Piazza dei Miracoli Pisa

Modi di dire pisani e piccolo vocabolario pisano-italiano

Da buona Pisana DOC parlo pisano e ho sempre pensato che il toscano, e più precisamente il pisano, fosse un dialetto facilmente comprensibile a tutta la popolazione italiana. E invece no. Nel corso degli anni, soprattutto relazionandomi con molte persone durante i miei viaggi o progetti di lavoro, ho scoperto che termini che per me sono all’ordine del giorno, anche i più comuni, per gli altri sono arabo.

Così ho deciso di scrivere, o meglio di iniziare a scrivere, un articolo dedicato al vocabolario pisano-italiano. Una lista che spero diventi sempre più ricca grazie all’aiuto di voi amici e lettori pisani.

Intanto buona lettura e se mentre scorrete la lista vi vengono in mente parole pisane che ho dimenticato, segnalatemele!

Vocabolario pisano

ACCICCIOLATO: spiegazzato. Si dice soprattutto riferito ai vestiti, quando invece di piegarli vengono spiegazzati o ci si fa una palla. Es. “O perché hai messo lì i vestiti tutti acciciolati? Dé ma un c’avevo voglia di piegalli“.

A TUTTO BORDONE: a volume molto alto.

A TUTTO SDEO: senza limite, senza fine. Es. ‎“È piccantissimo, peperoncino a tutto sdeo!”. Variante: A TUTTO FO’O.

ABBORACIATO: agg. fatto in fretta e male.

ACCOMODARE: aggiustare qualcosa che si è rotto o non funziona. Es. “Hai accomodato la ruota della bici?“.

ACQUAIO: lavello per piatti (“rigovernare all’acquaio” = fare i piatti).

ACQUETTA: è la candeggina.

AGGANGHIRE: a Pisa si usa con più significati ad es. essere stressato oppure infreddolito (“agganghire dal freddo“).

AGGEGGIO (da cui AGGEGGIARE/AGGEGGINO): una cosa, una roba o anche un marchingegno; come verbo significa avere sempre le mani occupate a fare qualcosa. Es. “Il mi’ figliolo sta sempre ad aggeggiare coi colori, diventerà un artista”.

ALLEGHIRE: quando i denti stridono tra loro, si dice che alleghiscono.

ALLEZZITO: sporco, sudicio.

ALTRO: no. Es. dal salumiere: “Serve altro?” -“No grazie, apposto così”.

AMMODO (o AMMODINO): riferito a una cosa fatta per bene, o anche come aggettivo/esclamazione Es. “Oggi ho cucinato una pasta veramente ammodo” o “Ammodo allora, ci becchiamo domani”.

ANTEPÀTIA: agg. antipatica.

APPUNTINO: temperino per le matite.

ARBAGIE: Avere l’arbagie significa chiedere cose impossibili. Es. “Te le faccio passà io l’arbagie!“.

ARRABATTARSI: arrangiarsi, darsi da fare.

ARRIVA’ A BABBO MORTO: arrivare quando è decisamente troppo tardi.

ASCIUGATI/ARREGGITI: sono tutti inviti ironici a riposarsi dopo un presunto sforzo. Es. “Certo che ho fatto le faccende in casa, ho spolverato“. “Deh asciugati!”.

ASCIUGHINO: telo o canovaccio per usi di cucina.

ASSERBARE: conservare, tenere in serbo.

ATTRASSO: donna appariscente ma ridicola.

AVELLARE: emanare cattivo odore (si dice di persona). Es. ‎“Puzzi avelli!“.

AVERLA AVUTA: essere all’estremo di qualcosa, subire qualcosa come una malattia o una rottura di scatole. Es. “Ieri son stata tutto il giorno nella pioggia e l’ho avuta” o “Luilì beve così tanto che ormai l’ha avuta”.

BACCELLONE: si dice di personaggio grande, grosso e cog**one.

BAI: acetoni (malessere dei bambini). Es. “Ir mi bimbo c’ha bai”.

BADA: attento a cosa fai! Si dice soprattutto ai bambini per non fargli fare qualcosa.

BALLETTARE: muoversi di continuo (es. se ti scappa la pipì o il bagno è occupato).

BALLETTO: vuol dire subito, attimo… es: dammi una mano a spostare quelle piante, in due si fa in un balletto (o due balletti o tre balletti)

BANFE: caldane. Es. “Badalì, vel botro c’ha le banfe!”.

BAOTENIA: ovvero “baco tenia”, verme solitario.

BARDATO: agg. Essere ben vestito, imbacuccato. Es. “C’era un freddo pipone, ma mi son bardato bene bene“.

BAZZA: mento.

BECCARE: rimorchiare una ragazza.

BECCO: agg. Se sei becco sei cornuto.

BECIO: lombrico.

BELLINO: carino. Si dice di cose e persone. Esclamazione tipica pisana: “Senti bellino!”.

BIMBO/A: si dice per rivolgersi a una persona da 0 a 100 anni.

BISCHERO: ha un doppio significato. Si chiamano bischeri i bordi appuntiti della tipica “torta co’ bischeri” di Pontasserchio (Vecchiano) e si dice di una persona un po’ stupidotto. Es. “Oh bischero” (vedi GRULLO).

BODDA: rospo grasso.

BOIA: esclamazione tipicamente toscana il cui significato è “Cavolo!” / “Caspita!“.
Boia dé” è la quintessenza della livornesità, ma anche in pisano si usa parecchio.

BORDA (o ARIBORDA o TONFA): interiezione per enfatizzare un concetto, sta per “Ancora!” come risposta sarcastica a qualcosa che si verifica per l’ennesima volta. Es. “Stamani mamma m’ha brontolato” – “Borda!”. Variante: “Tonfa panaia!”.

BOTRO: fango.

BOTTINO: cacca. Da cui l’espressione “Siamo nel bottino”.

BOTRILLO: donna particolarmente brutta.

BOZZI: pozzanghere.

BRISCOLARE: picchiare, menare. Es. “Quando torna tu pa’ ti briscola”.

BRODO: si dice di persona che compie un atto stupido o che si lascia infinocchiare. Es. “Ti sei fatto passare avanti popo’ di brodo!”. Simile a locco/torsolo/tamburo.

BRONTOLARE: sgridare, rimproverare. Es. “Mamma mi ha brontolato perché mi sono sporcato giocando”.

BUBBOLARE: lamentarsi. Es. “Ma cosa bubboli?”.

BUCARE (o BUARE): se il pisano non va a scuola “bua”.

BULLETTA: chiodo.

BUGGERARE: prendere in giro.

BUZZO (O BUZZA): pancia.

CAATA: cacca, o riferito a persona  e usato come aggettivo. Es. “Popò di caata che non sei altro”.

CALDARE (o CARDANE): vampe di calore tipiche di donne in menopausa.

CALDANO: vaso di terracotta con manico per metterci la brace per scaldarsi i piedi e da agganciare al TRABICCOLO.

CANNELLA: rubinetto. Es. “Non bere dalla cannella, non è potabile!”.

CANTERA: cassetto.

CANTERO: vaso da notte.

CANTERALE: cassettone, mobile a cassetti.

CAPPELLATA: stupidata. Es. “Hai fatto una cappellata!”.

CARCAGNO: tallone.

CARDEO: zitellotto attempato.

CARROZZINE: attrazioni del luna park in senso generico. Es: “Si va alle carrozzine alla fiera a San Casciano

CARTELLA: la cartella è lo zaino dei bambini usato per andare a scuola.

CARZEROTTI: calzini.

CATROZZOLO: piccola particella di qualcosa. Es. “Ho fatto il pane è m’è avanzato un catrozzolo di pasta per un panino”.

CECCIA: in pisano mettersi “a ceccia” significa sedersi / mettersi seduti.

CEE: sono le nascite delle anguille. Erano uno dei piatti pisani più tipici ma da anni ne è vietata la pesca.

CENCIO: straccio per pulire i pavimenti. Dare il cencio = lavare il pavimento.

CHETARE / CHETARSI: Zittire / stare zitto. Es. “Chetati!” = “Stai un po’ zitto!”.

CHIORBA: testa.

CIACCIARE: darsi da fare in qualcosa. Il “ciaccione” è colui che si affaccenda a fare cose solitamente non richieste. Es. “Ma cosa ciacci? Chi ti ha chiesto di farlo?.

CIAMBROTTA: misto di verdure, ratatouille.

CIANCIU(C)ATO: sgualcito.

CIGNALE: cinghiale. Si dice anche di una persona dai modi bruschi di corporatura possente poco curato nel viso.

CINGOMMA (o CIRINGOMMA): gomma da masticare, chewing gum

CIOTTOLI: piatti (e non solo) da lavare. Il pisano “rigoverna i ciottoli all’acquaio”.

CIUCCIONE: bacio in bocca con la lingua.

CIUCCO: scemo.

CIUO: asino.

CHIATTO: grasso.

CHIORBA (o CHIORBONE): testa. Es. “Sei un chiorbone” / “Hai la testa dura come le pine verdi”.

COLLO: espressione pisana “In collo” = “in braccio”. Es. “Prendere il bimbo in collo”.

COLTELLA (o CURTELLA): coltello.

COLTRONE: coperta (o maglione) di cotone imbottito, grosso e caldo, un precursore della moderna trapunta.

CORBELLI: palle. Es. “Quello lì mi stà sui corbelli”, oppure “Ne ho i corbelli pieni”.

DESINARE: pranzare.

DISCORRERE: sentenziare, litigare. Es. “Quei due è tutto ir giorno che discorrono (anzi, discorrAno).

DRUSO: a Pisa viene chiamato così lo studente fuori sede (meridionale).

FARDA: donna che si trucca troppo, come una prostituta. Es. in discoteca: “Boia hai visto che farda è quella lì?”.

FARE FESTA: modo di dire che sta a significare “finire”. Es. “Per oggi faccio festa” = “Finisco di lavorare”.

FIO / FIA: agg. si dice di ragazzo o ragazza di bella presenza. Es. “Com’è fio lui!”. Oppure ragazzo/ragazza intesi come fidanzato/fidanzata. Es. “Il mi’fio / La mi’fia”.

FIOSO: persona che si lamenta a sproposito. Es. “Falla finita, sei proprio fìoso!“.

FISTOLA: tubo per annaffiare le piante.

FOATA (o STRINATA): quando il pisano prende troppo sole al mare prende la foata o una bella strinata.

FOGGIANO/FOGGIANATA o tamarro/tamarrata. Es. “Ti sei vestito proprio foggiano oggi” o “O che foggianata di macchina hai preso?“.

FOTTÌO: tanto (di qualcosa). Es. Una folla è fatta da un fottio di persone.

FRIGNOLI: brufoli.

FRÍTTE: usato per indicare qualsiasi insetticida spray.

FRUGARSI: rovistare nelle proprie tasche in cerca di qualcosa. Solitamente si associa ai soldi, es. “Stasera offri te? Allora frugati!”.

FURIA: fretta. In gergo “Avere furia”. es. “Nini un mi mette furia!“.

GABBARE: fregare/bypassare. Es. “gabbare il sistema”.

GABINA: cabina al mare.

GAINO: piede di porco, leva (vedi SGAINARE)

GAÌRE: morire. Es. “Quel pover’omo è gaìto in un incidente”.

GANGHERI: sono i cardini delle porte. Tipicamente in pisano si usa l’espressione “Uscire fuori dai gangheri” per dire “Andare fuori di testa” / “Arrabbiarsi”.

GANZO: aggettivo riferito a persone o cose con accezione positiva. Si dice di persona brava, simpatica, in gamba: Es. “Sei un tipo ganzo!“. Si dice di cosa bella, interessante: Es. “Ganza ‘sta cosa!“. Come sostantivo il significato è quello di amante. Es. “Ahhh Maria c’ha il ganzo!

GANZIALE: versione molto 90’s dell’aggettivo GANZO.

GAO: noto intercalare tipico della campagna pisana. Espressione tipica: “Gao bellino!”

GAGHERO: bulletto; sinonimo di GANZO.

GARBARE: piacere. Es. “Questi occhiali mi garbano parecchio!”.

GAVORCHIO: solitamente si dice di ragazza affatto attraente (diciamo pure brutta!) e grassoccia.

GHIACCIO (o DIACCIO): freddo, non ghiacciato. Es. “Oggi la situazione è ghiaccina eh!” o “Boia com’è ghiaccia l’acqua del frigo” o “L’acqua è diaccia marmata“. Se qualcuno vi chiede del “latte ghiaccio” non dovete portargli del latte con cubetti di ghiaccio ma del latte freddo di frigorifero [riferimenti a cose e persone sono puramente casuali! 🙂 ].

GHIOZZO: agg. usato soprattutto per indicare persona rustica, ottusa e poco adatta alla situazione. Es. “Sei un ghiozzo!“. VARIANTE: ghiozzo di bua o ghiozzo di padule.

GOBBO: è il Jack quando giochi a carte.

GOCCIO o GRONDO: significa “poco”, riferito solitamente ad un liquido. Es. “Dammi un goccio di vino” o “Mettici un grondo d’olio”.

GOLINO: colpo dato alla gola. Es. “Se un la smetti ti tiro un golino“.

GOTE: guance.

GOVONE: si dice di persona robusta. Es. “Lelì pare un govone!“.

GOZZO: pozzanghera (se pronunciato con la o aperta) e pomo d’Adamo (con la o chiusa).

GRANATA: scopa per spazzare.

GREBANO: aggettivo. “Sei un grebano“. Si dice per lo più ai bambini se fanno qualcosa di sbagliato.

GROPPONE (o GROPPA): schiena.

GRULLO: si dice di persona sciocca o sbadata. Es. “Hai messo lo zucchero nel minestrone! Ma sei grullo?” (vedi BISCHERO).

GUANCIALE: cuscino.

GUAPPO: si dice di persona GANZA ma in maniera ostentata e fastidiosa. Es: “Luilì con la mi’ bimba ci fa troppo il guappo, se ce lo ribecco lo gonfio come una zampogna

GUAZZA: la brina.

IERLALTRO: l’altro ieri.

IMBACUCCATO: vestito pesantemente d’inverno.

INCASTRARCI: entrarci con qualcosa, Es. “Hai fatto un discorso che non c’incastra nulla”.

INCIGNARE: inaugurare / indossare qualcosa di nuovo.

INGABOIARE: imbrogliare/barare durante un gioco.

INNACQUARITO: Es. “Luilì c’ha r cervello innacquarito!”.

INSULTARE: non sopportare. Es. “Boia luilì come m’insulta!“.

LABBRATA: schiaffo dato a mano aperta.

LACCHINO: verniciatore di mobili laccati.

LAPIS: matita (quella con la grafite nera, non la matita colorata).

LAVORONE: il pisano esclama “E’ un lavorone” quando c’è un problema o una situazione da risolvere.

LEGNAIOLO: falegname.

LEZIONE: compiti a casa. Es. “Puoi giocare dopo che hai finito di fare la lezione”.

LEZZO: sporco, sudicio. Si dice sia di cose che di persone.

LILLERI: soldi. Modo di dire pisano: “Senza lilleri ‘un si lallera” ossia “Senza soldi, si fa poco”.

LOCCO: si dice di persona sciocca o sbadata. Es. “Sei proprio un locco!”. Simile a brodo/torsolo/tamburo.

LOTRO: si dice anche di persona che mangia molto.

LUILÌ (o LEILÌ): lui / lei a cui ci si riferisce.

LUSTRINO: lucidatore di mobili.

MAOLO: livido. Da cui l’agg. MAOLATO, pieno di lividi.

MARMATO: ghiacciato, gelato. Es. acqua ghiaccia marmata.

MATERASSA: il materasso del letto.

MÈZZO: bagnato.

MI PÁ / MI MÁ: mio padre / mia madre.

MICA (o MÌA): per caso. Es. “C’hai mìa du’ spicci? / Hai per caso dei soldi da prestarmi?).

MIDOLLA: mollica del pane.

MOCCIO: ti viene al naso quando hai il raffreddore.

MOCCOLO: bestemmia. “Tirare un moccolo” = “Smoccolare” = bestemmiare.

MOMENTACCIO: momento o periodo sfavorevole o piuttosto impegnato.

MOTA: fango.

MOTORE: il motore per il pisano è il motorino (scooter) o la motocicletta.

NAPPA: naso.

NASINI: mollette dei panni o chiappini.

NINI: Appellativo vezzeggiativo familiare, lo dicono i nonni ai nipoti o in genere ai bambini. Es. “Nini vieni a darmi un bacino!”.

NOCCHINO: colpo dato con le nocche della mano chiuso. Es. “Stai bono sennò ti do un nocchino!”.

ODORI: per il pisano gli odori sono il misto di verdure da brodo (cipolla-carota-prezzemolo-sedano).

OIMMENA (o OIMMEI): noto intercalare toscano per esprimere un lamento, insofferenza o uno sforzo. Es. “Oimmei come mi fa male la schiena!”.

ONCO (o AONCO): nausea. Es. “Avècci l’onco”, “Avere la nausea”.

ORELLANNO: l’anno scorso.

PALLOCCOLOSO: si dice di persona noiosa e monotona.

PALLONZOLO: nella vanga è l’appoggio trasversale al manico su cui fare forza col piede per affondare il colpo

PANAIO: panettiere, fornaio.

PANENZUPPO: panzanella

PATATE MASCÈ: il pisano chiama così il purè di patate.

PATTONE: scappellotto sulla testa.

PENTOLO: tegame per cucinare.

PEO: tiro di sigaretta. Es. “Mi lasci du’ pei?”.

PEORO: si dice di persona “cornuta”.

PERITARSI: non peritarsi, non fare complimenti, non preoccupartene. Es. “Mangia, un ti perità!”.

PEZZÒLA: fazzoletto.

PICCHIO: dal verbo picchiare, significato equivalente a colpo. Es. “Dare un picchio a qualcuno“.

PIDOCCHIOSO: si dice di persona pedante, puntigliosa ma anche avara, attenta agli spiccioli. Es: “Gli ho dato un passaggio e quel pidocchioso non mi ha nemmeno offerto il caffè

PILLONE: si usa nella forma “fare pillone” che in pisano significa quando mangi qualcosa e fai fatica a masticare e buttar giù. Es. “Buona la torta. Però fa pillone!”.

PINZO: puntura d’insetto.

POPONE: melone.

POPO’: si usa sia per dire “un po’”. Es. “Mi passi un popò di pane“; sia come cacca dei bambini. Es. “L’hai fatta la popò?

POSARE: lasciare qualcosa da qualche parte. Es. “Posa la spesa sul tavolo“.

PRUNO: spina di un rovo.

PUCIOSO: si dice di luogo truce, sporco, da pochi soldi. Ma anche di persona particolarmente taccagna.

PUGNETTE: presine che si usano in cucina per prendere le pentole quando i manici scottano.

PUNTO: affatto, per niente. Es. “Un mi garbi punto”.

RAGIONARE: parlare. Es. “Sono due ore che ragiono al telefono”.

RAMAIOLO: mestolo (di legno). Es. “Mi pigli il ramaiolo che c’ho da girà la pasta?

RAMERINO (o TRAMERINO): rosmarino.

RENA: la sabbia del mare.

REUSORIO: ospizio per anziani.

RIGOZZARE: vomitare, sequel naturale dell’ONCO.

RIPAIOLA: grande retino per pescare le CEE.

RIZZARE: alzare. È usato per lo più in forma riflessiva. Es. “Mi sono rizzato per far sedere un anziano“.

RUZZARE: scherzare.

SALZA: ragù o sugo per condire la pastasciutta.

SAPERCI: sapere di qualcosa o non sapere di niente. Es. “Quel quadro sulla parete non mi ci sa di niente”.

SBILENCO: pendente, si dice di cose o persone. Es. “Quello cammina tutto sbilenco!” oppure “La torre a Pisa è sbilenca”.

SBODDARE: ingrassare. Es. “Da quando ha fatto il figliòlo è sboddata da morì”.

SBOTTARE: arrabbiarsi/sclerare.

SBOTTO: un sacco, tanto. Es. “Costa uno sbotto!”.

SCACIARE: mandar via.

SCANTUCCIATO: senza spigoli o con spigoli rovinati. Es. “Mi s’è scantucciato il mobile”.

SCANZARE: spostare. Es. “Scanzati che devo passare!”.

SCARACCHIO: sputo.

SCIAGATTARE: sgualcire, trattar male, senza riguardo. Si riferisce specialmente ai capi di vestiario.

SCHIACCIATA: focaccia.

SCHIANTARE: patire o soffrire per qualcosa. Es. schiantare di caldo, di freddo, dal mal di schiena.

SCEPRE: la siepe.

SCIAGATTATO: si dice di persona trasandata. Es. “Non puoi mica andare a un colloquio sciagattato così!” oppure si dice di cose rotte o rovinate. Es. “Questa scatola è tutta sciagattata”.

SCOZZARE: scommettere, sfidarsi. Es. “Scommettiamo che vinco io? Vuoi scozzà?”.

SCRIMOLO: bordo di un mobile, tipicamente un tavolo. ES. “L’hai messo proprio sullo scrimolo: ora ti casca!”.

SEGA: niente. Es. “Hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”.

SEGGIOLA: sedia.

SGANASCIARE: sbellicarsi dalle risate. Es. “Sganasciarsi dalle risate“.

SFIBBIOLI: lacci da scarpe.

SFOARE: essere bravi in qualcosa (Es. “Sei bravo in matematica? Boia ci sfoo di brutto!” oppure “Oggi ho sfoato alla partita”). Può essere usato anche col significato di “andare veloce” (“Boia lulì come ci sfoa in macchina!“).

SGAINARE (o SGAIOLARE): morire. Es. “Sto sgainando di fame!”. Oppure si usa in senso sarcastico o durante i giochi online. Es. “Il mi’omino è sgaiolato!” o “C’ha tirato la gaiola“. Vuol dire anche scardinare, rompere. Es: “Ho rotto la chiave nella serratura e ho dovuto sgainare il portoncino per entrare in casa

SGALEMBARE: pendere, detto per lo più di abiti. Es. “Quella gonna sgalemba sul davanti”.

SICCHÉ: si usa come intercalare nel discorso.

SMANIARE (da cui agg. smanioso o s.f. smanie): essere impazienti, impaziente, impazienza. Es. “C’hai delle smanie che non un ti si regge”.

SORTIRE: uscire. Es. “Gnamo, muoviti un po’ a sortì di casa che sei in ritardo!

SPIDOCCHIARE: indagare su qualcosa o su qualcuno per poter spettegolare.

SPIRITO: alcool.

SPISOLO: laccio delle scarpe.

SPOSARE: sposarsi (ma all’infinito). Es. “Abbiamo sposato due settimane fa”.

SPUCIARSI: togliersi “parassiti” di dosso.

STONFO: un sacco, tanto. “Non lo compro, costa uno stonfo”.

STRINARE: bruciare. Es. “Stavo cucinando e mi sono strinata una mano coi fornelli“.

STRUGGERSI: addolorarsi, affliggersi. Es. “Perché non rispondevi al telefono? Mi struggevo!”.

STUCCO (o STINFIO): si dice di persona difficile da accontentare. Es. “Mamma mia oggi come sei stinfia, un ti va bene niente!”

SVIZZERA: la svizzera per il pisano è l’hamburger.

TAMBURO: si dice di persona stupida. Es. quando dici una bischerata e ti rispondono: “Vieni, tamburo!“. Simile a brodo/locco/torsolo.

TANACCA: stupido, scemotto. Es. “Tanacca, se un lèvi il freno a mano sei bell’e partito”.

TARABARALLA: più o meno.

TARANTOLA (o TERRANTOLA): non è un ragno, bensì il geco.

TEGAME: termine spregiativo, puttana. Es. “Lelì è un tegame!“.

TESTO: coperchio della pentola.

THO VIENI: altro modo di dire “Si, come no?!”.

TOCCARNE: essere presi a botte. Es. “Da piccino n’ho toccate tante”.

TOCCO: “ir tocco” a Pisa sono le ore 13. Es.”Si mangia ar tocco“.

TÒGO: si dice di persona recidiva e dura di comprendonio. Es. “Oh ma allora sei tògo: t’ho detto che stasera non ci sono!”.

TONFARE: picchiare forte, riempire di botte.

TOPINI: vengono chiamati così gli gnocchi di patate.

TORNARE: andare ad abitare. Es. “Sono tornato di casa a Palaia”.

TORSOLO: una persona sciocca, che non vale niente, da scartare (da qui torsolo, come la parte centrale di alcuni frutti). Simile a brodo/locco/tamburo.

TOTTO (con le o chiuse): significa, solitamente detto ai bambini, “Non toccare”.

TRABARCARE: attraversare. Es. “O bimbo sta’ attento a trabarca’ la via” / “Bambino stai attento ad attraversare la strada”.

TRABICCOLO: scaldino per il letto. Oppure inteso come macchina stravagante. Es. “Mario voleva comprare l’auto nuova! Poi l’ho visto arrivà con quel trabiccolo che pare der mi nonno!”.

TROIAIO: si dice di un lavoro fatto male “È venuto un troiaio!“. Personalmente chiamo troiai anche patatine, merendine, caramelle,… Insomma, quando ho voglia di qualcosa di buono mangio un troiaio! 🙂

TRUGOLO: sporcaccione. Solitamente si dice ai bambini.

UN: Non. Es. “Ci vai o un ci vai?”.

USCIO: porta di casa. Es. “Lascia pure la spesa sull’uscio di casa“.

VAFFANDOMO: vaffanculo.

VAÌNI: soldi.

: qui. Es. “Vieni vì“.

VITA: schiena. Quando il pisano ha il mal di schiena “gli sente la vita”.

ZIZZOLARE: tremare dal freddo. Es. “Si zizzola dal freddo”. Variante: “Si pipa dal freddo”.

ZONZO: “A zonzo” significa andare a giro.

ZOZZA: la zozza è la correzione del caffè col liquore.

Amici pisani, vi vengono in mente altre parole?
Vi aspetto nei commenti per allungare la lista.

sei pisano se

PS. L’idea di questo post è nata diversi anni fa quando la mia amica ed ex-collega Bruna Fusco, partenopea trapiantata a Pisa, continuava a chiedere delucidazioni sui vocaboli utilizzati in ufficio da noi pisani. Bruna al tempo abbozzò una lista sui termini pisani sul suo blog che ho ripreso per la realizzazione di questo articolo. Grazie Bruna.

Sei Pisano se: vocabolario pisano-italiano ultima modifica: 2016-05-27T13:52:40+01:00 da Francesca Turchi
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163 commenti

  1. Sergio Guarguaglini

    …e invece c’era già! 🙁

  2. Sergio Guarguaglini

    Bel lavoro, complimenti!

    Non ho visto il termine “brodo” usato come offesa, (imbecille, stronzo). Oh brodo, guarda dove metti i piedi!

  3. Andrea

    Bozzo (con la prima O chiusa) = pozzanghera

  4. Stefano Del Grande

    Mantrugiare: “questa banana è tutta mantrugiata! a forza di toccarla è diventata molliccia e immangiabile!”
    Fa venì l’aonco ai bai: un qualcosa davvero ripugnante.
    “È un lavorone!” per un pisano una cosa quasi al limite delle possibilità umane.

    • Grazie per il tuo commento Stefano!
      Lavorone è già presente nella lista. Mantrugiare invece si dice in italiano, non è nostro pisano 😉

  5. Andera

    tarabaralla = più o meno

  6. Andrea

    PUCIOSO: dicesi di luogo truce, sporco, da pochi soldi. oppure persona particolarmente taccagna

  7. Andrea

    Grande iniziativa!
    Contribuisco con un pò di modi di dire e proverbi pisani:

    Far la piscia senza ‘r peto è come mangià l’insalata senza aceto

    Cosa voi ‘he sia, uscio aperto abbada la ‘asa!

    quando ‘r culo è vezzo ar peto un si po’ tenello ‘heto

    in guerra e in carestia ogni buo è galleria

    PESA PIU’ ‘NA LIBBRA AR CULO CHE 100 IN SPALLA

    Ni par mill’anni di morì per riposassi

    E tanto si frigge ‘oll’acqua!

    Voglia di lavorà sartami addosso e fammi lavorà meno ‘he posso

    Fare come il cazzo alle vecchie

    TIRA PIU’ UN PELO DI FIA CHE UN CARRO DI BUOI

    Piccino ‘un lo senti e grosso ti fa male

    Tirassi la zappa su’ piedi

    cencio parla male di straccio

    Amà senz’esse’ amato è come pulissi ir culo senz’avè caato

    In bocca chiusa ‘un centra mosca!

    Si fa’ Casamicciola

    Mi fai mangia’ pane e veleno

    c’e n’ha per du braccia e du lire

    …i discorsi li porta via il vento..le biciclette i livornesi!

    ce n’ha per tre caate!

    sei più duro te dei carcagni dei frati !

    Dove c’è stato ir foo … ci puzza sempre di bruciato

    Tutto fa … disse quello che pisciava in Arno!

    un son mia venuto ar mondo perche’ mancava uno

    sei andato fori dar seminato!

    l’hai fatta fori dar vaso!

    se la mi nonna aveva le rote era un carretto

    se la mi nonna aveva le palle avevo tre nonni

    ‘Un mescoliamo ir piscio coll’urina

    Gnamo, fece prima mi mà a fammi

    luili’ dev’esse di portammare… l’arno e’ mio e il fosso a mezzo>>

    detto di una con le gambe secche: <&gt

    s’ha a di’ d’anda’

    Per chiede di levassi di culo…Si fa come le ‘urregge?

    C’ho ‘na voglia ‘ome di pigliallo ‘nculo

    E’ SIMPATIO COME PULISSI IR CULO COLL’ORTICA

    c’ho piedi diacci marmati

    bimbo fai ammodo: c’e’ piu’ puttane a lucca che peore in maremma!

    Ha visto più schizzi lei che li scogli di Marina

    Chi vor fa’ lo stronzolo più grosso der buo, ni lustra ‘ll’occhi

    Finché la bocca mangia e ‘r culo rende, si va ‘n domo alle medicine e a chi le vende

    l’e’ costato piu’ del Serchio ai lucchesi

    ‘un mangerebbe per ‘un caa’>>

    o bimbo, dove c’e’ bosco c’e’ animali

    com’e’ ciucco ir mi’ ‘ane quand’abbaia alle zolle

    A tromba’ leilì c’è la stessa soddisfazioni di gioà a pallone con gli zoccoli

    a monta’ ‘na scala ci vole tempo e tanta fati’a , a scende’ di brutto ci vole po’o e ci si fa’ dimorto male

    caati in mano e tirati du schiaffi

    ‘Un fa male ‘r bé, fa male ‘r ribé

    “oh bimbo,’un la trovo, ma se dioguardi la trovo ‘he ni garba mencio, la faccio mori'”

    eh’, un si mangia mia pizza e fii

    Senza lilleri un si lallera?

    vai a rama’ contro vento

    Ir peggio passo è quello dell’uscio

    Ma vai allo scario a conta’ sacchini!

    Equivalente di “bischero” — “TALLOCCIO”

    Persona “troppo” buona — “BIETOLONE”

    Mi fai confondere …” — “MI FAI INGABOIA’!!!”

    “A tutta velocità, a tutto volume, a tutta …” — “A TUTTO BORDONE”

    “Rompere” — “SGAINA'”

    “Tutto quanto” — “D’UGNI ‘OSA”

    Io se l’avessi ‘culo un lo caerei mai ma lo farei stagnà nella merda a vita!

    L’avessi in culo l’andrei a caa sul Po perché se lo caassi in arno ci sarebbe il rischio di ritrovammelo ar mare!!!

    non ho mia puppato da un pomello di una seggiola

    GIRA RIGIRA IR CODINO DER MAIALE E’ SEMPRE ‘NTORNO AR CULO

    Vo ner pian delle penne… andare a letto

    E’ meglio un po’ di vino ‘he sa d’aceto che cento fiasche d’acqua d’uliveto.

    Accidenti a te e a chi t’ha unto ir bellìo

    Se fai un ber gesto, ‘un facci ‘r manifesto.

    SE UN STAI ATTENTO LO PIGLI IN CULO COME SONA’ A PREDICA!

    Accidenti a te e chi ti ‘oce ‘r pane

    E’ come mette la gravatta ar maiale

    se lo pigliano gli caa la befana

    BIMBO SARVATI L’ANIMA PERCHE’ IR CORPO E’ GIA’ ANDATO

    Quando la Verrua mette ir cappello ..passegger porta l’ombrello

    granata nova spazza bene!

    Pan che avanza è ir cava fame!

    un è mia l’olio della maddalena!

    chi c’ha ‘rpane un c’ha denti chi c’ha denti un c’ha ‘ rpane

    fino a ieri hai mangiato nel bussolo

    Luilì vive ner mondo delle pete candite vive nelle nuvole!

    Ma sai ‘na sega te se la sega sega!

    TI DO UN PATTONE TI FERMO LA CRESCITA

    Inventa’ il bu’o alle ‘onche

    Fa ‘onco a ba’i. —> fà schifo–fà caa

    Fa ‘onco-fai venì la onca —>fai vomitare

    c’hai piu’ corna te d’un corbello di ‘iocciole

    chi un’ha casa stasera se la trova

    Donna che dimena l’anca è puttana o poo ci manca!

    OH NINI, CHI UN’HA TESTA ABBIA GAMBE

    oh nini, ne per scherzo ne per burla ,intorno al culo un ci voglio nulla!

    boia bimbo, c’hai piu culo che polmoni

    Un s’è mai visto una fia che lascia il su omo perchè la trombava troppo

    maiale lu lì in tasca c’ha le vipere!

    CHI CE L’HA PIù LUNGO SE LO TIRI

    CHI TROMBA SOLO LA SU MOGLIE NON VOL BENE NEMMENO A SU FIGLIOLI

    VIDI CAA E ME NE VENNE VOGLIA

    E SAI ‘OSA HAI INVENTATO IL BUO ALLA ‘ONCA

    MI PAI QUELLO CHE MI CAò SULL’USCIO E POI LA RIVOLEVA

    FACILE FA I FINOCCHI CO’R CULO DI QUELL’ALTRI

    LO MANGEREI ANCHE ‘N CAPO AI TIGNOSI!

    Conta’ come ir due a briscola!!!

    Se mi metto a fa’ i cappelli, la gente nasce senza testa

    Meglio ave’ paura che toccanne!!!

    bimbo lasciala stà la topa fame un ne leva forza un ne mette!

    siete più duri d’una ‘amionata di carabinieri

    E ‘un t’ha mia strozzato la balia

    Hai più corna te d’un cantero di forchette

    LA FIA TI FA’, LA FIA TI SFA’

    chi vor Cristo e se lo deve prega’!’

    c’ era anche vello che si divertiva a ciuccia’ un sasso!

    ma te mi voi da’ d’intende che Cristo e’ morto dal sonno!

    sai una sega te se la sega sega o se la sega un sega!

    Luilì cor culo manda avanti i treni

    ‘un venì fori co’lumini da notte

    Da Montelupo si vede Capraia, Cristo fa le persone eppoi l’appaia

    Primi freddi ‘un ti vestire primi cardi ‘un ti scoprire

    Sei sonato ‘ome le ‘ampane

    per forza un vien bene nemmeno l’ aceto!

    Ar tempo de’maiali eran sospiri

    Me la son vista brutta…come disse la contessa che camminava sugli specchi

    C’HO DA FA QUANT’È QUELLO CHE MORì DI NOTTE

    Lu’lì fa più danni della grandine

    Sei sudicio ‘ome un bastone da pollaio

    E’ come a Buti..chi l’avuti…l’avuti!

    se ‘un e’ zuppa e’ pan bagnato

    Gnamo bimbo datti da fa che le giornate son pizzi’otti

    chi ‘un ha vadrini ‘un abbia voglie

    meglio sta’ zitti che parla’ a vanvera

    Un ce ne’ pane secco e foglia unta

    Un ci si leva piu’ le gambe

    E se tu voi annuso le corregge

    Ma vai a pettina’ l’acciughe ar gombo

    Ti do una tranvata tra moccio e bava

    Sei più farzo de’soldi del Monopoli

    Secco come un uscio

    Prima di chiacchierà Sciacquati la bocca

    sei bella ome ir culo della padella

    c’hai la Faccia di merda-c’hai la ghigna a culo—> traditore

    c’hai la Faccia come ir culo—> sei sfacciato

    sei una Ghignaccia—>sei poco raccomandabile

    t’attacchi al tramme

    Chiedè a me de’passi di danza è come chiedè a un fiorentino della topa!

    fa’ le seghe a’ grilli

    o bimbo voi insegnà a babbo a pipà?

    Ha fatto meglio il falegname cor una sega che tu pa’ cor una trombata

    Pisa pesa il pepe al papa (proverbio medievale)

    • GRAZIE Andrea! Sei appena diventato il mio mito.
      Hai raccolto una quantità magistrale di modi di dire pisani.
      Grazie davvero per averli condivisi in questo mio articolo 🙂

  8. Ettore

    Allezzito!!
    Non ricordo cosa significhi precisamente, ma mi pare che indichi una persona che vive al di sotto di quello che le sue possibilita’ gli permetterebbero. Forse uno dal braccino corto.. ( perdonatemi eh…io sono milanese…)

    • Ciao Ettore, penso che “allezzito” (anche se noi pisani non lo usiamo come termine) derivi da LEZZO, ossia sporco/sudicio.
      Grazie per il tuo contributo!

    • Andrea

      allezzito è uno o sporco o taccagno

  9. Elia

    Manca “Accicciolato” quando prendi i vestiti e e invece di piegarli li sono tutti spiegazzati o ci fai una palla; “O perché hai messo lì i vestiti tutti Acciciolati? Dè Má un c’avevo voglia di piegalli”

  10. Matteo

    Manca MAOLO e MAOLATO.
    MAOLO = Livido
    MAOLATO = pieno di maoli (lividi) o anche “dolorante”

  11. Caterina

    Ciao Francesca,
    nasini =mollette per i panni
    stucca/o =persona difficile da accontentare
    stinfia/stinfio= quando si ha la giornata storta e non ci va bene niente ( mamma mia oggi come sei stinfia, un ti va bene niente)

  12. Serena

    Bellissimo! Ma direzzola e ‘un c’ è! Com’è?

    • Ciao Serena,
      ma sai che io non l’ho mai usata? Cosa significa? Fammi sapere così la inserisco.

    • Andrea

      la direzzola dovrebbe essere quella scopa dal manico molto lungo che serve a togleire le ragnatele sulle pareti in alto

  13. Lucia

    Fare festa.
    “Per oggi fo festa”, finisco di lavorare.

  14. Leonardo

    Carrozzine: attrazioni del luna park in senso generico es: si va alla fiera a San Cascinano, oggi ci sono le carrozzine

    Guappo: ganzo ma in maniera ostentata e fastidiosa… es: luilì con la mi’ bimba ci fa troppo il guappo, se lo ce lo ribecco lo gonfio come una zampogna

  15. Leonardo

    Cingomma, ciringomma, cevingomma: gomma da masticare

  16. Leonardo

    Ecco altre parole che mi vengono in mente:
    Pallonzolo: nella vanga è l’appoggio trasversale al manico su cui fare forza col piede per afondare il colpo
    Gaino: piede di porco, leva… Per cui Sgainare vuol dire anche scardinare, rompere… es: ho rotto la chiave nella serratura e ho dovuto sgainare il portoncino per entrare in casa
    Balletto: vuol dire subito, attimo… es: dammi una mano a spostare quelle piante, in due si fa in un balletto (o due balletti o tre balletti)
    Pidocchioso: pedante, puntiglioso, ma anche avaro, attento agli spiccioli, es: gli ho dato un passaggio e quel pidocchioso non mi ha nemmeno offerto il caffè
    Pruzzemolo: prezzemolo
    Panenzuppo: panzanella

    • Che bella lista, grazie Leonardo! Le ho inserite aggiungendo anche le tue frasi di esempio. Azzeccatissime, grazie mille!

  17. Giulio Armani

    Chiorba o chiorbone avere la testa dura come le pine verdi.
    Giulio

  18. Bene Barsotti

    A zonzo, andare a giro. ‘Sì va un popò a zonzo’.
    Popò, usato sia per dire ‘un pò’ sia come cacca dei bambini, ‘l’hai fatta la popò?’
    La zozza, correggere il caffè col liquore.
    Il ramaiolo, ‘Mi pigli il ramaiolo che c’ho da girà la pasta’

    • Mitica Bene! Grazie per queste perle pisane che non erano ancora state inserite nella lista. provvedo subito a aggiungerle!

  19. Lorenzo

    Ciao Francesca, da cascinese ormai “espatriato” apprezzo un sacco il lavoro che hai fatto, lo rileggo spesso per essere sicuro di non dimenticare niente 😉 ho scoperto (dalle facce sgomente delle persone quando le dicevo) che nel resto d’Italia non si usa:
    Seggiola (sedia)
    Lapis (matita)
    Appuntino ( temperino)
    Avere “furia” ( fretta, del tipo “Nini un mi mette furia!)
    Moversi ( accelera, “ti voi move un popo!”)

    • Ciao Lorenzo e grazie mille per il tuo commento, e per le nuove parole pisane (caspita, ma come ho fatto finora a scordarmele!?) che provvedo immediatamente ad aggiungere!

  20. Lore

    Totto (con le o chiuse): ai bambini “ non toccare”
    Non lo so mio padre melo diceva sempre da piccino

  21. Marco

    Mettersi a ceccia -> mettersi a sedere

  22. alessandro

    Ottimo articolo, comunque svariate parole si ritrovano anche in tanti altri dialetti della Toscana. Tra i vernacoli toscani cìè una forte somiglianza, poi tante parole non sono altro che un italiano di qualche secolo fa.

    • Verissimo Alessandro, hai perfettamente ragione. Grazie per il tuo commento e per esser passato di qui!

  23. Ilaria Cima

    “Melone” ….mortadella

    • Ciao Ilaria, questo è empolese, non pisano. Per noi il melone si chiama “popone”! 😉

  24. Ilaria Cima

    “Orellanno”: l’anno scorso

  25. Ilaria Cima

    Bischero: punta di pasta delle torte, e qualcuno un po’ stupidotto

  26. Ilaria Cima

    “Palloccoloso”: noioso

  27. Ilaria Cima

    “Alleghire”: mi fai alleghire i denti

    • Ciao Ilaria, grazie per tutti i commenti. “Alleghire” però non l’ho mai sentito né usato. Ho provato a cercarlo online ma non trovo il significato: sai spiegarmelo meglio così vado a inserirlo? Grazie mille.

    • Andrea

      quando i denti stridono tra loro … alleghiscono !

  28. Fasa

    Foggiano/ foggianata= tamarro/tamarrata (ti sei vestito proprio foggiano oggi/o che foggianata di macchina hai preso?)

    Bardato= imbacuccato/riparato (c’era un freddo pipone, ma mi son bardato bene bene)

    Sortire = uscire (sorti di casa, che un è più nuvolo, c’è ‘r sole!)

    Golino = colpo dato alla gola(orapoi se un la smetti ti tiro un golino)

    • Grazie Fasa! Questi sì che sono nostri modi di dire pisani, e non mi capacito che non li avessi ancora inseriti! 😀
      Li integro subito alla lista. Grazie!

  29. Andrea

    Nottola…. serratura a corda
    Martinicca. … freno del barroccio ( sei più indietro della martinicca )
    Stasera, Basculla ( bilancia)

    Andrea, Pontedera

  30. Paolo

    Grazie x la risposta. Ho sbagliato a scrivere, volevo solo segnalare GHIOZZO DI PADULE, ai miei tempi si diceva…

    • Grazie Paolo, lo vado a aggiungere! Questa declinazione non la conoscevo! 😀

  31. Paolo

    Ghiozzo, con i suoi accresciuto vi Ghiozzo di padule o Ghiozzo di bua.

    • Ciao Paolo, ghiozzo è già nella lista con la variante “Ghiozzo di bua!” 😉 Grazie comunque e se hai altri vocaboli da segnalare, scrivili!

  32. ivo menichetti

    asserbare = Conservare

  33. Filippo

    Tamburo: persona stupida, tipo brodo o locco; dici una bischerata e ti rispondono: “Vieni, tamburo!”

  34. Elena

    Boia! Sei ‘na’ osa fantastia… Troppo ganza per davvero, ma perché un ci fai ‘na bella applicazione? No davvero seondo me fare un bel po’ di successo. O poi fa te è!!

    • Grazie Elena! Mi hai fatto sciagattà dalle risate! 😀
      Una app dici?! Mhhh, sarebbe una bella idea! Se la realizzo ti fò sapè! 😉

  35. Andrea

    Ciao Francesca, grazie per la cortese risposta; volevo dire che termini come per esempio “abborracciato”, “aggeggio”, “arrabattarsi”, “ammodo”, “accomodare”, ecc. si trovano sui vocabolarî italiani, e basta essere un lettore “medio” di cose che non siano proprio di livello infimo per conoscerle (ma in quanto termini della lingua nazionale, non di un qualsiasi dialetto). Ma che poi in pisano non dovrebbe essere per esempio “arrabattassi”, “accomodà”, ecc.? Cosí è proprio italiano. 🙂
    Io comunque sono di Roma.
    Un saluto

  36. Andrea

    Boh, per me, a parte qualche parola vernacolare, la maggior parte è italiano o comunque molto vicino a esso. Non vedo proprio che cosa vi sia di così incomprensibile.

    -1
    • Ciao Andrea, su qualche parola ti do ragione. Ormai il confine tra ciò che è italiano e cosa è dialetto – specialmente per noi toscani – è lieve. però va ammesso che alcune parole sono davvero dialettali e spesso quando noi pisani parliamo le persone non ci capiscono. Posso chiederti tu di dove sei? 🙂

      -1
  37. Sandro

    Spisolo = laccio delle scarpe

  38. Marco

    Francesca, aggiungerei “gaghero”: sin. di ganzo oppure bulletto.

  39. stefano bendinelli

    sganasciare ( da ridere )

  40. Luigi

    Petecchie = caccoline di cacca (dal famoso brano ecco tu mà, ecco tu mà col cantero con le petecchie ar culo) – Un’è mia mio è der mi amio – badabimbunbè (Attento ragazzo non bere). Infine “Spuciarsi” e “Spidocchiare” togliersi parassiti di dosso o indagare su qualcosa o su qualcuno per poter spettegolare.

  41. Ivo Menichetti

    Rizzare = Alzare Usato per lo più in forma riflessiva Mi sono rizzato per far sedere un anziano.

  42. Ivo Menichetti

    Gozzo (Con la o aperta) pozzanghera
    (Con la o chiusa) pomo d’adamo

  43. Ivo Menichetti

    Toccarne- Prendere delle botte, ” Sa piccino n’ho toccate tante”

  44. Edoardo Pisani

    Pugnette… La mi’ chiamava pugnette le presine che si usano per prendere le pentole quando i manici scottano

    • Grazie Edoardo! Pugnette inserite (vero!!!).
      Artro così come tutte le altre parole dove noi pisani mettiamo la R non le vado a inserire nell’articolo,… che altrimenti diventerebbe lungo come l’Aurelia 🙂
      Se te ne vengono in mente altre però segnalamele. Grazie!

  45. Edoardo Pisani

    A me sembra che in pisano ALTRO si dica ARTRO

  46. Anna

    La materassa (ok si capisce), il pillone (che non è un grosso palo), ma soprattutto la terrantola, tutto fuorché un ragno!!!

  47. Tony Polizzi

    Ciao Francesca. Alcuni altri termini e modi di intercalare che mi sono venuti in mente. Non garantisco sulla correttezza:

    arrotare: investire qualcuno per strada
    frugassi: rovistare in cerca di qualcosa nelle proprie tasche
    trugolo: sporcaccione
    noia: fastidio, cosa insopportabile. “‘un ‘mi da’nnoia!”, “Mi se’ venuto a’nnoia!”
    ovvìa
    tarpone: persona poco sveglia
    bimbo, bimba: persona da 0 a 100 anni
    figliolo, figliola: figlio, figlia
    struggessi: addolorarsi, affliggersi
    sicché: intercalare nel discorso
    biacco: biscia
    cianci’ato: sgualcito
    troncà: spezzare
    manco po’o: per poco
    picchio: colpo, pugno

    • Mitico Tony, che bella lista! Faccio un check e apporto le dovute aggiunte alla mia lista. Grazie mille e se te ne vengono altre in mente fai un altro salto qui! 😉 Ciao ciao

  48. Tony Polizzi

    non ho trovato il termine furia = fretta, premura; “c’hai furia?”. Da cui la nota frase: “Se tu c’hai furia, c’hai un ber cavallo!”

    • Grazie Tony! Sono andata ad aggiungere entrambi i termini 😉

  49. Tony Polizzi

    panaio: panettiere, fornaio.

  50. Ivo Menichetti

    Sgalembare ^ Pendere, detto per lo più di abiti, “Quella gonna sgalemba sul davanti” L’rlo non è pari ed è più lunga davanti.-
    Sbilenco, Pendente usato per cose anche la torre a Pisa è sbilenca.

  51. Ivo Menichetti

    Scanzare = Spostare. (Scanzati – Spostati)

  52. Ivo Menichetti

    Grondo o Goggio = Poco di solito di un liquido,” Dammi un goccio di vino” Mettici un grondo d’olio”

  53. Ivo Menichetti

    scaciare * mandare via

  54. Nicola

    non so se hai inserito questi:

    orbào = alloro
    taranbàno = ironico, prendendo un po’ in giro qualcuno che arriva (“gao è rivato taranbàno, prese moglie cor un zacco di cipolle”)
    acciòri = accidenti, accipicchia
    incantà i bai = fare il mazzo a qualcuno (vedrai viene tu pà t’incanta i bai)
    treto = tetro, truce, crudele
    nappa = naso (grosso)
    bazza = mento
    golié = collana (dal francese collier)
    groppa, groppone = schiena
    bariùccoli = molto velocemente (“veniva giù a bariùccoli”)
    budello = donna di malcostume
    ridessola = direzzola
    granata = scopa
    pernio = uomo impostato, elegante, tutto d’un pezzo
    micco = lavoratore instancabile
    damo = fidanzato
    chinoni = curvo, carponi

  55. Ivo Menichetti

    Becio_ Lombrico
    Pattone = scappellotto sulla testa

  56. Franco

    Nel suo vocabolario pisano forse manca momentaccio, momento sfavorevole.

  57. Ivo Menichetti

    Cee= avannotti di anguille simili ai bianchetti nell’aspetto,erano tipiche della cucina pisana da anni ne è vietata la pesca

    Ripaiola= grande retino per pescare le Cee

  58. Ivo Menichetti

    Non una parola ma una regola, i verbi all’indicativo perdono il re finale e prendono l’accento (escluso essere che perde il re m on prende l’accento) es: Un ce lo fa’ anda’/ senti’, vede’= non farcelo andare, sentire, vedere

    • Una regola per noi pisani e per i toscani in genere. È il nostro marchio di fabbrica 🙂 Grazie Ivo!

  59. Ivo Menichetti

    Buggerare -Prendere in giro

  60. ariela

    non ho trovato il verbo strinare, che si usa per indicare l’operazione di fiammeggiare il pollo, ma anche se ti sbruciacchi qualcosa: mi sono strinata le ciglia accendendo la sigaretta

    • Ciao Ariela, strinare l’avevo associato a FOATA/STRINATA. Ma hai ragione, meglio dedicare una voce a sé stante. Grazie!

  61. Ivo Menichetti

    Bai = acetoni (malessere dei bambini) IR mi bimbo c’ha bai = il mio bambino ha gli acetoni

  62. Ivo Menichetti

    Garbare = Piacere,
    Mi garba ( Mi piace)

    Fottìo= Tanto Tanti. (Una folla è fatta da un fottio di persone)

  63. Ivo Menichetti

    Arabbattarsi , arrangiarsi darsi da fare

  64. Ivo Menichetti

    Io dico Abborracciato!

  65. Giampiero

    Abborraciato =fatto alla belle meglio

  66. Ivo Menichetti

    Caldane= Vampe di calore tipiche di donne in menopausa

  67. Ivo Menichetti

    Gancheri sono i cardini delle porte l’espressione uscire dai gangheri vuol dire andare fuori di testa

  68. Stella

    Sgainare=morire, sgainare di fame!!!! Fondamentaleeee

  69. Ivo Menichetti

    Lacchino = verniciatore di mobili laccati

  70. Ivo Menichetti

    Lustrino = lucidatore di mobili

  71. Ivo Menichetti

    Legnaiolo usato per falegname

  72. Stella

    GABBARE = fregare/bypassare es. “gabbare il sistema”

  73. ivo

    Non mi ricordo se l’ho già segnalato, Aoncare = vomitare

    • Grazie Ivo, ho aggiunto tutto. Aoncare è già in lista come ONCO (o AONCO).

  74. ivo

    Sfibbioli = Lacci da scarpe

  75. Ivo Menichetti

    In collo = in braccio (prendi il bimbo in collo)

  76. Ivo Menichetti

    Bulletta = chiodo
    Ghiozzo lo si usa soprattutto per indicare persone rustiche e poco adatte alla situazione in cui sono.

  77. Ivo Menichetti

    Il coltrone non era di lana ma di cotone imbottito un precursore della moderna trapunta.

  78. Michele

    Tho vieni altro modo di dire come no !!

  79. Michele

    Ti segnalo ballettare ovvero muoversi di continuo tipo se ti scappa la pipì e or bagno è occupato 😉

  80. Ivo Menichetti

    Aoncare -vomitare

    -1
  81. Ivo Menichetti

    Trabiccolo scaldino per il letto
    Caldano vaso di terracotta con manico per metterci la brace per scaldarsi i piedi e da agganciare al trabiccolo.

    • Ciao Ivo e grazie per le tue segnalazioni. Per quanto riguarda Trabiccolo, l’ho aggiunto ma ho aggiunto anche una variante: in pisano lo usiamo anche riferendoci a una macchina stravagante: Es. “Mario voleva comprare l’auto nuova! Poi l’ho visto arrivare con quel trabiccolo che pare del mi nonno!”

  82. Alberto

    Egnalo gentilmente una imprecisione
    Cantera non significa “Vaso da Notte” ma “cassetto”.
    Mentre “Cantero” è il vaso da notte

    • Grazie Alberto! Ho provveduto a correggere e aggiungere. Ora che lo dici… è vero. I termini “della nonna” che tornano alla mente 🙂

      -1
  83. Ivo Menichetti

    Pruno, nel senso di spina di un rovo

  84. Ivo Menichetti

    Non ho trovato Botro (fango)

  85. Gnubby

    P.s.: testo e pannocchia si, esistono eccome! Nonna docet!
    E la bodda non è la rana ma il rospo ciccione, difatti si usa anche per indicare una persona sovrappeso (“bada bodda leilì, non passa dalle porte”) (sorry per la politically scorrettezza)

    Odori (spezie, ma ancor più specificatamente il misto di verdure classiche da brodo cipolla-carota-prezzemolo-sedano)
    Incastrarci (entrarci con qualcosa, “hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”)
    Sega (niente, “hai fatto un discorso che non c’incastra una sega”)
    Discorrere (sentenziare, litigare “quei due è tutto ir giorno che discorrono, anzi, discorrAno)
    Ragionare (parlare, “sono due ore che ragiono al telefono”)
    Gaìre (morire, “quel pover’omo è gaìto in un incidente”)
    Sgainare/schiantare/schiattare (letteralmente “morire di”, “sto sgainando di freddo, c’è un freddo di schianta”)
    Schiattare/sboddare (ingrassare, “da quando ha fatto il figliòlo è sboddata da morì”)
    Ganziale (versione molto 90’s dell’aggettivo ganzo)
    Ganzo inteso come amante o in alcuni casi anche come fidanzato (“lelì è du anni che c’ha il ganzo e il su marito ancora non se n’è accorto”)
    Averla avuta (essere all’estremo di qualcosa, subire qualcosa come una malattia o una rottura di scatole, “ieri son stata tutto il giorno nella pioggia e l’ho avuta”, “luilì beve così tanto che ormai l’ha avuta”)
    Saperci (sapere di qualcosa o non sapere di niente, “quel quadro sulla parete non mi ci sa di niente”)

    Mi è partito il freno ahaha

  86. Gnubby

    Onco/aonco (avècci l’onco, avere la nausea)
    Rigozzare (vomitare, sequel naturale dell’onco)
    Caàta (cacca, o anche usato come aggettivo “popò di caata che non sei altro)
    Smaniare (smanioso, smanie etc, impaziente, impazienza “c’hai delle smanie non ti si regge”)
    Vaffandomo (very old school su proposta della mi’nonna, versione “politically correct” del vaffanculo)
    Guanciale (che poi, come acquaio, granata e altre è in realtà italiano corretto, ma troppo antico per essere compreso dai giovini di altre terre. Cuscino)
    Chetarsi (stessa cosa. Stare zitto. “certo un’ti cheti mai”)
    Fio/fia (sia come aggettivo riferito a una persona bella, attraente, che come termine, “il mi’fio”, il mio ragazzo)
    Catrozzolo (piccola particella di qualcosa, “ho fatto il pane è m’è avanzato un catrozzolo di pasta per un panino”)
    Aggeggio/aggeggiare/aggeggino (una cosa, una roba, o anche un marchingnegno, e il verbo di avere sempre le mani occupate a fare qualcosa “il mi’ figliolo sta sempre ad aggeggiare coi colori, diventerà un artista”)
    Ciuccione (bacio in bocca con la lingua)
    Testo (coperchio della pentola)
    Ciambrotta (misto di verdure, ratatouille. Altro reperto nonnesco)
    Ammodo/ammodino (riferito a una cosa fatta per bene, o anche come aggettivo/esclamazione “oggi ho cucinato una pasta veramente ammodo” “Ammodo allora, ci becchiamo domani”)
    Ierlaltro (l’altro ieri)
    Gabina (cabina del mare)
    Stònfo (un sacco. “Questo post ha uno stònfo di risposte”)

    Saluti da Oslo e complimenti per il post! Ormai ti sei messa in un’impresa più grande di te, grazie ai vari contributi dei lettori presto avremo un dizionario completissimo 😀

    • Ciao Gnubby, che dire? Sei stata semplicemente fantastica! Grazie per il tuo contributo. Questo articolo, pubblicato lo scorso maggio 2016, non aveva alcuna pretesa ma ormai è diventato un vero e proprio archiviatore di termini pisani, con una partecipazione che mai avrei creduto, e questo mi fa immensamente piacere.
      Grazie a tutti voi ragazzi, siete stupendi!
      Continuo ad aspettare tutti i vostri suggerimenti e ad aggiungerli. Ormai la lista è diventata lunghissima!

  87. Michele

    I Nasini sono i chiappini!

  88. Fabrizio Sebastiani

    E che ne dici di “maolato” (a significare “ammaccato”, “pieno di macchie”, “pieno di ematomi”). “Sei tutto maolato”, dice la mamma al bimbo tornato dopo ore di gioco in cortile.

  89. Stella

    Cara Francesca, bellissimo lavoro, mi hai fatto morire dal ridere e anche rendere conto che…il pisano è un dialetto!!!! Vorrei aggiungere una perla di pisanità (spero non sia una parola coniata da me e basta!), ovvero il verbo “scaciare”, che letteralmente significa andarsene, con una accezione di urgenza o di fastidio, a seconda dei contesti. Tipo “Meglio scacià di vì vai che è meglio” oppure “Scacia di vì vai, che non c’ho tempo da perdé!!”. Spero sia un contributo utile! Ancora complimenti!!!!

    • Grazie mille Stella! 🙂 E scaciare è assolutamente pisano, lo uso anche io! Vado a aggiungerlo. Grazie ancora per il contributo!

  90. Fabrizio Sebastiani

    Anche “sposare” per indicare “sposarsi” mi sembra degno di nota: “Abbiamo sposato due settimane fa”.

  91. Fabrizio Sebastiani

    Ti segnalo “Il motore” per indicare la motocicletta.

  92. Luisa Falco

    Io sono lucchese ma da anni vengo a Pisa. Prima x studio adesso ci lavoro. Molti termini sono simili al lucchese ma alcuni erano nuovi anche x me. Tipo il Melone x dire la Mortadella!!! Oppure: Deh sei una fava!
    Cq quello che mi ha fatto piu’ schiantare e che ancora nn comprendo: Dove torni di casa!!!! Ma se ci vado x la prima volta, perché dite dove torni?????

    • @Luisa Falco quella del tornare ha fatto sempre strano anche a me. Ma ormai da anni è entrata anche nel mio vocabolario. Pensa che da un anno mi sono trasferita da Pisa Ospedaletto a Oratoio e a chi me lo chiede dico: “Oramai non sono più cittadina, sono tornata a Oratoio! 😀

  93. Liz

    C’è anche TORSOLO, SFOATO (nel senso di “spaccare” in qualcosa tipo “oggi ho sfoato alla partita”), BISCHERO (inteso come “scemotto”), STIAFFO (schiaffo), VESTO/VELLO (questo,quello), BUORITTO (non credo abbia bisogno di spiegazione!!), FREGOLI (nel senso di “ha fretta” tipo “guarda come cammina quella, c’ha i fregoli al C***”), OMBELLìO (ombelico)…se me ne vengono altre te le scrivo France 😀

  94. Veronica

    RUMARE: mescolare qualcosa
    (Queste due le dice mia nonna, non so se sono conosciute: TÈSTO: coperchio della pentola
    PANNOCCHIA: il telefono della doccia)

    • Ciao Veronica, e grazie! Rumare l’ho aggiunta nella lista; le altre due non le ho mai sentite dire e non ho trovato riscontri. Qualcuno sa dirci qualcosa sui termini Tèsto e Pannocchia?

  95. Alessandra

    Sfoare. “Boia come ci sfoo!!”

  96. Paola Bernasconi

    Aggiungerei Agganghire (dal freddo, dalla rabbia) e ciacciare, essere un ciaccione..

  97. Paolo Lena

    ma acquaio è italiano che sta’ a ddi

  98. Antonio

    TORNARE : andare ad abitare; es “sono TORNATO di casa a Palaia”

  99. Ila

    Grande, giro il link ai miei colleghi così mi capiscono 🙂
    Io aggiungerei lo SPIRITO per dire ALCOOL!

    • Brava Ila! 🙂 E grazie per il suggerimento sullo spirito, aggiungo ovviamente!

  100. Monica Rossi

    C’è anche “scrimolo” nel senso di bordo di un mobile, tipicamente un tavolo. “L’hai messo proprio sullo scrimolo: ora ti casca!”

    • Ciao Monica, grazie! L’ho appena aggiunto anche se giuro che “scrimolo” è la prima volta che lo sento. Non si finisce mai di imparare eh!

    • Troiaio non ce l’avevo messo?! Rimedio subito! Grazie Elisa.

  101. Simone Gionfriddo

    Aggiungerei anche il verbo RUZZARE con il noto significato di scherzare

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    • Vero! Come ho fattio a non pensare a ruzzare?! Grazie Simone, aggiungo al volo.

  102. Lore

    Aggiungo Druso per indicare lo studente fuori sede

  103. Fabio Cico Massai

    Desinare (ho desinato ar tocco), arbagie (te le faccio passà io l’arbagie), tornare (s’è sposata e è tornata a Carci), innaqquerito (luilì c’ha r cervello innaqquerito), scepre (siepe), callare (corte), sereno (rugiada), peoro (cornuto), cantero (vaso da notte), cartella (borsa per la scuola), lezione (compiti per casa), groppone (schiena), chiorba (testa), fritte (insetticida)…

    -1
    • Grazie Fabio! Ma quante ne abbiamo di parole in pisano? Quelle che hai indicato le conosco ma non mi erano venute in mente. Vado a integrarle subito nell’articolo. Grazie!

  104. Elena

    Nella mia zona si dice anche,si “schianta” dal freddo o dal caldo, oppure, da quanto sto male schianto! È un termine che si usa per indicare varie cose! Spero di esserti stata utile! Comunque mi è piaciuto un sacco questo articolo, ho letto termini che non mi ricordavo nemmeno dell’esistenza! Ahahah! Molto bello!

    • Grazie Elena, mi fa molto piacere 🙂 E hai ragione, anche io uso il verbo “schiantare” con quei significati. Vado a aggiungerlo.

  105. clau

    si! scendere transitivo… ir purma mi ha sceso li’…..c

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    • Grazie per la segnalazione Clau! Vado ad aggiungere alla lista 😉

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  106. Salvatore

    Veramente un articolo simpatico.

  107. Elisabetta

    Ma brava. mi hai fatto fare due risate leggendo termini che conoscevo da buona pisana ma che avevo rimosso. Che ne dici di “cardeo/zitellotto attempato ” e “ramerino o tramerino/rosmarino” elisabetta

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    • Francesca Turchi

      Grazie mamma!!! Il tuo primo commento sul blog, è da incorniciare 🙂
      Aggiungo!

  108. Gianluca Diodato

    Da calabrese trapiantato a Pisa mi sono sempre rimasti impressi i modi di dire pisani. Tralasciando già quelli che te hai menzionato mi viene da aggiungere questi: Ganzo, bellino, coltella, bodda.

    • Francesca Turchi

      Grazie Gianluca!

  109. Francesca Turchi

    Grazie Ka’, l’acquetta! Va aggiunta! 😉

  110. Nicola

    Che bel post interessante! Questi sono quelli che ho buttato giù alla rinfusa a caldo. Spero di non scrivere doppioni. A te la traduzione 😉

    Tegame
    Pinzo
    Coltrone
    Cantera/Canterale
    Groppone
    Ganzo (in tutte le sue accezioni – figo, amante, ecc.)
    Uscio
    Buo
    Cencio
    Caata
    Gnamo
    Sgainare
    Bellìo
    Pattone
    (Fare) onco
    Riscontro
    Pappagorgia
    Fio secco
    Potta
    Tocco
    Toccànne
    Cee
    Becco
    Bècio

    • Francesca Turchi

      Grazie Nicola! Che sfilza di parole in pisano. Mitico! Non avevo dubbi. Grazie vado ad aggiungerle!