Sei Pisano se: vocabolario pisano-italiano

Sei pisano se: lista di parole in pisano e piccolo vocabolario pisano-italiano

Da buona Pisana DOC parlo pisano e ho sempre pensato che il toscano, e più precisamente il pisano, fosse un dialetto facilmente comprensibile a tutta la popolazione italiana. E invece no. Nel corso degli anni, soprattutto relazionandomi con molte persone durante i miei viaggi o progetti di lavoro, ho scoperto che termini che per me sono all’ordine del giorno, anche i più comuni, per gli altri sono arabo.

Così ho deciso di scrivere, o meglio di iniziare a scrivere, un articolo dedicato al vocabolario pisano-italiano. Una lista che spero diventi sempre più ricca grazie all’aiuto di voi amici e lettori pisani.

Intanto buona lettura e se mentre scorrete la lista vi vengono in mente parole pisane che ho dimenticato, segnalatemele!

  • A TUTTO BORDONE: a volume molto alto
  • A TUTTO SDEO: senza limite, senza fine. Es. ‎“È piccantissimo, peperoncino a tutto sdeo!”. Variante: A TUTTO FO’O
  • ABBORACIATO: agg. fatto in fretta e male
  • ACQUAIO: lavello per piatti (“rigovernare all’acquaio” = fare i piatti)
  • ACQUETTA: è la candeggina
  • AGGANGHIRE: a Pisa si usa con più significati ad es. essere stressato oppure infreddolito (“agganghire dal freddo)
  • AGGEGGIO (da cui AGGEGGIARE/AGGEGGINO): una cosa, una roba o anche un marchingegno; come verbo significa avere sempre le mani occupate a fare qualcosa. Es. “Il mi’ figliolo sta sempre ad aggeggiare coi colori, diventerà un artista”
  • ALTRO: no. Es. dal salumiere: “Serve altro?” -“No grazie, apposto così”
  • AMMODO (o AMMODINO): riferito a una cosa fatta per bene, o anche come aggettivo/esclamazione Es. “Oggi ho cucinato una pasta veramente ammodo” o “Ammodo allora, ci becchiamo domani”
  • ANTEPÀTIA: agg. antipatica
  • ARBAGIE: Avere l’arbagie significa chiedere cose impossibili. Es. “Te le faccio passà io l’arbagie!“
  • ARRABATTARSI: arrangiarsi, darsi da fare
  • ARRIVA’ A BABBO MORTO: arrivare quando è decisamente troppo tardi
  • ASCIUGATI/ARREGGITI: sono tutti inviti ironici a riposarsi dopo un presunto sforzo. Es. “Certo che ho fatto le faccende in casa, ho spolverato“. “Deh asciugati!”
  • ASCIUGHINO: telo o canovaccio per usi di cucina
  • ATTRASSO: donna appariscente ma ridicola
  • AVELLARE: emanare cattivo odore (si dice di persona). Es. ‎“Puzzi avelli!
  • AVERLA AVUTA: essere all’estremo di qualcosa, subire qualcosa come una malattia o una rottura di scatole. Es. “Ieri son stata tutto il giorno nella pioggia e l’ho avuta” o “Luilì beve così tanto che ormai l’ha avuta”
  • BAI: acetoni (malessere dei bambini). Es. “Ir mi bimbo c’ha bai”
  • BADA: attento a cosa fai! Si dice soprattutto ai bambini per non fargli fare qualcosa
  • BALLETTARE: muoversi di continuo (es. se ti scappa la pipì o ir bagno è occupato)
  • BECCARE: rimorchiare una ragazza
  • BECCO: agg. Se sei becco sei cornuto
  • BECIO: lombrico
  • BIMBO/A: si dice per rivolgersi a una persona da 0 a 100 anni
  • BOIA: esclamazione tipicamente toscana, significa “Cavolo!”. “Boia dé” è la quintessenza della livornesità, ma anche in pisano si usa parecchio
  • BOTRO: fango
  • BOTTINO: cacca. Da cui l’espressione “Siamo nel bottino”
  • BOTRILLO: donna particolarmente brutta
  • BRONTOLARE: sgridare, rimproverare. Es. “Mamma mi ha brontolato perché mi sono sporcato giocando
  • BAZZA: mento
  • BUGGERARE: prendere in giro
  • BUZZO (O BUZZA): pancia
  • BRODO: persona non particolarmente brillante, stupido. Es. “Popo’ di brodo!”
  • BORDA (o ARIBORDA o TONFA): interiezione per enfatizzare un concetto, sta per “Ancora!” come risposta sarcastica a qualcosa che si verifica per l’ennesima volta. Es. “Stamani mamma m’ha brontolato” – “Borda!”. Variante: “Tonfa panaia!”
  • BOZZI: pozzanghere
  • BAOTENIA: ovvero “baco tenia”, verme solitario
  • BACCELLONE: si dice di personaggio grande, grosso e cog**one
  • BANFE: caldane. Es. “Badalì, vel botro c’ha le banfe!”
  • BELLINO: carino. Si dice di cose e persone. Esclamazione tipica pisana: “Senti bellino!”
  • BODDA: rospo grasso
  • BUBBOLARE: lamentarsi. Es. “Ma cosa bubboli?”
  • BRISCOLARE: picchiare, menare. Es. “Quando torna tu pa’ ti briscola”
  • BRODO: si dice di persona che compie un atto stupido o che si lascia infinocchiare. Es. “Ti sei fatto passare avanti, ma sei proprio un brodo eh!”
  • BUCARE (o BUARE): se il pisano non va a scuola “bua
  • BULLETTA: chiodo
  • CAATA: cacca, o riferito a persona  e usato come aggettivo. Es. “Popò di caata che non sei altro”
  • CALDARE (o CARDANE): vampe di calore tipiche di donne in menopausa
  • CALDANO: vaso di terracotta con manico per metterci la brace per scaldarsi i piedi e da agganciare al TRABICCOLO
  • CANNELLA: rubinetto. Es. “Non bere dalla cannella, non è potabile!”
  • CANTERA: cassetto
  • CANTERO: vaso da notte
  • CANTERALE: cassettone, mobile a cassetti
  • CAPPELLATA: stupidata. Es. “Hai fatto una cappellata!”
  • CARCAGNO: tallone
  • CARDEO: zitellotto attempato
  • CARTELLA: la cartella è lo zaino dei bambini usato per andare a scuola
  • CARZEROTTI: calzini
  • CATROZZOLO: piccola particella di qualcosa. Es. “Ho fatto il pane è m’è avanzato un catrozzolo di pasta per un panino”
  • CEE: sono le nascite delle anguille. Erano uno dei piatti pisani più tipici, ma da anni ne è vietata la pesca
  • CENCIO: straccio per pulire i pavimenti. Dare il cencio = lavare il pavimento
  • CHETARE / CHETARSI: Zittire / stare zitto. Es. “Chetati!” = “Stai un po’ zitto!”
  • CHIORBA: testa
  • CIACCIARE: darsi da fare in qualcosa. Il “ciaccione” è colui che si affaccenda a fare cose solitamente non richieste. Es. “Ma cosa ciacci? Chi ti ha chiesto di farlo?
  • CIAMBROTTA: misto di verdure, ratatouille
  • CIANCIU(C)ATO: sgualcito
  • CIGNALE: cinghiale. Si dice anche di una persona dai modi bruschi di corporatura possente poco curato nel viso
  • CIOTTOLI: piatti (e non solo) da lavare. Il pisano “rigoverna i ciottoli all’acquaio”
  • CIUCCIONE: bacio in bocca con la lingua
  • CIUCCO: scemo
  • CIUO: asino
  • CHIATTO: grasso
  • COLLO: espressione pisana “In collo” = “in braccio”. Es. “Prendere il bimbo in collo”
  • COLTELLA (o CURTELLA): coltello
  • COLTRONE: coperta (o maglione) di cotone imbottito, grosso e caldo, un precursore della moderna trapunta
  • CORBELLI: palle. Es. “Quello lì mi stà sui corbelli”, oppure “Ne ho i corbelli pieni”
  • DESINARE: pranzare
  • DISCORRERE: sentenziare, litigare. Es. “Quei due è tutto ir giorno che discorrono (anzi, discorrAno)
  • DRUSO: a Pisa viene chiamato così lo studente fuori sede (meridionale)
  • FARDA: donna che si trucca troppo, come una prostituta. Es. in discoteca: “Boia hai visto che farda è quella lì?”
  • FIO / FIA: agg. si dice di ragazzo o ragazza di bella presenza. Es. “Com’è fio lui!”. Oppure ragazzo/ragazza intesi come fidanzato/fidanzata. Es. “Il mi’fio / La mi’fia”
  • FIOSO: persona che si lamenta a sproposito. Es. “Falla finita, sei proprio fìoso!
  • FISTOLA: tubo per annaffiare le piante
  • FOATA (o STRINATA): quando il pisano prende troppo sole al mare prende la foata o una bella strinata
  • FOTTÌO: tanto (di qualcosa). Es. Una folla è fatta da un fottio di persone
  • FRIGNOLI: brufoli
  • FRÍTTE: usato per indicare qualsiasi insetticida spray
  • FRUGARSI: rovistare nelle proprie tasche in cerca di qualcosa. Solitamente si associa ai soldi, es. “Stasera offri te? Allora frugati!”
  • FURIA: fretta
  • GABBARE: fregare/bypassare. Es. “gabbare il sistema”
  • GABINA: cabina al mare
  • GAÌRE: morire. Es. “Quel pover’omo è gaìto in un incidente”
  • GANGHERI: sono i cardini delle porte. Tipicamente si usa l’espressione “Uscire fuori dai gangheri” per dire “Andare fuori di testa”
  • GANZO: aggettivo riferito a persone o cose con accezione positiva. Si dice di persona brava, simpatica, in gamba: Es. “Sei un tipo ganzo!“. Si dice di cosa bella, interessante: Es. “Ganza ‘sta cosa!“. Come sostantivo, significa amante. Es. “Ahhh Maria c’ha il ganzo!
  • GANZIALE: versione molto 90’s dell’aggettivo GANZO
  • GAO: intercalare tipico della campagna pisana. Espressione tipica: “Gao bellino!”
  • GARBARE: piacere. Es. “Questi occhiali mi garbano parecchio!”
  • GAVORCHIO: solitamente si dice di ragazza affatto attraente (diciamo pure brutta!) e grassoccia
  • GHIACCIO (o DIACCIO): freddo, non ghiacciato. Es. “Oggi la situazione è ghiaccina eh!” o “Boia com’è ghiaccia l’acqua del frigo” o “L’acqua è diaccia marmata”. Se qualcuno vi chiede del “latte ghiaccio” non dovete portargli del latte con cubetti di ghiaccio, ma del latte freddo di frigorifero [riferimenti a cose e persone sono puramente casuali!]
  • GHIOZZO: agg. usato soprattutto per indicare persone rustiche e poco adatte alla situazione in cui sono es. “Sei un ghiozzo!“. VARIANTE: ghiozzo di bua
  • GOBBO: è il Jack quando giochi a carte
  • GOCCIO o GRONDO: significa “poco” riferito solitamente ad un liquido. Es. “Dammi un goccio di vino” o “Mettici un grondo d’olio”
  • GOTE: guance
  • GOVONE: si dice di persona robusta. Es. “Lelì pare un govone!
  • GRANATA: scopa per spazzare
  • GREBANO: aggettivo. “Sei un grebano“. Si dice per lo più ai bambini se fanno qualcosa di sbagliato
  • GROPPONE (o GROPPA): schiena
  • GRULLO/A: si dice di persona sciocca o sbadata. Es. “Hai messo lo zucchero nel minestrone! Ma sei grullo???”
  • GUANCIALE: cuscino
  • GUAZZA: la brina
  • IERLALTRO: l’altro ieri
  • IMBACUCCATO: vestito pesantemente d’inverno
  • INCASTRARCI: entrarci con qualcosa, Es. “Hai fatto un discorso che non c’incastra nulla”
  • INCIGNARE: inaugurare / indossare qualcosa di nuovo
  • INGABOIARE: barare durante un gioco
  • INNACQUARITO: Es. “Luilì c’ha r cervello innacquarito!”
  • INSULTARE: non sopportare. Es. “Boia lulì come m’insulta!
  • LABBRATA: schiaffo dato a mano aperta
  • LACCHINO: verniciatore di mobili laccati
  • LAVORONE: il pisano esclama “E’ un lavorone ” quando c’è un problema o un casino da risolvere
  • LEGNAIOLO: falegname
  • LEZIONE: compiti a casa. Es. “Puoi giocare dopo che hai finito di fare la lezione”
  • LILLERI: soldi. Modo di dire pisano: “Senza lilleri ‘un si lallera” ossia “Senza soldi, si fa poco”
  • LOCCO: è una presa in giro, si dice di persona sciocca o sbadata. Es. “Sei proprio un locco!”
  • LOTRO: si dice anche di persona che mangia molto
  • LULì (o LELì): lui / lei a cui ci si riferisce
  • LUSTRINO: lucidatore di mobili
  • MARMATO: ghiacciato, gelato. Es. acqua ghiaccia marmata
  • MATERASSA: il materasso del letto
  • MÈZZO: bagnato
  • MI PÁ / MI MÁ: mio padre / mia madre
  • MICA (o MÌA): per caso. Es. “C’hai mìa du’ spicci? / Hai per caso dei soldi da prestarmi?)
  • MIDOLLA: mollica del pane
  • MOCCIO: ti viene al naso quando hai il raffreddore
  • MOCCOLO: bestemmia. “Tirare un moccolo” = “Smoccolare” = bestemmiare
  • MOMENTACCIO: momento o periodo sfavorevole o piuttosto impegnato
  • MOTA: fango
  • MOTORE: il motore per il pisano è il motorino (scooter) o la motocicletta
  • NAPPA: naso
  • NASINI: mollette dei panni o chiappini
  • NINI: Appellativo vezzeggiativo familiare, lo dicono i nonni ai nipoti o in genere ai bambini. Es. “Nini vieni a darmi un bacino!”
  • NOCCHINO: colpo dato con le nocche della mano chiuso. Es. “Stai bono sennò ti do un nocchino!”
  • ODORI: per il pisano gli odori sono il misto di verdure da brodo (cipolla-carota-prezzemolo-sedano)
  • OIMMENA (o OIMMEI): intercalare per esprimere un lamento, insofferenza o uno sforzo. Es. “Oimmei come mi fa male la schiena!”
  • ONCO (o AONCO): nausea. Es. “Avècci l’onco” = “Avere la nausea”
  • PANAIO: panettiere, fornaio
  • PATATE MASCÈ: il pisano chiama così il purè di patate
  • PATTONE: scappellotto sulla testa
  • PENTOLO: tegame per cucinare
  • PEO: tiro di sigaretta. Es. “Mi lasci du’ pei?”
  • PEORO: si dice di persona “cornuta”
  • PERITARSI: non peritarsi = non fare complimenti, non preoccupartene. Es. “Mangia, un ti perità!”
  • PEZZÒLA: fazzoletto
  • PICCHIO: dal verbo picchiare, significa colpo. Es. “Dare un picchio a qualcuno
  • PILLONE: si usa nella forma “fare pillone” che in pisano significa quando mangi qualcosa e fai fatica a masticare/deglutire. Es. “Buona la torta. Però fa pillone!” 
  • PINZO: puntura d’insetto
  • POPONE: melone
  • POSARE: lasciare qualcosa da qualche parte. Es. “Posa la spesa sul tavolo
  • PRUNO: spina di un rovo
  • PUGNETTE: presine che si usano in cucina per prendere le pentole quando i manici scottano
  • PUNTO: affatto, per niente. Es. “Un mi garbi punto”
  • RAGIONARE: parlare. Es. “Sono due ore che ragiono al telefono”
  • RAMERINO (o TRAMERINO): rosmarino
  • RENA: la sabbia del mare
  • REUSORIO: ospizio per anziani
  • RIGOZZARE: vomitare, sequel naturale dell’ONCO
  • RIPAIOLA: grande retino per pescare le CEE
  • RUZZARE: scherzare
  • SALZA: ragù o sugo per condire la pastasciutta
  • SAPERCI: sapere di qualcosa o non sapere di niente. Es. “Quel quadro sulla parete non mi ci sa di niente”
  • SBILENCO: pendente, si dice di cose o persone. Es. “Quello cammina tutto sbilenco!” oppure “La torre a Pisa è sbilenca”
  • SBODDARE: ingrassare. Es. “Da quando ha fatto il figliòlo è sboddata da morì”
  • SBOTTARE: arrabbiarsi/sclerare
  • SBOTTO: un sacco, tanto. Es. “Costa uno sbotto!”
  • SCACIARE: mandar via
  • SCANTUCCIATO: senza spigoli o con spigoli rovinati. Es. “Mi s’è scantucciato il mobile”
  • SCANZARE: spostare. Es. “Scanzati che devo passare!”
  • SCARACCHIO: sputo
  • SCIAGATTARE: sgualcire, trattar male, senza riguardo. Si riferisce specialmente ai capi di vestiario
  • SCHIACCIATA: focaccia
  • SCHIANTARE: patire o soffrire per qualcosa. Es. schiantare di caldo, di freddo, dal mal di schiena
  • SCEPRE: la siepe
  • SCIAGATTATO: si dice di persona trasandata. Es. “Non puoi mica andare a un colloquio sciagattato così!” oppure si dice di cose rotte o rovinate. Es. “Questa scatola è tutta sciagattata”
  • SCRIMOLO: bordo di un mobile, tipicamente un tavolo. ES. “L’hai messo proprio sullo scrimolo: ora ti casca!”
  • SEGA: niente. Es. “Hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”
  • SFIBBIOLI: lacci da scarpe
  • SFOARE: essere bravi in qualcosa (Es. “Sei bravo in matematica? Boia ci sfoo di brutto!” oppure “Oggi ho sfoato alla partita”). Può essere usato anche col significato di “andare veloce” (“Boia lulì come ci sfoa in macchina!“)
  • SGAINARE o SGAIOLARE: morire. Es. “Sto sgainando di fame!”. Oppure si usa in senso sarcastico o durante i giochi online. Es. “Il mi’omino è sgaiolato!” o “C’ha tirato la gaiola
  • SGALEMBARE: pendere, detto per lo più di abiti. Es. “Quella gonna sgalemba sul davanti”
  • SICCHÉ: si usa come intercalare nel discorso
  • SMANIARE (da cui agg. smanioso o s.f. smanie): essere impazienti, impaziente, impazienza. Es. “C’hai delle smanie che non un ti si regge”
  • SPIRITO: alcool
  • SPOSARE: sposarsi (ma all’infinito). Es. “Abbiamo sposato due settimane fa”
  • STONFO: un sacco, tanto. “Non lo compro, costa uno stonfo!”
  • STRINARE: bruciare. Es. “Stavo cucinando e mi sono strinata una mano coi fornelli”
  • STRUGGERSI: addolorarsi, affliggersi. Es. “Perché non rispondevi al telefono? Mi struggevo!”
  • SVIZZERA: la svizzera per il pisano è l’hamburger
  • TANACCA: stupido, scemotto. Es. “Tanacca, se un lèvi il freno a mano sei bell’e partito”
  • TARANTOLA o TERRANTOLA: non è un ragno, bensì il geco
  • TEGAME: termine spregiativo, puttana. Es. “Lelì è un tegame!
  • TESTO: coperchio della pentola
  • THO VIENI: altro modo di dire “Si, come no?!”
  • TOCCO: “ir tocco” a Pisa sono le ore 13. Es.”Si mangia ar tocco
  • TÒGO: si dice di persona recidiva e dura di comprendonio. Es. “Oh ma allora sei tògo: t’ho detto che stasera non ci sono!”
  • TONFARE: picchiare forte, riempire di botte
  • TOPINI: vengono chiamati così gli gnocchi di patate
  • TORNARE: andare ad abitare. Es. “Sono tornato di casa a Palaia”
  • TORSOLO: una persona sciocca, che non vale niente, da scartare (da qui torsolo, come la parte centrale di alcuni frutti). Simile a BRODO.
  • TRABARCARE: attraversare. Es. “O bimbo sta’ attento a trabarca’ la via” / “Bambino stai attento ad attraversare la strada”
  • TRABICCOLO: scaldino per il letto. Oppure inteso come macchina stravagante. Es. “Mario voleva comprare l’auto nuova! Poi l’ho visto arrivà con quel trabiccolo che pare der mi nonno!”
  • TROIAIO: si dice di un lavoro fatto male “È venuto un troiaio!“. Personalmente chiamo troiai anche patatine, merendine, caramelle,… Insomma, quando ho voglia di qualcosa di buono mangio un troiaio 🙂
  • TRUGOLO: sporcaccione. Solitamente si dice ai bambini.
  • UN: Non. Es. “Ci vai o un ci vai?”
  • USCIO: porta di casa. Es. “Lascia pure la spesa sull’uscio di casa
  • VAFFANDOMO: vaffanculo
  • VAÌNI: soldi
  • : qui. Es. “Vieni vì”
  • VITA: schiena. Quando il pisano ha il mal di schiena “gli sente la vita”
  • ZIZZOLARE: tremare dal freddo. Es. “Si zizzola dal freddo”. Variante: “Si pipa dal freddo”

 

Amici pisani, vi vengono in mente altre parole?!
Vi aspetto nei commenti per allungare la lista.

sei pisano se

 

PS. L’idea di questo post è nata diversi anni fa quando la mia amica ed ex-collega Bruna Fusco, partenopea trapiantata a Pisa, continuava a chiedere delucidazioni sui vocaboli utilizzati in ufficio da noi pisani. Bruna al tempo abbozzò una lista sui termini pisani sul suo blog che ho ripreso per la realizzazione di questo articolo. Grazie Bruna.

 

Sei Pisano se: vocabolario pisano-italiano ultima modifica: 2016-05-27T13:52:40+00:00 da Francesca Turchi

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99 comments

  1. Nicola

    Che bel post interessante! Questi sono quelli che ho buttato giù alla rinfusa a caldo. Spero di non scrivere doppioni. A te la traduzione 😉

    Tegame
    Pinzo
    Coltrone
    Cantera/Canterale
    Groppone
    Ganzo (in tutte le sue accezioni – figo, amante, ecc.)
    Uscio
    Buo
    Cencio
    Caata
    Gnamo
    Sgainare
    Bellìo
    Pattone
    (Fare) onco
    Riscontro
    Pappagorgia
    Fio secco
    Potta
    Tocco
    Toccànne
    Cee
    Becco
    Bècio

  2. Francesca Turchi

    Grazie Ka’, l’acquetta! Va aggiunta! 😉

  3. Francesca Turchi

    Grazie Gianluca!

  4. Francesca Turchi

    Grazie Nicola! Che sfilza di parole in pisano. Mitico! Non avevo dubbi. Grazie vado ad aggiungerle!

  5. Elisabetta

    Ma brava. mi hai fatto fare due risate leggendo termini che conoscevo da buona pisana ma che avevo rimosso. Che ne dici di “cardeo/zitellotto attempato ” e “ramerino o tramerino/rosmarino” elisabetta

  6. Francesca Turchi

    Grazie mamma!!! Il tuo primo commento sul blog, è da incorniciare 🙂
    Aggiungo!

  7. Gianluca Diodato

    Da calabrese trapiantato a Pisa mi sono sempre rimasti impressi i modi di dire pisani. Tralasciando già quelli che te hai menzionato mi viene da aggiungere questi: Ganzo, bellino, coltella, bodda.

  8. Salvatore

    Veramente un articolo simpatico.

  9. clau

    si! scendere transitivo… ir purma mi ha sceso li’…..c

    -1
  10. Grazie per la segnalazione Clau! Vado ad aggiungere alla lista 😉

    -1
  11. Elena

    Nella mia zona si dice anche,si “schianta” dal freddo o dal caldo, oppure, da quanto sto male schianto! È un termine che si usa per indicare varie cose! Spero di esserti stata utile! Comunque mi è piaciuto un sacco questo articolo, ho letto termini che non mi ricordavo nemmeno dell’esistenza! Ahahah! Molto bello!

  12. Fabio Cico Massai

    Desinare (ho desinato ar tocco), arbagie (te le faccio passà io l’arbagie), tornare (s’è sposata e è tornata a Carci), innaqquerito (luilì c’ha r cervello innaqquerito), scepre (siepe), callare (corte), sereno (rugiada), peoro (cornuto), cantero (vaso da notte), cartella (borsa per la scuola), lezione (compiti per casa), groppone (schiena), chiorba (testa), fritte (insetticida)…

  13. Lore

    Aggiungo Druso per indicare lo studente fuori sede

  14. Aggiungerei anche il verbo RUZZARE con il noto significato di scherzare

    -1
  15. Grazie Fabio! Ma quante ne abbiamo di parole in pisano? Quelle che hai indicato le conosco ma non mi erano venute in mente. Vado a integrarle subito nell’articolo. Grazie!

  16. Grazie Elena, mi fa molto piacere 🙂 E hai ragione, anche io uso il verbo “schiantare” con quei significati. Vado a aggiungerlo.

  17. Vero! Come ho fattio a non pensare a ruzzare?! Grazie Simone, aggiungo al volo.

  18. Elisa

    Troiaio

  19. Monica Rossi

    C’è anche “scrimolo” nel senso di bordo di un mobile, tipicamente un tavolo. “L’hai messo proprio sullo scrimolo: ora ti casca!”

  20. Troiaio non ce l’avevo messo?! Rimedio subito! Grazie Elisa.

  21. Ciao Monica, grazie! L’ho appena aggiunto anche se giuro che “scrimolo” è la prima volta che lo sento. Non si finisce mai di imparare eh!

  22. Ila

    Grande, giro il link ai miei colleghi così mi capiscono 🙂
    Io aggiungerei lo SPIRITO per dire ALCOOL!

  23. Brava Ila! 🙂 E grazie per il suggerimento sullo spirito, aggiungo ovviamente!

  24. Antonio

    TORNARE : andare ad abitare; es “sono TORNATO di casa a Palaia”

  25. Paolo Lena

    ma acquaio è italiano che sta’ a ddi

  26. Paola Bernasconi

    Aggiungerei Agganghire (dal freddo, dalla rabbia) e ciacciare, essere un ciaccione..

  27. Alessandra

    Sfoare. “Boia come ci sfoo!!”

  28. Veronica

    RUMARE: mescolare qualcosa
    (Queste due le dice mia nonna, non so se sono conosciute: TÈSTO: coperchio della pentola
    PANNOCCHIA: il telefono della doccia)

  29. Liz

    C’è anche TORSOLO, SFOATO (nel senso di “spaccare” in qualcosa tipo “oggi ho sfoato alla partita”), BISCHERO (inteso come “scemotto”), STIAFFO (schiaffo), VESTO/VELLO (questo,quello), BUORITTO (non credo abbia bisogno di spiegazione!!), FREGOLI (nel senso di “ha fretta” tipo “guarda come cammina quella, c’ha i fregoli al C***”), OMBELLìO (ombelico)…se me ne vengono altre te le scrivo France 😀

  30. Luisa Falco

    Io sono lucchese ma da anni vengo a Pisa. Prima x studio adesso ci lavoro. Molti termini sono simili al lucchese ma alcuni erano nuovi anche x me. Tipo il Melone x dire la Mortadella!!! Oppure: Deh sei una fava!
    Cq quello che mi ha fatto piu’ schiantare e che ancora nn comprendo: Dove torni di casa!!!! Ma se ci vado x la prima volta, perché dite dove torni?????

  31. Fabrizio Sebastiani

    Ti segnalo “Il motore” per indicare la motocicletta.

  32. Fabrizio Sebastiani

    Anche “sposare” per indicare “sposarsi” mi sembra degno di nota: “Abbiamo sposato due settimane fa”.

  33. Stella

    Cara Francesca, bellissimo lavoro, mi hai fatto morire dal ridere e anche rendere conto che…il pisano è un dialetto!!!! Vorrei aggiungere una perla di pisanità (spero non sia una parola coniata da me e basta!), ovvero il verbo “scaciare”, che letteralmente significa andarsene, con una accezione di urgenza o di fastidio, a seconda dei contesti. Tipo “Meglio scacià di vì vai che è meglio” oppure “Scacia di vì vai, che non c’ho tempo da perdé!!”. Spero sia un contributo utile! Ancora complimenti!!!!

  34. Fabrizio Sebastiani

    E che ne dici di “maolato” (a significare “ammaccato”, “pieno di macchie”, “pieno di ematomi”). “Sei tutto maolato”, dice la mamma al bimbo tornato dopo ore di gioco in cortile.

  35. @Luisa Falco quella del tornare ha fatto sempre strano anche a me. Ma ormai da anni è entrata anche nel mio vocabolario. Pensa che da un anno mi sono trasferita da Pisa Ospedaletto a Oratoio e a chi me lo chiede dico: “Oramai non sono più cittadina, sono tornata a Oratoio! 😀

  36. Ciao Veronica, e grazie! Rumare l’ho aggiunta nella lista; le altre due non le ho mai sentite dire e non ho trovato riscontri. Qualcuno sa dirci qualcosa sui termini Tèsto e Pannocchia?

  37. Grazie mille Stella! 🙂 E scaciare è assolutamente pisano, lo uso anche io! Vado a aggiungerlo. Grazie ancora per il contributo!

  38. Michele

    I Nasini sono i chiappini!

  39. Gnubby

    Onco/aonco (avècci l’onco, avere la nausea)
    Rigozzare (vomitare, sequel naturale dell’onco)
    Caàta (cacca, o anche usato come aggettivo “popò di caata che non sei altro)
    Smaniare (smanioso, smanie etc, impaziente, impazienza “c’hai delle smanie non ti si regge”)
    Vaffandomo (very old school su proposta della mi’nonna, versione “politically correct” del vaffanculo)
    Guanciale (che poi, come acquaio, granata e altre è in realtà italiano corretto, ma troppo antico per essere compreso dai giovini di altre terre. Cuscino)
    Chetarsi (stessa cosa. Stare zitto. “certo un’ti cheti mai”)
    Fio/fia (sia come aggettivo riferito a una persona bella, attraente, che come termine, “il mi’fio”, il mio ragazzo)
    Catrozzolo (piccola particella di qualcosa, “ho fatto il pane è m’è avanzato un catrozzolo di pasta per un panino”)
    Aggeggio/aggeggiare/aggeggino (una cosa, una roba, o anche un marchingnegno, e il verbo di avere sempre le mani occupate a fare qualcosa “il mi’ figliolo sta sempre ad aggeggiare coi colori, diventerà un artista”)
    Ciuccione (bacio in bocca con la lingua)
    Testo (coperchio della pentola)
    Ciambrotta (misto di verdure, ratatouille. Altro reperto nonnesco)
    Ammodo/ammodino (riferito a una cosa fatta per bene, o anche come aggettivo/esclamazione “oggi ho cucinato una pasta veramente ammodo” “Ammodo allora, ci becchiamo domani”)
    Ierlaltro (l’altro ieri)
    Gabina (cabina del mare)
    Stònfo (un sacco. “Questo post ha uno stònfo di risposte”)

    Saluti da Oslo e complimenti per il post! Ormai ti sei messa in un’impresa più grande di te, grazie ai vari contributi dei lettori presto avremo un dizionario completissimo 😀

  40. Gnubby

    P.s.: testo e pannocchia si, esistono eccome! Nonna docet!
    E la bodda non è la rana ma il rospo ciccione, difatti si usa anche per indicare una persona sovrappeso (“bada bodda leilì, non passa dalle porte”) (sorry per la politically scorrettezza)

    Odori (spezie, ma ancor più specificatamente il misto di verdure classiche da brodo cipolla-carota-prezzemolo-sedano)
    Incastrarci (entrarci con qualcosa, “hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”)
    Sega (niente, “hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”)
    Discorrere (sentenziare, litigare “quei due è tutto ir giorno che discorrono, anzi, discorrAno)
    Ragionare (parlare, “sono due ore che ragiono al telefono”)
    Gaìre (morire, “quel pover’omo è gaìto in un incidente”)
    Sgainare/schiantare/schiattare (letteralmente “morire di”, “sto sgainando di freddo, c’è un freddo di schianta”)
    Schiattare/sboddare (ingrassare, “da quando ha fatto il figliòlo è sboddata da morì”)
    Ganziale (versione molto 90’s dell’aggettivo ganzo)
    Ganzo inteso come amante o in alcuni casi anche come fidanzato (“lelì è du anni che c’ha il ganzo e il su marito ancora non se n’è accorto”)
    Averla avuta (essere all’estremo di qualcosa, subire qualcosa come una malattia o una rottura di scatole, “ieri son stata tutto il giorno nella pioggia e l’ho avuta”, “luilì beve così tanto che ormai l’ha avuta”)
    Saperci (sapere di qualcosa o non sapere di niente, “quel quadro sulla parete non mi ci sa di niente”)

    Mi è partito il freno ahaha

  41. Ciao Gnubby, che dire? Sei stata semplicemente fantastica! Grazie per il tuo contributo. Questo articolo, pubblicato lo scorso maggio 2016, non aveva alcuna pretesa ma ormai è diventato un vero e proprio archiviatore di termini pisani, con una partecipazione che mai avrei creduto, e questo mi fa immensamente piacere.
    Grazie a tutti voi ragazzi, siete stupendi!
    Continuo ad aspettare tutti i vostri suggerimenti e ad aggiungerli. Ormai la lista è diventata lunghissima!

  42. Alberto

    Egnalo gentilmente una imprecisione
    Cantera non significa “Vaso da Notte” ma “cassetto”.
    Mentre “Cantero” è il vaso da notte

  43. Trabiccolo scaldino per il letto
    Caldano vaso di terracotta con manico per metterci la brace per scaldarsi i piedi e da agganciare al trabiccolo.

  44. Ciao Ivo e grazie per le tue segnalazioni. Per quanto riguarda Trabiccolo, l’ho aggiunto ma ho aggiunto anche una variante: in pisano lo usiamo anche riferendoci a una macchina stravagante: Es. “Mario voleva comprare l’auto nuova! Poi l’ho visto arrivare con quel trabiccolo che pare del mi nonno!”

  45. Grazie Alberto! Ho provveduto a correggere e aggiungere. Ora che lo dici… è vero. I termini “della nonna” che tornano alla mente 🙂

    -1
  46. Michele

    Ti segnalo ballettare ovvero muoversi di continuo tipo se ti scappa la pipì e or bagno è occupato 😉

  47. Michele

    Tho vieni altro modo di dire come no !!

  48. Il coltrone non era di lana ma di cotone imbottito un precursore della moderna trapunta.

  49. Bulletta = chiodo
    Ghiozzo lo si usa soprattutto per indicare persone rustiche e poco adatte alla situazione in cui sono.

  50. In collo = in braccio (prendi il bimbo in collo)

  51. ivo

    Sfibbioli = Lacci da scarpe

  52. ivo

    Non mi ricordo se l’ho già segnalato, Aoncare = vomitare

  53. Stella

    GABBARE = fregare/bypassare es. “gabbare il sistema”

  54. Grazie Ivo, ho aggiunto tutto. Aoncare è già in lista come ONCO (o AONCO).

  55. Stella

    Sgainare=morire, sgainare di fame!!!! Fondamentaleeee

  56. Gancheri sono i cardini delle porte l’espressione uscire dai gangheri vuol dire andare fuori di testa

  57. Caldane= Vampe di calore tipiche di donne in menopausa

  58. Giampiero

    Abborraciato =fatto alla belle meglio

  59. Garbare = Piacere,
    Mi garba ( Mi piace)

    Fottìo= Tanto Tanti. (Una folla è fatta da un fottio di persone)

  60. Bai = acetoni (malessere dei bambini) IR mi bimbo c’ha bai = il mio bambino ha gli acetoni

  61. ariela

    non ho trovato il verbo strinare, che si usa per indicare l’operazione di fiammeggiare il pollo, ma anche se ti sbruciacchi qualcosa: mi sono strinata le ciglia accendendo la sigaretta

  62. Ciao Ariela, strinare l’avevo associato a FOATA/STRINATA. Ma hai ragione, meglio dedicare una voce a sé stante. Grazie!

  63. Ivo Menichetti

    Buggerare -Prendere in giro

  64. Ivo Menichetti

    Non una parola ma una regola, i verbi all’indicativo perdono il re finale e prendono l’accento (escluso essere che perde il re m on prende l’accento) es: Un ce lo fa’ anda’/ senti’, vede’= non farcelo andare, sentire, vedere

  65. Una regola per noi pisani e per i toscani in genere. È il nostro marchio di fabbrica 🙂 Grazie Ivo!

  66. Cee= avannotti di anguille simili ai bianchetti nell’aspetto,erano tipiche della cucina pisana da anni ne è vietata la pesca

    Ripaiola= grande retino per pescare le Cee

  67. Franco

    Nel suo vocabolario pisano forse manca momentaccio, momento sfavorevole.

  68. Becio_ Lombrico
    Pattone = scappellotto sulla testa

  69. Nicola

    non so se hai inserito questi:

    orbào = alloro
    taranbàno = ironico, prendendo un po’ in giro qualcuno che arriva (“gao è rivato taranbàno, prese moglie cor un zacco di cipolle”)
    acciòri = accidenti, accipicchia
    incantà i bai = fare il mazzo a qualcuno (vedrai viene tu pà t’incanta i bai)
    treto = tetro, truce, crudele
    nappa = naso (grosso)
    bazza = mento
    golié = collana (dal francese collier)
    groppa, groppone = schiena
    bariùccoli = molto velocemente (“veniva giù a bariùccoli”)
    budello = donna di malcostume
    ridessola = direzzola
    granata = scopa
    pernio = uomo impostato, elegante, tutto d’un pezzo
    micco = lavoratore instancabile
    damo = fidanzato
    chinoni = curvo, carponi

  70. Grondo o Goggio = Poco di solito di un liquido,” Dammi un goccio di vino” Mettici un grondo d’olio”

  71. ELENA POLI

    Govone manca!

  72. Sgalembare ^ Pendere, detto per lo più di abiti, “Quella gonna sgalemba sul davanti” L’rlo non è pari ed è più lunga davanti.-
    Sbilenco, Pendente usato per cose anche la torre a Pisa è sbilenca.

  73. Tony Polizzi

    panaio: panettiere, fornaio.

  74. Tony Polizzi

    non ho trovato il termine furia = fretta, premura; “c’hai furia?”. Da cui la nota frase: “Se tu c’hai furia, c’hai un ber cavallo!”

  75. Grazie Tony! Sono andata ad aggiungere entrambi i termini 😉

  76. Tony Polizzi

    Ciao Francesca. Alcuni altri termini e modi di intercalare che mi sono venuti in mente. Non garantisco sulla correttezza:

    arrotare: investire qualcuno per strada
    frugassi: rovistare in cerca di qualcosa nelle proprie tasche
    trugolo: sporcaccione
    noia: fastidio, cosa insopportabile. “‘un ‘mi da’nnoia!”, “Mi se’ venuto a’nnoia!”
    ovvìa
    tarpone: persona poco sveglia
    bimbo, bimba: persona da 0 a 100 anni
    figliolo, figliola: figlio, figlia
    struggessi: addolorarsi, affliggersi
    sicché: intercalare nel discorso
    biacco: biscia
    cianci’ato: sgualcito
    troncà: spezzare
    manco po’o: per poco
    picchio: colpo, pugno

  77. Mitico Tony, che bella lista! Faccio un check e apporto le dovute aggiunte alla mia lista. Grazie mille e se te ne vengono altre in mente fai un altro salto qui! 😉 Ciao ciao

  78. Anna

    La materassa (ok si capisce), il pillone (che non è un grosso palo), ma soprattutto la terrantola, tutto fuorché un ragno!!!

  79. A me sembra che in pisano ALTRO si dica ARTRO

  80. Pugnette… La mi’ chiamava pugnette le presine che si usano per prendere le pentole quando i manici scottano

  81. Grazie Edoardo! Pugnette inserite (vero!!!).
    Artro così come tutte le altre parole dove noi pisani mettiamo la R non le vado a inserire nell’articolo,… che altrimenti diventerebbe lungo come l’Aurelia 🙂
    Se te ne vengono in mente altre però segnalamele. Grazie!