Cosa vedere a Kyoto in 3 giorni

La Kyoto delle geisha, dei templi e delle tradizioni. La città che forse sognavo di visitare più di ogni altra in Giappone. Se state per visitare il Paese del Sol Levante, la città di Kyoto non può assolutamente mancare nel vostro itinerario di viaggio.

Di seguito trovate il mio itinerario di cosa vedere a Kyoto in 3 giorni con consigli su cosa fare, dove mangiare e alcune esperienze assolutamente imperdibili che ho provato durante il nostro viaggio di 3 settimane in Giappone e non posso far altro che consigliarvi.

Itinerario di Kyoto in 3 giorni + MAPPA

Cosa vedere a Kyoto – 1° GIORNO

Il primo giorno a Kyoto lo abbiamo dedicato ad una perlustrazione della zona attorno al nostro alloggio, situato nel quartiere per antonomasia della città: Gion, il quartiere delle geisha (geiko) che sembra uscito da un’altra epoca. Una finestra sul passato con antichi edifici in legno e case da tè.
Il benvenuto qui è stato dei più eclatanti: non appena abbiamo messo piede a Gion abbiamo avvistato una maiko, ossia un’apprendista geisha, che usciva da un taxi e scappava via, più veloce della luce come da rito, dall’orda di turisti.

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Photo © Francesca Turchi

Da Gion ci siamo poi spostati nella parte orientale della città chiamata Higashiyama, “la montagna dell’Est” dal nome della montagna alla quale il quartiere si appoggia. Da qui abbiamo intrapreso un itinerario a piedi ad Higashiyama sud fino al Tempio Kiyomizudera.

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Photo © Francesca Turchi

Higashiyama sud è un dedalo di stradine in salita, negozi, ristoranti e gelaterie che custodisce ancora oggi un sapore antico e dove non è insolito veder passeggiare persone che indossano abiti tradizionali. Personalmente però ammetto di averla trovata la zona più turistica dell’intero nostro viaggio in Giappone: un concentrato di persone e selfie stick in poche centinaia di metri, specialmente nei quartieri tradizionali di Ninenzaka e Sannenzaka, tra i meglio conservati di Kyoto. Mi spiace non aver potuto assaporare questo distretto quanto avrei voluto, tant’è che per addolcirmi un po’ l’animo ho dovuto ricorrere ad un gelato al matcha!

matcha ice cream
Photo © Francesca Turchi

Proseguendo fino ai piedi della collina di Higashiyama si trova il complesso di templi buddisti giapponesi che più di ogni altro attendevo di vedere coi miei occhi: il Kiyomizu-dera (letteralmente Tempio dell’acqua pura), patrimonio Unesco nonché uno dei finalisti per le sette meraviglie del mondo moderno.

Per mesi lo avevo immaginato incorniciato dai colori del foliage autunnale e invece, ahimè, parte del tempio è in ristrutturazione fino alle Olimpiadi del 2020. Lo scenario non era esattamente quello che speravo ma il complesso è stupendo e offre un panorama impareggiabile sulla città di Kyoto e sull’immensa terrazza che si affaccia sul parco sottostante.

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Photo © Francesca Turchi

Inoltre se siete in cerca della buona sorte, sappiate che presso il Kiyomizudera si trovano numerosi luoghi affollati non solo dai turisti ma anche e soprattutto dagli stessi giapponesi. Tra i riti portafortuna vi segnalo:

  • bere da uno dei tre ruscelli della cascate sante Otowa (ma non da tutti, altrimenti si pecca di avarizia): ad ognuno dei tre corsi d’acqua è associata una virtù rispettivamente salute, longevità e saggezza.
  • camminare ad occhi chiusi tra le “pietre dell’amore” posizionate 18 metri l’una dall’altra: riuscirci senza andare fuori strada si ritiene porti fortuna in amore.
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Photo © Francesca Turchi

Come arrivare al Kiyomizu-dera: prendere il bus 101 o 206 dalla stazione di Kyoto e scendere alla fermata Gojo-zaka o Kiyomizu-michi. Il tragitto in bus è di 20 minuti: da lì proseguire a piedi per altri 10 minuti circa in salita.
Prezzo e orari Kiyomizu-dera: 400 yen; 6.00 – 18.00 (18.30 in estate)

A cena abbiamo raggiunto il quartiere di Pontocho, una lunga strada pedonale che costeggia la riva del fiume Kamo-gawa. Ideale per una passeggiata serale in mezzo alle piccole viuzze che sembrano uscite dalla Kyoto di altri tempi. Qui ci siamo concessi un’ottima cena a base di sushi e tempura da Takasebune, un ristorante poco turistico gestito da una famiglia di anziani pescatori. Avevo scoperto questo posticino grazie al post su dove mangiare a Kyoto di Patrick Colgan ma, proprio mentre scrivo questo articolo, scopro a malincuore che di recente è stato chiuso definitivamente. Un vero peccato. Ne conserverò un bellissimo ricordo come una tra le cene più buone ed autentiche fatte in Giappone.

Per concludere magnificamente questa prima giornata a Kyoto, dopo cena abbiamo visitato in notturna uno dei luoghi più suggestivi di Kyoto: il santuario di Yasaka, nel quartiere di Gion. Il suo torii – ossia gli archi rossi che indicano l’ingresso ad un santuario schintoista – segna l’entrata a questo luogo sacro che conduce fino al cuore del tempio stesso dove, di notte, si trovano centinaia di lanterne di carta illuminate. Un’atmosfera a dir poco unica.

kyoto cosa vedere
Photo © Francesca Turchi

Cosa vedere a Kyoto – 2° GIORNO

Il secondo giorno a Kyoto è iniziato con la sveglia alle 6.
Obiettivo: passeggiare lungo il tunnel di torii al Fushimi Inari Taisha a Kyoto, senza turisti. Ci siamo riusciti e la levataccia ne è valsa decisamente la pena!

Fushimi Inari Kyoto
Photo © Francesca Turchi

Questo antichissimo santuario shintoista (jinja), risalente a circa 1300 anni fa, è dedicato al Dio del riso. Qui 10.000 torii arancioni si estendono lungo un camminamento molto suggestivo per circa 4 km fino a raggiungere la sommità della montagna (si può decidere di percorrerlo interamente in un paio di ore di cammino o solo in parte, tornando poi indietro). Pensate che, per ringraziare la prosperità, nel corso dei secoli ogni torii è stato donato dai fedeli e dagli imprenditori locali i cui nomi sono riportati su ogni singolo torii attraverso incisioni nero su arancione.

TIPS ☞ Vi ricordate Memorie di una geisha? Una scena del film è stata girata proprio al Fushimi Inari-taisha.

A differenza della maggior parte dei santuari shintoisti, il Fushimi Inari-taisha ha molte statue di volpi (kitsune), considerate messaggere del Dio Inari, che a volte sono rappresentate con una chiave in bocca.

Come arrivare al Fushimi Inari-taisha: prendere il treno locale JR sulla Nara Line dalla stazione di Kyoto fino alla stazione di Inari. Il tragitto è di circa 5 minuti.
Prezzo e orari: ingresso gratuito; l’accesso è consentito ogni giorno dall’alba al tramonto.

Dopo la visita al Fushimi Inari siamo tornati nel cuore di Kyoto per la visita che Leonardo attendeva da quando eravamo arrivati: il Kyoto International Manga Museum. Per un appassionato di manga come lui questa visita alla Biblioteca dei Manga è stata come un sogno che si realizza. Devo ammettere che anche per me è stato molto interessante, e tenere tra le mani il N.1 di Ken Shiro, Holly e Benji, Georgie e altri fumetti della mia infanzia è stato a dir poco emozionante.
Prezzo e orari: 800 Yen; 10.00 – 18.00 (chiuso mercoledì).

Kyoto International Manga Museum
Photo © Francesca Turchi

Per pranzo non potevamo mancare l’appuntamento con la cosiddetta “cucina di Kyoto”, il mercato Nishiki. Si tratta di un grande mercato coperto (aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18) in cui abbiamo assaggiato numerose specialità giapponesi e comprato qualche souvenir dal Giappone. Qui, tra un assaggio a quella bancarella, “E quello cos’è? Lo voglio!” e “Vabbé e questo non lo assaggiamo?” abbiamo fatto il pranzo più sazio dell’intero viaggio.

Abbiamo poi intrapreso una lunga e bella passeggiata ad Higashiyama nord fino a raggiungere il santuario shintoista di Heian, il cui edificio principale (shaden) è una riproduzione del Palazzo Imperiale di Kyoto (anche quest’ultimo si può visitare ma noi abbiamo evitato visto che la sola parte visitabile sono i suoi giardini). È qui inoltre che si trova il torii più grande di tutto il Giappone: l’Heian jingū torii, il portale situato all’entrata principale del santuario.

Heian Jingu Kyoto
Photo © Francesca Turchi

Un altro luogo che mi sarebbe piaciuto vedere in quel distretto di Kyoto, se solo avessimo avuto un po’ più di tempo a disposizione, è il Sentiero del Filosofo (Tetsugaku-no-michi), una passeggiata di circa 2 km che da Nyakuojicho attraversa numerosi templi fino a raggiungere il Ginkaku-ji, il Padiglione d’argento. Dichiarato Patrimonio Unesco, questo è uno dei principali tempi di Kyoto – costruito come modello per il più famoso Kinkaku-ji (di cui vi parlo sotto) – che in realtà non fu mai ricoperto d’argento. È qui che, secondo la tradizione, è nata la Cerimonia del tè.

Quel pomeriggio però, mentre passeggiavamo per le vie di Higashiyama nord, il tempo è come volato. Così ci siamo spostati, stavolta in autobus, nuovamente nel quartiere di Gion dove avevamo prenotato un’esperienza molto carina che volevamo provare: la vestizione del kimono in un Kimono Rental. Una esperienza consigliata per chi, come noi, desidera indossare questo tipico abito giapponese senza doverlo necessariamente noleggiare o comprare.

vestizione kimono
Photo © Francesca Turchi

Per l’esperienza della vestizione del kimono devo ringraziare CityUnscripted e la Local Host che ci ha suggerito questo Kimono Rental a Gion e ci ha fatto compagnia per un paio d’ore portandoci in giro per Kyoto, raccontandoci tante cose e curiosità sulla città e la sua storia. Se anche voi siete interessati a fare una o più esperienze a Kyoto con un Local Host, ossia un italiano che oggi vive in Giappone, scrivetemi e vi dirò come fare e chi contattare.

Cosa vedere a Kyoto – 3° GIORNO

Anche la nostra terza mattina a Kyoto è stata battezzata da una sveglia all’alba, ma anche stavolta siamo stati ripagati della levataccia fatta. Prima delle 8 eravamo nell’Arashiyama Bamboo Forest, la foresta di bambù di Kyoto. Uno dei luoghi più magici e fotografati del Giappone.
A quell’ora del mattino, con pochissimi turisti, è stata impareggiabile!

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Photo © Francesca Turchi

TIPS ☞ Nella foresta di Arashiyama è stato girato il film La foresta dei pugnali volanti.

Quando è priva di persone, la foresta di bambù di Sagano ad Arashiyama sembra un mondo incantato in cui gli unici protagonisti sono la luce che filtra tra le canne di bambù centenario alte decine di metri e il suono del bambù smosso dal vento. Per questo noi abbiamo deciso di andarci prestissimo, svegliandoci alle 6: questi luoghi devono essere vissuti da soli per assaporarne la loro magia e spiritualità.

Come arrivare alla foresta di bambù di Arashiyama: prendere il treno JR Kyoto-Sagaarashiyama sulla San-In Line (o Sagano Line). Il tragitto in treno dura 16 minuti. Per raggiungere a piedi la foresta si impiegano altri 30 minuti circa.

A pochi passi dalla foresta di bambù si trova il Tenryuji, uno dei templi zen più famosi del Giappone, che noi però abbiamo deciso di non visitare così come un altro luogo d’interesse ad Arashiyama, l’Iwatayama Monkey Park: si tratta di una collinetta dove vive una colonia di circa centocinquanta macachi giapponesi. Salire per il sentiero che conduce al parco richiede 40 minuti a piedi e 25 minuti per scendere: considerate quindi 2 orette se volete visitarlo (ingresso a pagamento).

Abbiamo invece preferito dirigerci verso un altro tempio di Kyoto di cui avevo molto letto prima della partenza: il Ryoan-ji col suo famoso giardino di rocce, un tempio unico nel suo genere. È considerato uno dei più bei giardini karesansui la cui particolarità è quella di esser composto da 15 pietre di cui solo 14 sono visibili da qualsiasi punto lo si osservi: una resta sempre nascosta.