Sei Pisano se: vocabolario pisano-italiano

Piazza dei Miracoli Pisa

Modi di dire pisani e piccolo vocabolario pisano-italiano

Da buona Pisana DOC parlo pisano e ho sempre pensato che il toscano, e più precisamente il pisano, fosse un dialetto facilmente comprensibile a tutta la popolazione italiana. E invece no. Nel corso degli anni, soprattutto relazionandomi con molte persone durante i miei viaggi o progetti di lavoro, ho scoperto che termini che per me sono all’ordine del giorno, anche i più comuni, per gli altri sono arabo.

Così ho deciso di scrivere, o meglio di iniziare a scrivere, un articolo dedicato al vocabolario pisano-italiano. Una lista che spero diventi sempre più ricca grazie all’aiuto di voi amici e lettori pisani.

Intanto buona lettura e se mentre scorrete la lista vi vengono in mente parole pisane che ho dimenticato, segnalatemele!

A TUTTO BORDONE: a volume molto alto

A TUTTO SDEO: senza limite, senza fine. Es. ‎“È piccantissimo, peperoncino a tutto sdeo!”. Variante: A TUTTO FO’O

ABBORACIATO: agg. fatto in fretta e male

ACCOMODARE: aggiustare qualcosa che si è rotto o non funziona. Es. “Hai accomodato la ruota della bici?

ACQUAIO: lavello per piatti (“rigovernare all’acquaio” = fare i piatti)

ACQUETTA: è la candeggina

AGGANGHIRE: a Pisa si usa con più significati ad es. essere stressato oppure infreddolito (“agganghire dal freddo)

AGGEGGIO (da cui AGGEGGIARE/AGGEGGINO): una cosa, una roba o anche un marchingegno; come verbo significa avere sempre le mani occupate a fare qualcosa. Es. “Il mi’ figliolo sta sempre ad aggeggiare coi colori, diventerà un artista”

ALTRO: no. Es. dal salumiere: “Serve altro?” -“No grazie, apposto così”

AMMODO (o AMMODINO): riferito a una cosa fatta per bene, o anche come aggettivo/esclamazione Es. “Oggi ho cucinato una pasta veramente ammodo” o “Ammodo allora, ci becchiamo domani”

ANTEPÀTIA: agg. antipatica

ARBAGIE: Avere l’arbagie significa chiedere cose impossibili. Es. “Te le faccio passà io l’arbagie!“

ARRABATTARSI: arrangiarsi, darsi da fare

ARRIVA’ A BABBO MORTO: arrivare quando è decisamente troppo tardi

ASCIUGATI/ARREGGITI: sono tutti inviti ironici a riposarsi dopo un presunto sforzo. Es. “Certo che ho fatto le faccende in casa, ho spolverato“. “Deh asciugati!”

ASCIUGHINO: telo o canovaccio per usi di cucina

ATTRASSO: donna appariscente ma ridicola

AVELLARE: emanare cattivo odore (si dice di persona). Es. ‎“Puzzi avelli!

AVERLA AVUTA: essere all’estremo di qualcosa, subire qualcosa come una malattia o una rottura di scatole. Es. “Ieri son stata tutto il giorno nella pioggia e l’ho avuta” o “Luilì beve così tanto che ormai l’ha avuta”

BACCELLONE: si dice di personaggio grande, grosso e cog**one

BAI: acetoni (malessere dei bambini). Es. “Ir mi bimbo c’ha bai”

BADA: attento a cosa fai! Si dice soprattutto ai bambini per non fargli fare qualcosa

BALLETTARE: muoversi di continuo (es. se ti scappa la pipì o ir bagno è occupato)

BANFE: caldane. Es. “Badalì, vel botro c’ha le banfe!”

BAOTENIA: ovvero “baco tenia”, verme solitario

BAZZA: mento

BECCARE: rimorchiare una ragazza

BECCO: agg. Se sei becco sei cornuto

BECIO: lombrico

BELLINO: carino. Si dice di cose e persone. Esclamazione tipica pisana: “Senti bellino!”

BIMBO/A: si dice per rivolgersi a una persona da 0 a 100 anni

BODDA: rospo grasso

BOIA: esclamazione tipicamente toscana, significa “Cavolo!”. “Boia dé” è la quintessenza della livornesità, ma anche in pisano si usa parecchio

BORDA (o ARIBORDA o TONFA): interiezione per enfatizzare un concetto, sta per “Ancora!” come risposta sarcastica a qualcosa che si verifica per l’ennesima volta. Es. “Stamani mamma m’ha brontolato” – “Borda!”. Variante: “Tonfa panaia!”

BOTRO: fango

BOTTINO: cacca. Da cui l’espressione “Siamo nel bottino”

BOTRILLO: donna particolarmente brutta

BOZZI: pozzanghere

BRISCOLARE: picchiare, menare. Es. “Quando torna tu pa’ ti briscola”

BRODO: si dice di persona che compie un atto stupido o che si lascia infinocchiare. Es. “Ti sei fatto passare avanti popo’ di brodo!”. Simile a locco/torsolo/tamburo

BRONTOLARE: sgridare, rimproverare. Es. “Mamma mi ha brontolato perché mi sono sporcato giocando

BUBBOLARE: lamentarsi. Es. “Ma cosa bubboli?”

BUCARE (o BUARE): se il pisano non va a scuola “bua

BULLETTA: chiodo

BUGGERARE: prendere in giro

BUZZO (O BUZZA): pancia

CAATA: cacca, o riferito a persona  e usato come aggettivo. Es. “Popò di caata che non sei altro”

CALDARE (o CARDANE): vampe di calore tipiche di donne in menopausa

CALDANO: vaso di terracotta con manico per metterci la brace per scaldarsi i piedi e da agganciare al TRABICCOLO

CANNELLA: rubinetto. Es. “Non bere dalla cannella, non è potabile!”

CANTERA: cassetto

CANTERO: vaso da notte

CANTERALE: cassettone, mobile a cassetti

CAPPELLATA: stupidata. Es. “Hai fatto una cappellata!”

CARCAGNO: tallone

CARDEO: zitellotto attempato

CARTELLA: la cartella è lo zaino dei bambini usato per andare a scuola

CARZEROTTI: calzini

CATROZZOLO: piccola particella di qualcosa. Es. “Ho fatto il pane è m’è avanzato un catrozzolo di pasta per un panino”

CEE: sono le nascite delle anguille. Erano uno dei piatti pisani più tipici, ma da anni ne è vietata la pesca

CENCIO: straccio per pulire i pavimenti. Dare il cencio = lavare il pavimento

CHETARE / CHETARSI: Zittire / stare zitto. Es. “Chetati!” = “Stai un po’ zitto!”

CHIORBA: testa

CIACCIARE: darsi da fare in qualcosa. Il “ciaccione” è colui che si affaccenda a fare cose solitamente non richieste. Es. “Ma cosa ciacci? Chi ti ha chiesto di farlo?

CIAMBROTTA: misto di verdure, ratatouille

CIANCIU(C)ATO: sgualcito

CIGNALE: cinghiale. Si dice anche di una persona dai modi bruschi di corporatura possente poco curato nel viso

CIOTTOLI: piatti (e non solo) da lavare. Il pisano “rigoverna i ciottoli all’acquaio”

CIUCCIONE: bacio in bocca con la lingua

CIUCCO: scemo

CIUO: asino

CHIATTO: grasso

COLLO: espressione pisana “In collo” = “in braccio”. Es. “Prendere il bimbo in collo”

COLTELLA (o CURTELLA): coltello

COLTRONE: coperta (o maglione) di cotone imbottito, grosso e caldo, un precursore della moderna trapunta

CORBELLI: palle. Es. “Quello lì mi stà sui corbelli”, oppure “Ne ho i corbelli pieni”

DESINARE: pranzare

DISCORRERE: sentenziare, litigare. Es. “Quei due è tutto ir giorno che discorrono (anzi, discorrAno)

DRUSO: a Pisa viene chiamato così lo studente fuori sede (meridionale)

FARDA: donna che si trucca troppo, come una prostituta. Es. in discoteca: “Boia hai visto che farda è quella lì?”

FIO / FIA: agg. si dice di ragazzo o ragazza di bella presenza. Es. “Com’è fio lui!”. Oppure ragazzo/ragazza intesi come fidanzato/fidanzata. Es. “Il mi’fio / La mi’fia”

FIOSO: persona che si lamenta a sproposito. Es. “Falla finita, sei proprio fìoso!

FISTOLA: tubo per annaffiare le piante

FOATA (o STRINATA): quando il pisano prende troppo sole al mare prende la foata o una bella strinata

FOTTÌO: tanto (di qualcosa). Es. Una folla è fatta da un fottio di persone

FRIGNOLI: brufoli

FRÍTTE: usato per indicare qualsiasi insetticida spray

FRUGARSI: rovistare nelle proprie tasche in cerca di qualcosa. Solitamente si associa ai soldi, es. “Stasera offri te? Allora frugati!”

FURIA: fretta

GABBARE: fregare/bypassare. Es. “gabbare il sistema”

GABINA: cabina al mare

GAÌRE: morire. Es. “Quel pover’omo è gaìto in un incidente”

GANGHERI: sono i cardini delle porte. Tipicamente si usa l’espressione “Uscire fuori dai gangheri” per dire “Andare fuori di testa”

GANZO: aggettivo riferito a persone o cose con accezione positiva. Si dice di persona brava, simpatica, in gamba: Es. “Sei un tipo ganzo!“. Si dice di cosa bella, interessante: Es. “Ganza ‘sta cosa!“. Come sostantivo, significa amante. Es. “Ahhh Maria c’ha il ganzo!

GANZIALE: versione molto 90’s dell’aggettivo GANZO

GAO: intercalare tipico della campagna pisana. Espressione tipica: “Gao bellino!”

GAGHERO: bulletto; sinonimo di GANZO

GARBARE: piacere. Es. “Questi occhiali mi garbano parecchio!”

GAVORCHIO: solitamente si dice di ragazza affatto attraente (diciamo pure brutta!) e grassoccia

GHIACCIO (o DIACCIO): freddo, non ghiacciato. Es. “Oggi la situazione è ghiaccina eh!” o “Boia com’è ghiaccia l’acqua del frigo” o “L’acqua è diaccia marmata”. Se qualcuno vi chiede del “latte ghiaccio” non dovete portargli del latte con cubetti di ghiaccio, ma del latte freddo di frigorifero [riferimenti a cose e persone sono puramente casuali!]

GHIOZZO: agg. usato soprattutto per indicare persone rustiche e poco adatte alla situazione in cui sono es. “Sei un ghiozzo!“. VARIANTE: ghiozzo di bua

GOBBO: è il Jack quando giochi a carte

GOCCIO o GRONDO: significa “poco” riferito solitamente ad un liquido. Es. “Dammi un goccio di vino” o “Mettici un grondo d’olio”

GOTE: guance

GOVONE: si dice di persona robusta. Es. “Lelì pare un govone!

GOZZO = pozzanghera (se pronunciato con la o aperta) e pomo d’adamo (con la o chiusa)

GRANATA: scopa per spazzare

GREBANO: aggettivo. “Sei un grebano“. Si dice per lo più ai bambini se fanno qualcosa di sbagliato

GROPPONE (o GROPPA): schiena

GRULLO/A: si dice di persona sciocca o sbadata. Es. “Hai messo lo zucchero nel minestrone! Ma sei grullo???”

GUANCIALE: cuscino

GUAZZA: la brina

IERLALTRO: l’altro ieri

IMBACUCCATO: vestito pesantemente d’inverno

INCASTRARCI: entrarci con qualcosa, Es. “Hai fatto un discorso che non c’incastra nulla”

INCIGNARE: inaugurare / indossare qualcosa di nuovo

INGABOIARE: barare durante un gioco

INNACQUARITO: Es. “Luilì c’ha r cervello innacquarito!”

INSULTARE: non sopportare. Es. “Boia lulì come m’insulta!

LABBRATA: schiaffo dato a mano aperta

LACCHINO: verniciatore di mobili laccati

LAVORONE: il pisano esclama “E’ un lavorone ” quando c’è un problema o un casino da risolvere

LEGNAIOLO: falegname

LEZIONE: compiti a casa. Es. “Puoi giocare dopo che hai finito di fare la lezione”

LILLERI: soldi. Modo di dire pisano: “Senza lilleri ‘un si lallera” ossia “Senza soldi, si fa poco”

LOCCO: si dice di persona sciocca o sbadata. Es. “Sei proprio un locco!”. Simile a brodo/torsolo/tamburo

LOTRO: si dice anche di persona che mangia molto

LULì (o LELì): lui / lei a cui ci si riferisce

LUSTRINO: lucidatore di mobili

MARMATO: ghiacciato, gelato. Es. acqua ghiaccia marmata

MATERASSA: il materasso del letto

MÈZZO: bagnato

MI PÁ / MI MÁ: mio padre / mia madre

MICA (o MÌA): per caso. Es. “C’hai mìa du’ spicci? / Hai per caso dei soldi da prestarmi?)

MIDOLLA: mollica del pane

MOCCIO: ti viene al naso quando hai il raffreddore

MOCCOLO: bestemmia. “Tirare un moccolo” = “Smoccolare” = bestemmiare

MOMENTACCIO: momento o periodo sfavorevole o piuttosto impegnato

MOTA: fango

MOTORE: il motore per il pisano è il motorino (scooter) o la motocicletta

NAPPA: naso

NASINI: mollette dei panni o chiappini

NINI: Appellativo vezzeggiativo familiare, lo dicono i nonni ai nipoti o in genere ai bambini. Es. “Nini vieni a darmi un bacino!”

NOCCHINO: colpo dato con le nocche della mano chiuso. Es. “Stai bono sennò ti do un nocchino!”

ODORI: per il pisano gli odori sono il misto di verdure da brodo (cipolla-carota-prezzemolo-sedano)

OIMMENA (o OIMMEI): intercalare per esprimere un lamento, insofferenza o uno sforzo. Es. “Oimmei come mi fa male la schiena!”

ONCO (o AONCO): nausea. Es. “Avècci l’onco” = “Avere la nausea”

PANAIO: panettiere, fornaio

PATATE MASCÈ: il pisano chiama così il purè di patate

PATTONE: scappellotto sulla testa

PENTOLO: tegame per cucinare

PEO: tiro di sigaretta. Es. “Mi lasci du’ pei?”

PEORO: si dice di persona “cornuta”

PERITARSI: non peritarsi = non fare complimenti, non preoccupartene. Es. “Mangia, un ti perità!”

PEZZÒLA: fazzoletto

PICCHIO: dal verbo picchiare, significa colpo. Es. “Dare un picchio a qualcuno

PILLONE: si usa nella forma “fare pillone” che in pisano significa quando mangi qualcosa e fai fatica a masticare/deglutire. Es. “Buona la torta. Però fa pillone!” 

PINZO: puntura d’insetto

POPONE: melone

POSARE: lasciare qualcosa da qualche parte. Es. “Posa la spesa sul tavolo

PRUNO: spina di un rovo

PUGNETTE: presine che si usano in cucina per prendere le pentole quando i manici scottano

PUNTO: affatto, per niente. Es. “Un mi garbi punto”

RAGIONARE: parlare. Es. “Sono due ore che ragiono al telefono”

RAMERINO (o TRAMERINO): rosmarino

RENA: la sabbia del mare

REUSORIO: ospizio per anziani

RIGOZZARE: vomitare, sequel naturale dell’ONCO

RIPAIOLA: grande retino per pescare le CEE

RIZZARE = alzare. È usato per lo più in forma riflessiva. ES. “Mi sono rizzato per far sedere un anziano”.

RUZZARE: scherzare

SALZA: ragù o sugo per condire la pastasciutta

SAPERCI: sapere di qualcosa o non sapere di niente. Es. “Quel quadro sulla parete non mi ci sa di niente”

SBILENCO: pendente, si dice di cose o persone. Es. “Quello cammina tutto sbilenco!” oppure “La torre a Pisa è sbilenca”

SBODDARE: ingrassare. Es. “Da quando ha fatto il figliòlo è sboddata da morì”

SBOTTARE: arrabbiarsi/sclerare

SBOTTO: un sacco, tanto. Es. “Costa uno sbotto!”

SCACIARE: mandar via

SCANTUCCIATO: senza spigoli o con spigoli rovinati. Es. “Mi s’è scantucciato il mobile”

SCANZARE: spostare. Es. “Scanzati che devo passare!”

SCARACCHIO: sputo

SCIAGATTARE: sgualcire, trattar male, senza riguardo. Si riferisce specialmente ai capi di vestiario

SCHIACCIATA: focaccia

SCHIANTARE: patire o soffrire per qualcosa. Es. schiantare di caldo, di freddo, dal mal di schiena

SCEPRE: la siepe

SCIAGATTATO: si dice di persona trasandata. Es. “Non puoi mica andare a un colloquio sciagattato così!” oppure si dice di cose rotte o rovinate. Es. “Questa scatola è tutta sciagattata”

SCRIMOLO: bordo di un mobile, tipicamente un tavolo. ES. “L’hai messo proprio sullo scrimolo: ora ti casca!”

SEGA: niente. Es. “Hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”

SGANASCIARE: sbellicarsi dalle risate. Es. “Sganasciarsi dalle risate

SFIBBIOLI: lacci da scarpe

SFOARE: essere bravi in qualcosa (Es. “Sei bravo in matematica? Boia ci sfoo di brutto!” oppure “Oggi ho sfoato alla partita”). Può essere usato anche col significato di “andare veloce” (“Boia lulì come ci sfoa in macchina!“)

SGAINARE o SGAIOLARE: morire. Es. “Sto sgainando di fame!”. Oppure si usa in senso sarcastico o durante i giochi online. Es. “Il mi’omino è sgaiolato!” o “C’ha tirato la gaiola

SGALEMBARE: pendere, detto per lo più di abiti. Es. “Quella gonna sgalemba sul davanti”

SICCHÉ: si usa come intercalare nel discorso

SMANIARE (da cui agg. smanioso o s.f. smanie): essere impazienti, impaziente, impazienza. Es. “C’hai delle smanie che non un ti si regge”

SPIDOCCHIARE: indagare su qualcosa o su qualcuno per poter spettegolare

SPIRITO: alcool

SPISOLO: laccio delle scarpe

SPOSARE: sposarsi (ma all’infinito). Es. “Abbiamo sposato due settimane fa”

SPUCIARSI: togliersi “parassiti” di dosso

STONFO: un sacco, tanto. “Non lo compro, costa uno stonfo!”

STRINARE: bruciare. Es. “Stavo cucinando e mi sono strinata una mano coi fornelli”

STRUGGERSI: addolorarsi, affliggersi. Es. “Perché non rispondevi al telefono? Mi struggevo!”

SVIZZERA: la svizzera per il pisano è l’hamburger

TAMBURO: si dice di persona stupida. Es. quando dici una bischerata e ti rispondono: “Vieni, tamburo!“. Simile a brodo/locco/torsolo

TANACCA: stupido, scemotto. Es. “Tanacca, se un lèvi il freno a mano sei bell’e partito”

TARANTOLA o TERRANTOLA: non è un ragno, bensì il geco

TEGAME: termine spregiativo, puttana. Es. “Lelì è un tegame!

TESTO: coperchio della pentola

THO VIENI: altro modo di dire “Si, come no?!”

TOCCARNE: essere presi a botte. Es. “Da piccino n’ho toccate tante”

TOCCO: “ir tocco” a Pisa sono le ore 13. Es.”Si mangia ar tocco

TÒGO: si dice di persona recidiva e dura di comprendonio. Es. “Oh ma allora sei tògo: t’ho detto che stasera non ci sono!”

TONFARE: picchiare forte, riempire di botte

TOPINI: vengono chiamati così gli gnocchi di patate

TORNARE: andare ad abitare. Es. “Sono tornato di casa a Palaia”

TORSOLO: una persona sciocca, che non vale niente, da scartare (da qui torsolo, come la parte centrale di alcuni frutti). Simile a brodo/locco/tamburo

TRABARCARE: attraversare. Es. “O bimbo sta’ attento a trabarca’ la via” / “Bambino stai attento ad attraversare la strada”

TRABICCOLO: scaldino per il letto. Oppure inteso come macchina stravagante. Es. “Mario voleva comprare l’auto nuova! Poi l’ho visto arrivà con quel trabiccolo che pare der mi nonno!”

TROIAIO: si dice di un lavoro fatto male “È venuto un troiaio!“. Personalmente chiamo troiai anche patatine, merendine, caramelle,… Insomma, quando ho voglia di qualcosa di buono mangio un troiaio 🙂

TRUGOLO: sporcaccione. Solitamente si dice ai bambini.

UN: Non. Es. “Ci vai o un ci vai?”

USCIO: porta di casa. Es. “Lascia pure la spesa sull’uscio di casa

VAFFANDOMO: vaffanculo

VAÌNI: soldi

: qui. Es. “Vieni vì”

VITA: schiena. Quando il pisano ha il mal di schiena “gli sente la vita”

ZIZZOLARE: tremare dal freddo. Es. “Si zizzola dal freddo”. Variante: “Si pipa dal freddo”

 

Amici pisani, vi vengono in mente altre parole?!
Vi aspetto nei commenti per allungare la lista.

sei pisano se

 

PS. L’idea di questo post è nata diversi anni fa quando la mia amica ed ex-collega Bruna Fusco, partenopea trapiantata a Pisa, continuava a chiedere delucidazioni sui vocaboli utilizzati in ufficio da noi pisani. Bruna al tempo abbozzò una lista sui termini pisani sul suo blog che ho ripreso per la realizzazione di questo articolo. Grazie Bruna.

 

Sei Pisano se: vocabolario pisano-italiano ultima modifica: 2016-05-27T13:52:40+00:00 da Francesca Turchi
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114 commenti

  1. Filippo

    Tamburo: persona stupida, tipo brodo o locco; dici una bischerata e ti rispondono: “Vieni, tamburo!”

  2. Elena

    Boia! Sei ‘na’ osa fantastia… Troppo ganza per davvero, ma perché un ci fai ‘na bella applicazione? No davvero seondo me fare un bel po’ di successo. O poi fa te è!!

    • Grazie Elena! Mi hai fatto sciagattà dalle risate! 😀
      Una app dici?! Mhhh, sarebbe una bella idea! Se la realizzo ti fò sapè! 😉

  3. Andrea

    Ciao Francesca, grazie per la cortese risposta; volevo dire che termini come per esempio “abborracciato”, “aggeggio”, “arrabattarsi”, “ammodo”, “accomodare”, ecc. si trovano sui vocabolarî italiani, e basta essere un lettore “medio” di cose che non siano proprio di livello infimo per conoscerle (ma in quanto termini della lingua nazionale, non di un qualsiasi dialetto). Ma che poi in pisano non dovrebbe essere per esempio “arrabattassi”, “accomodà”, ecc.? Cosí è proprio italiano. 🙂
    Io comunque sono di Roma.
    Un saluto

  4. Andrea

    Boh, per me, a parte qualche parola vernacolare, la maggior parte è italiano o comunque molto vicino a esso. Non vedo proprio che cosa vi sia di così incomprensibile.

    -1
    • Ciao Andrea, su qualche parola ti do ragione. Ormai il confine tra ciò che è italiano e cosa è dialetto – specialmente per noi toscani – è lieve. però va ammesso che alcune parole sono davvero dialettali e spesso quando noi pisani parliamo le persone non ci capiscono. Posso chiederti tu di dove sei? 🙂

      -1
  5. Sandro

    Spisolo = laccio delle scarpe

  6. Marco

    Francesca, aggiungerei “gaghero”: sin. di ganzo oppure bulletto.

  7. stefano bendinelli

    sganasciare ( da ridere )

  8. Luigi

    Petecchie = caccoline di cacca (dal famoso brano ecco tu mà, ecco tu mà col cantero con le petecchie ar culo) – Un’è mia mio è der mi amio – badabimbunbè (Attento ragazzo non bere). Infine “Spuciarsi” e “Spidocchiare” togliersi parassiti di dosso o indagare su qualcosa o su qualcuno per poter spettegolare.

  9. Ivo Menichetti

    Rizzare = Alzare Usato per lo più in forma riflessiva Mi sono rizzato per far sedere un anziano.

  10. Ivo Menichetti

    Gozzo (Con la o aperta) pozzanghera
    (Con la o chiusa) pomo d’adamo

  11. Ivo Menichetti

    Toccarne- Prendere delle botte, ” Sa piccino n’ho toccate tante”

  12. Edoardo Pisani

    Pugnette… La mi’ chiamava pugnette le presine che si usano per prendere le pentole quando i manici scottano

    • Grazie Edoardo! Pugnette inserite (vero!!!).
      Artro così come tutte le altre parole dove noi pisani mettiamo la R non le vado a inserire nell’articolo,… che altrimenti diventerebbe lungo come l’Aurelia 🙂
      Se te ne vengono in mente altre però segnalamele. Grazie!

  13. Edoardo Pisani

    A me sembra che in pisano ALTRO si dica ARTRO

  14. Anna

    La materassa (ok si capisce), il pillone (che non è un grosso palo), ma soprattutto la terrantola, tutto fuorché un ragno!!!

  15. Tony Polizzi

    Ciao Francesca. Alcuni altri termini e modi di intercalare che mi sono venuti in mente. Non garantisco sulla correttezza:

    arrotare: investire qualcuno per strada
    frugassi: rovistare in cerca di qualcosa nelle proprie tasche
    trugolo: sporcaccione
    noia: fastidio, cosa insopportabile. “‘un ‘mi da’nnoia!”, “Mi se’ venuto a’nnoia!”
    ovvìa
    tarpone: persona poco sveglia
    bimbo, bimba: persona da 0 a 100 anni
    figliolo, figliola: figlio, figlia
    struggessi: addolorarsi, affliggersi
    sicché: intercalare nel discorso
    biacco: biscia
    cianci’ato: sgualcito
    troncà: spezzare
    manco po’o: per poco
    picchio: colpo, pugno

    • Mitico Tony, che bella lista! Faccio un check e apporto le dovute aggiunte alla mia lista. Grazie mille e se te ne vengono altre in mente fai un altro salto qui! 😉 Ciao ciao

  16. Tony Polizzi

    non ho trovato il termine furia = fretta, premura; “c’hai furia?”. Da cui la nota frase: “Se tu c’hai furia, c’hai un ber cavallo!”

    • Grazie Tony! Sono andata ad aggiungere entrambi i termini 😉

  17. Tony Polizzi

    panaio: panettiere, fornaio.

  18. Ivo Menichetti

    Sgalembare ^ Pendere, detto per lo più di abiti, “Quella gonna sgalemba sul davanti” L’rlo non è pari ed è più lunga davanti.-
    Sbilenco, Pendente usato per cose anche la torre a Pisa è sbilenca.

  19. Ivo Menichetti

    Scanzare = Spostare. (Scanzati – Spostati)

  20. Ivo Menichetti

    Grondo o Goggio = Poco di solito di un liquido,” Dammi un goccio di vino” Mettici un grondo d’olio”

  21. Ivo Menichetti

    scaciare * mandare via

  22. Nicola

    non so se hai inserito questi:

    orbào = alloro
    taranbàno = ironico, prendendo un po’ in giro qualcuno che arriva (“gao è rivato taranbàno, prese moglie cor un zacco di cipolle”)
    acciòri = accidenti, accipicchia
    incantà i bai = fare il mazzo a qualcuno (vedrai viene tu pà t’incanta i bai)
    treto = tetro, truce, crudele
    nappa = naso (grosso)
    bazza = mento
    golié = collana (dal francese collier)
    groppa, groppone = schiena
    bariùccoli = molto velocemente (“veniva giù a bariùccoli”)
    budello = donna di malcostume
    ridessola = direzzola
    granata = scopa
    pernio = uomo impostato, elegante, tutto d’un pezzo
    micco = lavoratore instancabile
    damo = fidanzato
    chinoni = curvo, carponi

  23. Ivo Menichetti

    Becio_ Lombrico
    Pattone = scappellotto sulla testa

  24. Franco

    Nel suo vocabolario pisano forse manca momentaccio, momento sfavorevole.

  25. Ivo Menichetti

    Cee= avannotti di anguille simili ai bianchetti nell’aspetto,erano tipiche della cucina pisana da anni ne è vietata la pesca

    Ripaiola= grande retino per pescare le Cee

  26. Ivo Menichetti

    Non una parola ma una regola, i verbi all’indicativo perdono il re finale e prendono l’accento (escluso essere che perde il re m on prende l’accento) es: Un ce lo fa’ anda’/ senti’, vede’= non farcelo andare, sentire, vedere

    • Una regola per noi pisani e per i toscani in genere. È il nostro marchio di fabbrica 🙂 Grazie Ivo!

  27. Ivo Menichetti

    Buggerare -Prendere in giro

  28. ariela

    non ho trovato il verbo strinare, che si usa per indicare l’operazione di fiammeggiare il pollo, ma anche se ti sbruciacchi qualcosa: mi sono strinata le ciglia accendendo la sigaretta

    • Ciao Ariela, strinare l’avevo associato a FOATA/STRINATA. Ma hai ragione, meglio dedicare una voce a sé stante. Grazie!

  29. Ivo Menichetti

    Bai = acetoni (malessere dei bambini) IR mi bimbo c’ha bai = il mio bambino ha gli acetoni

  30. Ivo Menichetti

    Garbare = Piacere,
    Mi garba ( Mi piace)

    Fottìo= Tanto Tanti. (Una folla è fatta da un fottio di persone)

  31. Ivo Menichetti

    Arabbattarsi , arrangiarsi darsi da fare

  32. Ivo Menichetti

    Io dico Abborracciato!

  33. Giampiero

    Abborraciato =fatto alla belle meglio

  34. Ivo Menichetti

    Caldane= Vampe di calore tipiche di donne in menopausa

  35. Ivo Menichetti

    Gancheri sono i cardini delle porte l’espressione uscire dai gangheri vuol dire andare fuori di testa

  36. Stella

    Sgainare=morire, sgainare di fame!!!! Fondamentaleeee

  37. Ivo Menichetti

    Lacchino = verniciatore di mobili laccati

  38. Ivo Menichetti

    Lustrino = lucidatore di mobili

  39. Ivo Menichetti

    Legnaiolo usato per falegname

  40. Stella

    GABBARE = fregare/bypassare es. “gabbare il sistema”

  41. ivo

    Non mi ricordo se l’ho già segnalato, Aoncare = vomitare

    • Grazie Ivo, ho aggiunto tutto. Aoncare è già in lista come ONCO (o AONCO).

  42. ivo

    Sfibbioli = Lacci da scarpe

  43. Ivo Menichetti

    In collo = in braccio (prendi il bimbo in collo)

  44. Ivo Menichetti

    Bulletta = chiodo
    Ghiozzo lo si usa soprattutto per indicare persone rustiche e poco adatte alla situazione in cui sono.

  45. Ivo Menichetti

    Il coltrone non era di lana ma di cotone imbottito un precursore della moderna trapunta.

  46. Michele

    Tho vieni altro modo di dire come no !!

  47. Michele

    Ti segnalo ballettare ovvero muoversi di continuo tipo se ti scappa la pipì e or bagno è occupato 😉

  48. Ivo Menichetti

    Aoncare -vomitare

    -1
  49. Ivo Menichetti

    Trabiccolo scaldino per il letto
    Caldano vaso di terracotta con manico per metterci la brace per scaldarsi i piedi e da agganciare al trabiccolo.

    • Ciao Ivo e grazie per le tue segnalazioni. Per quanto riguarda Trabiccolo, l’ho aggiunto ma ho aggiunto anche una variante: in pisano lo usiamo anche riferendoci a una macchina stravagante: Es. “Mario voleva comprare l’auto nuova! Poi l’ho visto arrivare con quel trabiccolo che pare del mi nonno!”

  50. Alberto

    Egnalo gentilmente una imprecisione
    Cantera non significa “Vaso da Notte” ma “cassetto”.
    Mentre “Cantero” è il vaso da notte

    • Grazie Alberto! Ho provveduto a correggere e aggiungere. Ora che lo dici… è vero. I termini “della nonna” che tornano alla mente 🙂

      -1
  51. Ivo Menichetti

    Pruno, nel senso di spina di un rovo

  52. Ivo Menichetti

    Non ho trovato Botro (fango)

  53. Gnubby

    P.s.: testo e pannocchia si, esistono eccome! Nonna docet!
    E la bodda non è la rana ma il rospo ciccione, difatti si usa anche per indicare una persona sovrappeso (“bada bodda leilì, non passa dalle porte”) (sorry per la politically scorrettezza)

    Odori (spezie, ma ancor più specificatamente il misto di verdure classiche da brodo cipolla-carota-prezzemolo-sedano)
    Incastrarci (entrarci con qualcosa, “hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”)
    Sega (niente, “hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”)
    Discorrere (sentenziare, litigare “quei due è tutto ir giorno che discorrono, anzi, discorrAno)
    Ragionare (parlare, “sono due ore che ragiono al telefono”)
    Gaìre (morire, “quel pover’omo è gaìto in un incidente”)
    Sgainare/schiantare/schiattare (letteralmente “morire di”, “sto sgainando di freddo, c’è un freddo di schianta”)
    Schiattare/sboddare (ingrassare, “da quando ha fatto il figliòlo è sboddata da morì”)
    Ganziale (versione molto 90’s dell’aggettivo ganzo)
    Ganzo inteso come amante o in alcuni casi anche come fidanzato (“lelì è du anni che c’ha il ganzo e il su marito ancora non se n’è accorto”)
    Averla avuta (essere all’estremo di qualcosa, subire qualcosa come una malattia o una rottura di scatole, “ieri son stata tutto il giorno nella pioggia e l’ho avuta”, “luilì beve così tanto che ormai l’ha avuta”)
    Saperci (sapere di qualcosa o non sapere di niente, “quel quadro sulla parete non mi ci sa di niente”)

    Mi è partito il freno ahaha

  54. Gnubby

    Onco/aonco (avècci l’onco, avere la nausea)
    Rigozzare (vomitare, sequel naturale dell’onco)
    Caàta (cacca, o anche usato come aggettivo “popò di caata che non sei altro)
    Smaniare (smanioso, smanie etc, impaziente, impazienza “c’hai delle smanie non ti si regge”)
    Vaffandomo (very old school su proposta della mi’nonna, versione “politically correct” del vaffanculo)
    Guanciale (che poi, come acquaio, granata e altre è in realtà italiano corretto, ma troppo antico per essere compreso dai giovini di altre terre. Cuscino)
    Chetarsi (stessa cosa. Stare zitto. “certo un’ti cheti mai”)
    Fio/fia (sia come aggettivo riferito a una persona bella, attraente, che come termine, “il mi’fio”, il mio ragazzo)
    Catrozzolo (piccola particella di qualcosa, “ho fatto il pane è m’è avanzato un catrozzolo di pasta per un panino”)
    Aggeggio/aggeggiare/aggeggino (una cosa, una roba, o anche un marchingnegno, e il verbo di avere sempre le mani occupate a fare qualcosa “il mi’ figliolo sta sempre ad aggeggiare coi colori, diventerà un artista”)
    Ciuccione (bacio in bocca con la lingua)
    Testo (coperchio della pentola)
    Ciambrotta (misto di verdure, ratatouille. Altro reperto nonnesco)
    Ammodo/ammodino (riferito a una cosa fatta per bene, o anche come aggettivo/esclamazione “oggi ho cucinato una pasta veramente ammodo” “Ammodo allora, ci becchiamo domani”)
    Ierlaltro (l’altro ieri)
    Gabina (cabina del mare)
    Stònfo (un sacco. “Questo post ha uno stònfo di risposte”)

    Saluti da Oslo e complimenti per il post! Ormai ti sei messa in un’impresa più grande di te, grazie ai vari contributi dei lettori presto avremo un dizionario completissimo 😀

    • Ciao Gnubby, che dire? Sei stata semplicemente fantastica! Grazie per il tuo contributo. Questo articolo, pubblicato lo scorso maggio 2016, non aveva alcuna pretesa ma ormai è diventato un vero e proprio archiviatore di termini pisani, con una partecipazione che mai avrei creduto, e questo mi fa immensamente piacere.
      Grazie a tutti voi ragazzi, siete stupendi!
      Continuo ad aspettare tutti i vostri suggerimenti e ad aggiungerli. Ormai la lista è diventata lunghissima!

  55. Michele

    I Nasini sono i chiappini!

  56. Fabrizio Sebastiani

    E che ne dici di “maolato” (a significare “ammaccato”, “pieno di macchie”, “pieno di ematomi”). “Sei tutto maolato”, dice la mamma al bimbo tornato dopo ore di gioco in cortile.

  57. Stella

    Cara Francesca, bellissimo lavoro, mi hai fatto morire dal ridere e anche rendere conto che…il pisano è un dialetto!!!! Vorrei aggiungere una perla di pisanità (spero non sia una parola coniata da me e basta!), ovvero il verbo “scaciare”, che letteralmente significa andarsene, con una accezione di urgenza o di fastidio, a seconda dei contesti. Tipo “Meglio scacià di vì vai che è meglio” oppure “Scacia di vì vai, che non c’ho tempo da perdé!!”. Spero sia un contributo utile! Ancora complimenti!!!!

    • Grazie mille Stella! 🙂 E scaciare è assolutamente pisano, lo uso anche io! Vado a aggiungerlo. Grazie ancora per il contributo!

  58. Fabrizio Sebastiani

    Anche “sposare” per indicare “sposarsi” mi sembra degno di nota: “Abbiamo sposato due settimane fa”.

  59. Fabrizio Sebastiani

    Ti segnalo “Il motore” per indicare la motocicletta.

  60. Luisa Falco

    Io sono lucchese ma da anni vengo a Pisa. Prima x studio adesso ci lavoro. Molti termini sono simili al lucchese ma alcuni erano nuovi anche x me. Tipo il Melone x dire la Mortadella!!! Oppure: Deh sei una fava!
    Cq quello che mi ha fatto piu’ schiantare e che ancora nn comprendo: Dove torni di casa!!!! Ma se ci vado x la prima volta, perché dite dove torni?????

    • @Luisa Falco quella del tornare ha fatto sempre strano anche a me. Ma ormai da anni è entrata anche nel mio vocabolario. Pensa che da un anno mi sono trasferita da Pisa Ospedaletto a Oratoio e a chi me lo chiede dico: “Oramai non sono più cittadina, sono tornata a Oratoio! 😀

  61. Liz

    C’è anche TORSOLO, SFOATO (nel senso di “spaccare” in qualcosa tipo “oggi ho sfoato alla partita”), BISCHERO (inteso come “scemotto”), STIAFFO (schiaffo), VESTO/VELLO (questo,quello), BUORITTO (non credo abbia bisogno di spiegazione!!), FREGOLI (nel senso di “ha fretta” tipo “guarda come cammina quella, c’ha i fregoli al C***”), OMBELLìO (ombelico)…se me ne vengono altre te le scrivo France 😀

  62. Veronica

    RUMARE: mescolare qualcosa
    (Queste due le dice mia nonna, non so se sono conosciute: TÈSTO: coperchio della pentola
    PANNOCCHIA: il telefono della doccia)

    • Ciao Veronica, e grazie! Rumare l’ho aggiunta nella lista; le altre due non le ho mai sentite dire e non ho trovato riscontri. Qualcuno sa dirci qualcosa sui termini Tèsto e Pannocchia?

  63. Alessandra

    Sfoare. “Boia come ci sfoo!!”

  64. Paola Bernasconi

    Aggiungerei Agganghire (dal freddo, dalla rabbia) e ciacciare, essere un ciaccione..

  65. Paolo Lena

    ma acquaio è italiano che sta’ a ddi

  66. Antonio

    TORNARE : andare ad abitare; es “sono TORNATO di casa a Palaia”

  67. Ila

    Grande, giro il link ai miei colleghi così mi capiscono 🙂
    Io aggiungerei lo SPIRITO per dire ALCOOL!

    • Brava Ila! 🙂 E grazie per il suggerimento sullo spirito, aggiungo ovviamente!

  68. Monica Rossi

    C’è anche “scrimolo” nel senso di bordo di un mobile, tipicamente un tavolo. “L’hai messo proprio sullo scrimolo: ora ti casca!”

    • Ciao Monica, grazie! L’ho appena aggiunto anche se giuro che “scrimolo” è la prima volta che lo sento. Non si finisce mai di imparare eh!

    • Troiaio non ce l’avevo messo?! Rimedio subito! Grazie Elisa.

  69. Simone Gionfriddo

    Aggiungerei anche il verbo RUZZARE con il noto significato di scherzare

    -1
    • Vero! Come ho fattio a non pensare a ruzzare?! Grazie Simone, aggiungo al volo.

  70. Lore

    Aggiungo Druso per indicare lo studente fuori sede

  71. Fabio Cico Massai

    Desinare (ho desinato ar tocco), arbagie (te le faccio passà io l’arbagie), tornare (s’è sposata e è tornata a Carci), innaqquerito (luilì c’ha r cervello innaqquerito), scepre (siepe), callare (corte), sereno (rugiada), peoro (cornuto), cantero (vaso da notte), cartella (borsa per la scuola), lezione (compiti per casa), groppone (schiena), chiorba (testa), fritte (insetticida)…

    -1
    • Grazie Fabio! Ma quante ne abbiamo di parole in pisano? Quelle che hai indicato le conosco ma non mi erano venute in mente. Vado a integrarle subito nell’articolo. Grazie!

  72. Elena

    Nella mia zona si dice anche,si “schianta” dal freddo o dal caldo, oppure, da quanto sto male schianto! È un termine che si usa per indicare varie cose! Spero di esserti stata utile! Comunque mi è piaciuto un sacco questo articolo, ho letto termini che non mi ricordavo nemmeno dell’esistenza! Ahahah! Molto bello!

    • Grazie Elena, mi fa molto piacere 🙂 E hai ragione, anche io uso il verbo “schiantare” con quei significati. Vado a aggiungerlo.

  73. clau

    si! scendere transitivo… ir purma mi ha sceso li’…..c

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    • Grazie per la segnalazione Clau! Vado ad aggiungere alla lista 😉

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  74. Salvatore

    Veramente un articolo simpatico.

  75. Elisabetta

    Ma brava. mi hai fatto fare due risate leggendo termini che conoscevo da buona pisana ma che avevo rimosso. Che ne dici di “cardeo/zitellotto attempato ” e “ramerino o tramerino/rosmarino” elisabetta

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    • Francesca Turchi

      Grazie mamma!!! Il tuo primo commento sul blog, è da incorniciare 🙂
      Aggiungo!

  76. Gianluca Diodato

    Da calabrese trapiantato a Pisa mi sono sempre rimasti impressi i modi di dire pisani. Tralasciando già quelli che te hai menzionato mi viene da aggiungere questi: Ganzo, bellino, coltella, bodda.

    • Francesca Turchi

      Grazie Gianluca!

  77. Francesca Turchi

    Grazie Ka’, l’acquetta! Va aggiunta! 😉

  78. Nicola

    Che bel post interessante! Questi sono quelli che ho buttato giù alla rinfusa a caldo. Spero di non scrivere doppioni. A te la traduzione 😉

    Tegame
    Pinzo
    Coltrone
    Cantera/Canterale
    Groppone
    Ganzo (in tutte le sue accezioni – figo, amante, ecc.)
    Uscio
    Buo
    Cencio
    Caata
    Gnamo
    Sgainare
    Bellìo
    Pattone
    (Fare) onco
    Riscontro
    Pappagorgia
    Fio secco
    Potta
    Tocco
    Toccànne
    Cee
    Becco
    Bècio

    • Francesca Turchi

      Grazie Nicola! Che sfilza di parole in pisano. Mitico! Non avevo dubbi. Grazie vado ad aggiungerle!