, con la mia allegra combriccola, di andare al castello di Lari, a Pisa.

Castello di LariLari è un paesino non molto lontano da Pisa. E’ facilmente raggiungibile percorrendo la FI-PI-LI in direzione Firenze con uscita a Pontedera-Ponsacco. La piccola città medioevale di Lari dista infatti solo una decina di chilometri dall’uscita della superstrada.

Arrivare al castello di Lari, una volta entrati in città, è molto semplice. L’imponente struttura si innalza al centro del paese. L’accesso al castello si ha per mezzo di una grande scala che, dai piedi delle alte mura, giunge fino alla porta di ingresso.

Una volta varcata la prima porta si accede ad un ampio piazzale adiacente alla struttura del castello. La biglietteria è sul lato sinistro. Il costo dei biglietti è di 5 euro per la visita guidata, 4 europer la visita non guidata e 3 euro per le scolaresche. I minori di 10 anni possono accedere gratuitamente all’interno del castello di Lari.

Dato lo scarto di prezzo tra la visita accompagnata e quella libera abbiamo preferito essere “coccolati” dalle spiegazioni di una guida anzichè visitare autonomamente il castello con cartina illustrativa alla mano.

La nostra visita guidata è iniziata verso le ore 16.30 e la nostra guida, anche se mi dispiace ammetterlo, non era molto preparata e ciò ha fatto sì che il giro all’interno del castello risultasse monotono e poco interessante.

Di seguito riporto le informazioni più interessanti che mi sono appuntata durante la nostra visita guidata.

Il nome “Lari” deriva dal latino larix, ovvero l’albero di larice. La prima testimonianza scritta risale al 9° secolo d.C.

cippo sepolcrale etrusco castello di Lari

Un pò di storia → Nel Medioevo Lari fu conquistata dalla Repubblica Marinara di Pisa. Nel 1220 i nobili del posto, la famiglia degli Upezzinghi, organizzarono alcune rivolte contro la Repubblica di Pisa ma furono sconfitti e cacciati dalla città. Nel 1406 il borgo di Lari entrò a far parte dei possedimenti della Repubblica di Firenze. La Toscana venne divisa in vicariati e Lari, oltre a diventare “castello dei Vicari“, venne adibita a carcere. Nel 1848 il Vicariato venne soppresso e Lari venne annessa al Regno d’Italia: l’intero castello venne tappezzato con stemmi della famiglia Savoia.

Lari è stata considerata per molti secoli “capoluogo delle Colline Pisane” in quanto importante centro politico, amministrativo e agricolo. La città è di insediamento etrusco. Durante gli scavi effettuati durante i secoli passati sono stati rinvenuti numerosi reperti appartenenti al popolo etrusco, oltre che a quello romano. Tra i reperti più interessanti vi sono le pietre sepolcrali usate poi nel Medioevo come para-carri.

Le parti visitabili del castello:

  • l’atrio: è costituito da uno spiazzo rettangolare nel quale si trovano la cappella della Vergine e la cisterna dell’acqua e dal quale si possono ammirare le pareti esterne del castello di Lari sulle quali si trovano numerosi stemmi realizzati dai Della Robbia.
  • la cappella castellare consacrata alla Vergine: è una piccola cappella che si trova nell’atrio centrale. Al lato esterno sinistro si trovano 5 celle che, in passato, venivano utilizzate affinchè i condannati potessero rivolgere le loro preghiere rivolgendosi verso l’altare della Madonna.
  • la cisterna dell’acqua: sempre nell’atrio si trova un pozzo che aveva il compito di convogliare tutta l’acqua raccolta dalle grondaie del castello.
  • il tribunale: è una grande sala nella quale venivano eseguite le sentenza riguardanti i condannati tenuti nelle carceri del castello. Fino al 1970 nella sala del tribunale si trovava la gabbia degli imputati.
  • salone dei tormenti del castello di Lariil salone dei tormenti: in passato era adibito a stanza di tortura per i condannati. Le pareti del salone sono in parte ricoperte da dipinti raffiguranti stemmi nobiliari (tra cui quello della famiglia Pitti e degli Strozzi) e dal dipinto della Madonna davanti alla quale i condannati dovevano chiedere perdono. Nel 1786 Piero Leopoldo di Toscana abolì la pena di morte e il salone dei tormenti fu quindi adibito ad altra funzione, quella di ingresso del castello.
  • la cancelleria: in questa sala il cancelliere, nobile fiorentino, amministrava il territorio e raccoglieva le sentenze. L’ultimo ad aver posseduto questo titolo fu Annibale Badalassi.
  • segrete del castello di Larile segrete del castello: vi si accede attraverso un tunnel in fondo al quale si scorge un piccolo spazio nel quale  venivano condotti i prigionieri i quali erano costretti a restarvi per una durata di 2 settimane.
  • sala dell’inquisizione: in questa sala i criminali venivano processati dinnanzi a un giudice. Nei casi in cui l’interrogato non confessasse, questo veniva sottoposto a  tortura.
  • la sala delle armi: una vasta zona al primo piano del castello, un tempo adibito a celle per i carcerati, è oggi allestita con decine e decine di armi utilizzate nel corso dei secoli.
  • castello di Larile carceri: dismesse negli anni venti del secolo scorso, le carceri erano divide in due sezioni, civile e criminale. Nella sezione civile venivano rinchiusi coloro che avevano commesso un reato che andava contro le leggi dello stato. Nella sezione criminale, invece, erano rinchiusi gli assassimi e i ladri. Questi ultimi, ammassati in celle comuni, non avevano la possibilità di uscire fino allo scadere del termine della loro pena. Per i bisogni corporali essi potevano utilizzare dei secchi chiamati buglioli, riposti in un piccolo scomparto all’interno delle celle. Una curisità interessante è quella che riguarda le porte delle celle. Queste, infatti, non sono mai state sostituite: sono dunque dei reperti originali. A dimostrazione di ciò, su ciascuna porta si possono trovare frasi o messaggi scritti lasciati dai prigionieri.

castello di LariCome ogni castello medioevale anche il castello di Lari ha le sue storie e leggende di fantasmi. Il fantasma in questione sembra sia quello di Giovanni Princi, detto Rosso della Paola, per il suo schieramento politico. Nel 1922, in pieno regime fascista, Princi tentò di entrare ad una festa per la quale non aveva l’autorizzazione. Per questo venne arrestato, condotto nelle carceri civili del castello di Lari e interrogato. La mattina del 16 dicembre 1922 il Rosso della Paola venne ritrovato morto, apparentemente suicida, impiccato alle sbarre della finestra della propria cella, la numero 5.

Secondo la leggenda lo spirito del Rosso della Paola si manifesta nelle notti tra il 15 e il 16 dicembre, notte della sua morte, raccontando gli accadimenti che lo hanno portato alla morte e smentendo il suicidio. Sembra infatti che Princi sia stato assassinato dai suoi carcerieri che, durante gli interrogatori, lo avevano colpito più e più volte portandolo alla morte e in seguito avevano inscenato il suo suicidio.

Se al castello di Fosdinovo davo un bell’8 come voto, al castello di Lari non posso che dare una sufficienza.


Visita al Castello dei Vicari di Lari ultima modifica: 2009-09-30T09:33:34+00:00 da Francesca Turchi

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