Cosa vedere a Kyoto in 3 giorni

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Cosa vedere a Kyoto in 3 giorni: itinerario di viaggio

La Kyoto delle geisha, dei templi e delle tradizioni. La città che forse sognavo di visitare più di ogni altra in Giappone. Se state per visitare il Paese del Sol Levante, la città di Kyoto non può assolutamente mancare nel vostro itinerario di viaggio.

Di seguito trovate il mio itinerario di cosa vedere a Kyoto in 3 giorni con consigli su cosa fare, dove mangiare e alcune esperienze assolutamente imperdibili che ho provato durante il nostro viaggio di 3 settimane in Giappone e non posso far altro che consigliarvi.

Mappa dell’itinerario per visitare Kyoto in 3 giorni

Di seguito trovate la mappa del nostro itinerario di 3 giorni a Kyoto suddiviso in giornate tipo, in base alle zone e ai posti che abbiamo visitato e che trovate nell’articolo qui sotto. Nella mappa trovate anche le due strutture in cui abbiamo pernottato a Kyoto e i ristoranti in cui abbiamo mangiato.

Cosa vedere a Kyoto – 1° GIORNO

Il primo giorno a Kyoto lo abbiamo dedicato ad una perlustrazione della zona attorno al nostro alloggio, situato nel quartiere per antonomasia della città: Gion, il quartiere delle geisha (geiko) che sembra uscito da un’altra epoca. Una finestra sul passato con antichi edifici in legno e case da tè.
Il benvenuto qui è stato dei più eclatanti: non appena abbiamo messo piede a Gion abbiamo avvistato una maiko, ossia un’apprendista geisha, che usciva da un taxi e scappava via, più veloce della luce come da rito, dall’orda di turisti. Avvistare una vera geisha è molto difficile, per non dire impossibile.

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Da Gion ci siamo poi spostati nella parte orientale della città chiamata Higashiyama, “la montagna dell’Est” dal nome della montagna alla quale il quartiere si appoggia. Da qui abbiamo intrapreso un itinerario a piedi ad Higashiyama sud fino al Tempio Kiyomizudera.

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Higashiyama sud è un dedalo di stradine in salita, negozi, ristoranti e gelaterie che custodisce ancora oggi un sapore antico e dove non è insolito veder passeggiare persone che indossano abiti tradizionali. Personalmente però ammetto di averla trovata la zona più turistica dell’intero nostro viaggio in Giappone: un concentrato di persone e selfie stick in poche centinaia di metri, specialmente nei quartieri tradizionali di Ninenzaka e Sannenzaka, tra i meglio conservati di Kyoto. Mi spiace non aver potuto assaporare questo distretto quanto avrei voluto, tant’è che per addolcirmi un po’ l’animo ho dovuto ricorrere ad un gelato al matcha!

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Proseguendo fino ai piedi della collina di Higashiyama si trova il complesso di templi buddisti giapponesi che più di ogni altro attendevo di vedere coi miei occhi: il Kiyomizu-dera (letteralmente Tempio dell’acqua pura), patrimonio Unesco nonché uno dei finalisti per le sette meraviglie del mondo moderno.
Per mesi lo avevo immaginato incorniciato dai colori del foliage autunnale e invece, ahimè, parte del tempio è in ristrutturazione fino alle Olimpiadi del 2020. Lo scenario non era esattamente quello che speravo ma il complesso è stupendo e offre un panorama impareggiabile sulla città di Kyoto e sull’immensa terrazza che si affaccia sul parco sottostante.

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Inoltre se siete in cerca della buona sorte, sappiate che presso il Kiyomizudera si trovano numerosi luoghi affollati non solo dai turisti ma anche e soprattutto dagli stessi giapponesi. Tra i riti portafortuna vi segnalo:

  • bere da uno dei tre ruscelli della cascate sante Otowa (ma non da tutti, altrimenti si pecca di avarizia): ad ognuno dei tre corsi d’acqua è associata una virtù rispettivamente salute, longevità e saggezza.
  • camminare ad occhi chiusi tra le “pietre dell’amore” posizionate 18 metri l’una dall’altra: riuscirci senza andare fuori strada si ritiene porti fortuna in amore.

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Come arrivare al Kiyomizu-dera: prendere il bus 101 o 206 dalla stazione di Kyoto e scendere alla fermata Gojo-zaka o Kiyomizu-michi. Il tragitto in bus è di 20 minuti: da lì proseguire a piedi per altri 10 minuti circa in salita.
Prezzo e orari Kiyomizu-dera: 400 yen; 6.00 – 18.00 (18.30 in estate)

A cena abbiamo raggiunto il quartiere di Pontocho, una lunga strada pedonale che costeggia la riva del fiume Kamo-gawa. Ideale per una passeggiata serale in mezzo alle piccole viuzze che sembrano uscite dalla Kyoto di altri tempi. Qui ci siamo concessi un’ottima cena a base di sushi e tempura da Takasebune, un ristorante poco turistico gestito da una famiglia di anziani pescatori. Avevo scoperto questo posticino grazie al post su dove mangiare a Kyoto di Patrick Colgan ma ahimè, proprio mentre scrivo questo articolo, scopro che di recente è stato chiuso definitivamente. Un vero peccato. Ne conserverò un bellissimo ricordo come una tra le cene più buone ed autentiche fatte in Giappone.

Per concludere magnificamente questa prima giornata a Kyoto, dopo cena abbiamo visitato in notturna uno dei luoghi più suggestivi di Kyoto: il santuario di Yasaka, nel quartiere di Gion. Il suo torii – ossia gli archi rossi che indicano l’ingresso ad un santuario schintoista – segna l’entrata a questo luogo sacro che conduce fino al cuore del tempio stesso dove, di notte, si trovano centinaia di lanterne di carta illuminate. Un’atmosfera a dir poco unica.

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Cosa vedere a Kyoto – 2° GIORNO

Il secondo giorno a Kyoto è iniziato con la sveglia alle 6. Obiettivo: passeggiare lungo il tunnel di torii al Fushimi Inari Taisha a Kyoto, senza turisti. Ci siamo riusciti e la levataccia ne è valsa decisamente la pena!

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Questo antichissimo santuario shintoista (jinja), risalente a circa 1300 anni fa, è dedicato al Dio del riso. Qui 10.000 torii arancioni si estendono lungo un camminamento molto suggestivo per circa 4 km fino a raggiungere la sommità della montagna (si può decidere di percorrerlo interamente in un paio di ore di cammino o solo in parte, tornando poi indietro). Pensate che, per ringraziare la prosperità, nel corso dei secoli ogni torii è stato donato dai fedeli e dagli imprenditori locali i cui nomi sono riportati su ogni singolo torii attraverso incisioni nero su arancione.

TIPS: vi ricordate Memorie di una geisha? Una scena del film è stata girata proprio al Fushimi Inari-taisha.

A differenza della maggior parte dei santuari shintoisti, il Fushimi Inari-taisha ha molte statue di volpi (kitsune), considerate messaggere del Dio Inari, che a volte sono rappresentate con una chiave in bocca.

Come arrivare al Fushimi Inari-taisha: prendere il treno locale JR sulla Nara Line dalla stazione di Kyoto fino alla stazione di Inari. Il tragitto è di circa 5 minuti.
Prezzo e orari: ingresso gratuito; l’accesso è consentito ogni giorno dall’alba al tramonto.

Dopo la visita al Fushimi Inari siamo tornati nel cuore di Kyoto per la visita che Leonardo attendeva da quando eravamo arrivati: il Kyoto Interational Manga Museum. Per un appassionato di manga come lui, questa visita alla Biblioteca dei Manga è stata come un sogno che si realizza. Devo ammettere che anche per me è stato molto interessante, e tenere tra le mani il N.1 di Ken Shiro, Holly e Benji, Georgie e altri fumetti della mia infanzia è stato a dir poco emozionante.
Prezzo e orari: 800 Yen; 10.00 – 18.00 (chiuso mercoledì).

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Per pranzo non potevamo mancare l’appuntamento con la cosiddetta “cucina di Kyoto”, il mercato Nishiki. Si tratta di un grande mercato coperto (aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18) in cui abbiamo assaggiato numerose specialità giapponesi e comprato qualche souvenir dal Giappone. Qui, tra un assaggio a quella bancarella, “E quello cos’è? Lo voglio!” e “Vabbé e questo non lo assaggiamo?” abbiamo fatto il pranzo più sazio dell’intero viaggio.

Abbiamo poi intrapreso una lunga e bella passeggiata ad Higashiyama nord fino a raggiungere il santuario shintoista di Heian, il cui edificio principale (shaden) è una riproduzione del Palazzo Imperiale di Kyoto (anche quest’ultimo si può visitare ma noi abbiamo evitato visto che la sola parte visitabile sono i suoi giardini). È qui inoltre che si trova il torii più grande di tutto il Giappone: l’Heian jingū torii, il portale situato all’entrata principale del santuario.

Un altro luogo che mi sarebbe piaciuto vedere in quel distretto di Kyoto, se solo avessimo avuto un po’ più di tempo a disposizione, è il Sentiero del Filosofo (Tetsugaku-no-michi), una passeggiata di circa 2 km che da Nyakuojicho attraversa numerosi templi fino a raggiungere il Ginkaku-ji, il Padiglione d’argento. Dichiarato Patrimonio Unesco, questo è uno dei principali tempi di Kyoto – costruito come modello per il più famoso Kinkaku-ji (di cui vi parlo sotto) – che in realtà non fu mai ricoperto d’argento. È qui che, secondo la tradizione, è nata la Cerimonia del tè.

Quel pomeriggio però, mentre passeggiavamo per le vie di Higashiyama nord, il tempo è come volato. Così ci siamo spostati, stavolta in autobus, nuovamente nel quartiere di Gion dove avevamo prenotato un’esperienza molto carina che volevamo provare: la vestizione del kimono in un Kimono Rental. Un’esperienza consigliata per chi, come noi, desidera indossare questo tipico abito giapponese senza doverlo necessariamente noleggiare o comprare.

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Per l’esperienza della vestizione del kimono devo ringraziare CityUnscripted e la Local Host che ci ha suggerito questo Kimono Rental a Gion e ci ha fatto compagnia per un paio d’ore portandoci in giro per Kyoto, raccontandoci tante cose e curiosità sulla città e la sua storia. Se anche voi siete interessati a fare una o più esperienze a Kyoto con un Local Host, ossia un italiano che oggi vive in Giappone, scrivetemi e vi dirò come fare e chi contattare.

Cosa vedere a Kyoto – 3° GIORNO

Anche la nostra terza mattina a Kyoto è stata battezzata da una sveglia all’alba, ma anche stavolta siamo stati ripagati della levataccia fatta. Prima delle 8 eravamo nell’Arashiyama Bamboo Forest, la foresta di bambù di Kyoto. Uno dei luoghi più magici e fotografati del Giappone.
A quell’ora del mattino, con pochissimi turisti, è stata impareggiabile!

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TIPS: nella foresta di Arashiyama è stato girato il film “La foresta dei pugnali volanti”.

Quando è priva di persone, la foresta di bambù di Sagano ad Arashiyama sembra un mondo incantato in cui gli unici protagonisti sono la luce che filtra tra le canne di bambù centenario alte decine di metri e il suono del bambù smosso dal vento. Per questo noi abbiamo deciso di andarci prestissimo, svegliandoci alle 6: questi luoghi devono essere vissuti da soli per assaporarne la loro magia e spiritualità.

Come arrivare alla foresta di bambù di Arashiyama: prendere il treno JR Kyoto-Sagaarashiyama sulla San-In Line (o Sagano Line). Il tragitto in treno dura 16 minuti. Per raggiungere a piedi la foresta si impiegano altri 30 minuti circa.

A pochi passi dalla foresta di bambù si trova il Tenryuji, uno dei templi zen più famosi del Giappone, che noi però abbiamo deciso di non visitare così come un altro luogo d’interesse ad Arashiyama, l’Iwatayama Monkey Park: si tratta di una collinetta dove vive una colonia di circa centocinquanta macachi giapponesi. Salire per il sentiero che conduce al parco richiede 40 minuti a piedi e 25 minuti per scendere: considerate quindi 2 orette se volete visitarlo (ingresso a pagamento).

Abbiamo invece preferito dirigerci verso un altro tempio di Kyoto di cui avevo molto letto prima della partenza: il Ryoan-ji col suo famoso giardino di rocce, un tempio unico nel suo genere. È considerato uno dei più bei giardini karesansui la cui particolarità è quella di esser composto da 15 pietre di cui solo 14 sono visibili da qualsiasi punto lo si osservi: una resta sempre nascosta. Si dice che solo chi raggiunge l’illuminazione può vederle tutte. Io e Leonardo ci siamo riusciti. Possiamo quindi dire che il Giappone ci ha resi degli illuminati!

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Scherzi a parte, tra tutti i templi visitati in Giappone mi sento di affermare che questo è stato il luogo nel quale ho percepito maggiormente la filosofia zen: la trascendenza di questo giardino disposto su un tappeto di ghiaia bianca mi ha talmente rapita da non badare al caos rumoroso dei turisti, solo al silenzio delle pietre.

Come arrivare al Ryoanj: prendere il tram viola Randen alla stazione di Arashiyama. Da non perdere qui è la foresta dei kimono nascosta dietro ai binari.
Prezzo Ryoanj: 500 Yen

A seguire abbiamo provato una delle esperienze che porterò per sempre nel cuore: la cerimonia del tè da Camellia tea ceremony, un’antichissima casa di Kyoto, situata appena fuori dal Ryoanji, dove abbiamo assaporato questo rito sociale e spirituale durante una cerimonia privata.
Indescrivibile da descrivere a parole, va provata!

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TIPS: sulla strada principale tra il tempio Ryoanji e Camellia si trova Kyo Tsukemono Tomikawa (京つけもの富川), una piccola alimentari in cui io e Leonardo siamo entrati per mangiare un buon gelato al matcha. Ve lo segnalo perché ho scoperto che questo negozietto, da fuori assolutamente anonimo, è uno dei tanti negozi di sottaceti Tsukemono, specialità tipica di Kyoto, al cui interno c’è una caffetteria dove poter gustare caffè, tè e gelati. Uno di quei posticini che piacciono tanto a me e che spesso e volentieri si rivelano delle vere chicche.

Infine, la conclusione di quest’ultima giornata a Kyoto non poteva che essere il Kinkaku-ji, il Padiglione d’oro, dichiarato anch’esso patrimonio Unesco. La particolarità di questo tempio zen buddista è quella di essere rivestito completamente di foglie d’oro. Meraviglioso tanto da togliere il fiato, soprattutto se pensiamo che è specchiato in un laghetto e circondato da giardini fantastici. Il Kinkakuji, un tempo luogo di riposo dello shogun Ashikaga Yoshimitsu – e solo dopo la sua morte, in accordo col suo volere, divenuto un tempio – non è visitabile ma può essere ammirato solo dall’esterno. In ogni caso una visita tutt’intorno al tempio e ai suoi giardini è imperdibile.

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Come arrivare al Kinkakuji dal Ryoanji (1,5 km di distanza): è possibile fare una passeggiata di circa 20 minuti o prendere il bus 59
Come arrivare al Kinkakuji dalla stazione di Kyoto (o viceversa): con il bus 101 o 205 in 40 minuti
Prezzo Kinkakuji e orari: 400 Yen; 9.00 – 17.00

Come muoversi a Kyoto

A Kyoto la metropolitana non è capillare come a Tokyo. Il consiglio è quello di visitare il più possibile Kyoto a piedi, specialmente quando vi trovate nei quartieri più tradizionali come Gion e Higashiyama, o spostarsi in autobus (ogni corsa in bus costa 230 Yen, da pagare in monete al conduttore prima di scendere). Un’alternativa – che noi però non abbiamo provato – è noleggiare una bicicletta.

Dove dormire a Kyoto

La prima notte a Kyoto l’abbiamo trascorsa in un capsule hotel, una di quelle bizzarre strutture in cui si dorme all’interno di un loculo. In Giappone sono famose dalla fine degli anni ’70 e ne esistono di varie tipologie. Ho adorato il capsule hotel in cui abbiamo dormito: si chiama Book & Bed, è realizzato tra gli scaffali di una libreria e si trova nel cuore di Gion, il quartiere delle geisha. Qui trovate il racconto della nostra esperienza.

Il secondo hotel dove abbiamo alloggiato a Kyoto è l’Hotel Keihan Kyoto Grande, situato di fronte alla stazione centrale di Kyoto e davvero strategico per tutti gli spostamenti.

Spero che questa guida di cosa fare a Kyoto in 3 giorni possa esservi di aiuto per il vostro prossimo viaggio in Giappone. Ora che sapete quali sono le cose principali da visitare a Kyoto, cosa non vorreste assolutamente perdere? Se invece ci siete già stati, qual è il posto che più vi è piaciuto?
Fatemi sapere qui sotto nei commenti.
 

Stai per partire per il Giappone e hai bisogno di aiuto per organizzare il viaggio?


 

Cosa vedere a Kyoto in 3 giorni ultima modifica: 2018-08-05T07:17:38+00:00 da Francesca Turchi
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