Quella volta che ho ricevuto una gentilezza in viaggio

La gentilezza genera gentilezza.
E in viaggio è ancora più bello ricevere un aiuto o un gesto inaspettato quando si è in difficoltà.

3 episodi di gentilezza in viaggio di cui sono grata

A voi è mai capitato di ricevere una gentilezza in viaggio? A me sì, varie volte durante i miei viaggi, e ogni episodio è impresso in modo indelebile nella mia mente e nei miei ricordi. Come quella volta che ero:

1. a Philadelphia

Ero in centro città alla ricerca disperata di un negozio che vendesse abbigliamento NBA per fare un regalo. Google Maps non mi era stato di aiuto e l’unico negozio che avevo trovato vendeva solo cappelli. Così per strada ho fermato un poliziotto per domandare. E lui cosa ha fatto? Non si è limitato a indicarmi il negozio in questione ma ha attraversato un isolato a piedi con me per accompagnarmi personalmente. E poi qualcuno sostiene che gli americani siano freddi!

Philadelphia

2. in Giappone

Ho fatto il check-out in ryokan a Hakone la mattina presto e sono uscita per strada in attesa del bus per raggiungere la stazione e fare un’escursione giornaliera nella valle vulcanica di Ōwakudani fino al Lago Ashi.
Controllo gli orari. Aspetto il bus. Non passa.
Essendo in Giappone mi stupisco, e non poco.
Aspetto il secondo bus. Non passa nemmeno quello.
È innegabile che ho iniziato a dubitare che il bus non sarebbe mai passato, o almeno non in tempo per farmi prendere treno + cable car + funivia + nave + bus, tutti in coincidenza, che avevo in programma. Nemmeno a dirlo, raggiungere la stazione a piedi e coi bagagli al seguito era impensabile.
Ho fatto l’AUTOSTOP.
Proprio così. Posso dire di aver fatto l’autostop in Giappone in un paesino in mezzo ai monti. Ho fatto il famoso pollice in su e un’auto con un signore giapponese alla guida si è fermato. Gli ho spiegato la mia difficoltà e la necessità di raggiungere la stazione. Senza pensarci un secondo lui ha caricato i miei bagagli in auto e mi ha accompagnata a destinazione, salvando la mia giornata.

fushimi inari kyoto

3. a Zanzibar

Ho raggiunto un locale sulla spiaggia allestito non lontano dal villaggio in cui alloggiavo. Un posto pazzesco in versione by night, il cui unico problema (per me) era quello di trovarsi in riva al mare, nel buio più totale (= la mia paura più grande, insieme al mare di notte!). Da quella prima volta, ogni sera che sono andata a quel bar, non appena mi avviavo a piedi lungo la spiaggia buia per rientrare al resort, c’era sempre “il mio amico Masai” che mi aspettava e mi scortava. Mi sono sentita protetta anche se intorno a me vedevo solo nero e ombre.

zanzibar masai

L’idea dei 3 EPISODI DI GENTILEZZA IN VIAGGIO è di Sara di The Spritzy Witch e io l’ho trovata davvero troppo bella da non poter fare a meno di partecipare raccontandovi le mie tre esperienze di gratitudine.

E ora tocca a voi, avete mai ricevuto un gesto di aiuto in viaggio?
Vi aspetto nei commenti.

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Francesca Turchihttps://www.travelstales.it/
Travel Blogger, Social Media Strategist, Web Content Writer & much more since 2009.
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