Se state cercando un posto dove dormire a Barcellona spendendo poco ho un consiglio per voi: l’ostello AAE Subirats.

L’Hostal AAE Subirats è situato in pieno centro a Barcellona, in Ronda de Sant Pere 62, in una zona centralissima. A poche centinaia di metri dall’albergo si trovano la famosa Placa de Catalunya, con l’Hard Rock Cafè Barcellona, e la fermata della metropolitana Arc de Triomf e la Estaciò del nord, ovvero la stazione degli autobus internazionali: un’ottima posizione se state arrivando dall’aeroporto.

L’ostello AAE Subirats offre pernottamenti a prezzi economici (circa 22 euro a persona) con check in 24 ore e l’autonomia di avere a disposizione le chiavi del portone dell’ostello per poter entrare ed uscire ogni qual volta lo si desideri senza suonare alcun campanello.

La proprietaria dell’AAE Subirats è una signora molto gentile che, sfortunatamente per noi visitatori, parla solo ed esclusivamente catalano. Ma dopotutto basta intendersi.

Le camere del AAE Subirats sono distribuite su quattro piani e sono piccole ma molto accoglienti. In ciascuna camera troverete uno o più letti, uno o più comodini,un armadio e un angolo-toilette composto da lavandino e specchio. Su ogni piano c’è un bagno comune: wc, bidè e vasca con doccia.

Da elogiare la pulizia dell’ostello. Ogni mattina, dalle 10 alle 12, ogni camera viene pulita, le lenzuola vengono cambiate e persino gli asciugamani vengono sostituiti. Ho ancora il ricordo del profumo di lavanda – delle lenzuola pulite – che sentivo rientrando nella mia stanza ogni sera.

La colazione non è inclusa nel prezzo ma nessun problema perché accanto all’ostello si trova il Bar Ristorante Mariona dove poter prendere un cafè con leche e croissant o fare uno spuntino.

Se state cercando un posto dove dormire a Barcellona spendendo poco vi consiglio vivamente l’ostello AAE Subirats che vi offrirà pulizia, indipendenza e una posizione perfetta per muovervi comodamente a Barcellona. 

Dove dormire a Barcellona spendendo poco ultima modifica: 2009-05-13T22:03:37+02:00 da Francesca Turchi
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