Cosa vedere a New York in 4 giorni


Prima volta a New York: cosa vedere in 4 giorni, itinerario di viaggio

La prima volta che ho visitato New York è stato per festeggiare il mio 35° compleanno durante un viaggio di 4 giorni nel weekend di Pasqua. Avevo una voglia pazzesca di vedere quella metropoli che mi sembrava quasi di conoscere per tutti i film e le serie TV che vi sono state ambientate e la mia lista di cosa vedere a New York era quasi interminabile. Non sono riuscita a vedere tutto quello che avrei voluto ma ho visto ciò che era (più che) sufficiente per essere la mia prima volta a NY.

Di seguito trovate un ricco e dettagliato itinerario di 5 giorni a New York – intesi come 4 giornate piene – alla scoperta di Manhattan e Brooklyn. E se come me siete degli amanti della street art per voi c’è anche una sorpresa: scoprirete infatti che in 4 giorni a New York è possibile visitare anche i quartieri di Bushwick e Williamsburg a Brooklyn, famosi per i loro graffiti.

Cosa vedere a New York

4 giorni a New York: cosa sapere prima di partire

Una delle cose indispensabili da ricordare prima di partire per un viaggio a New York è richiedere l’ESTA, ovvero l’autorizzazione al “Viaggio senza Visto” senza la quale non si può entrare negli Stati Uniti. Qui di seguito vi linko due articoli che vi invito a leggere dove potete trovare informazioni utili su come fare l’ESTA e come aggiornare l’ESTA nei 2 anni di validità.

Un’altra cosa che raccomando sempre di fare, a maggior ragione quando si viaggia negli Stati Uniti, è l’assicurazione viaggio. A mio avviso è importantissimo essere coperti da una buona polizza sanitaria durante tutti i propri viaggi. E anche stavolta, prima di partire per New York, ho rinnovato la mia polizza annuale multi-viaggio con Europ Assistance e non solo, l’ho fatta fare anche a Leonardo e ai nostri amici che viaggiavano con noi insieme al loro bambino di 7 anni.

Per i voli per New York, considerando il nostro viaggio nel weekend di Pasqua, due mesi prima abbiamo trovato un volo diretto Alitalia Milano Malpensa – New York JFK a 400 euro A/R: un prezzo davvero ottimo visto il periodo, prenotato grazie al comparatore di ricerca voli Beepry.

Infine l’alloggio. Dormire a New York è molto costoso specialmente se si vuole alloggiare in centro e non in zona periferica, come ad esempio a Brooklyn. Pertanto consiglio di prenotare la sistemazione con largo anticipo. Io per comodità ho soggiornato nel centro di Manhattan presso l’Hotel Pennsylvania: un hotel dalle poche pretese – devo ammetterlo – ma davvero strategico per tutti i nostri spostamenti: di fronte si trova il Madison Square Garden (perfetto per assistere a una partita NBA), dall’altro l’Empire State Building e alle spalle la Midtown. Per un soggiorno di 4 notti è stato congeniale e a prezzo davvero ottimo per essere nel cuore di Manhattan (circa 45 euro a notte a persona).

Cosa vedere a New York in 4 giorni: itinerario di viaggio

 

Clicca sulla mappa per visualizzare tutti i luoghi visitati

Cosa vedere a New York in 4 giorni – 1° GIORNO

Il nostro arrivo all’aeroporto JFK è avvenuto nel pomeriggio. In una mezz’oretta di taxi ($55) siamo arrivati in hotel e da lì è iniziata la nostra visita alla città che non dorme mai. Dato che mancava poco all’ora del tramonto avevo espresso il desiderio di salire sul Top of the Rock, uno dei punti panoramici migliori dove ammirare New York dall’alto con una splendida vista a 360 gradi dalla terrazza esterna del 70° piano.
Avevo scelto questo edificio, tra tutti gli altri in città, proprio lui.
Era da lassù, con Central Park ai miei piedi e lo skyline dei grattacieli di Downtown all’orizzonte, che volevo vedere New York dall’alto per la prima volta. Al tramonto poi sarebbe stato il massimo.

Cosa vedere a New York

Io e Leonardo sul Top of the Rock

 

Dalla foto avrete già capito.
Purtroppo il primo incontro con New York mi ha fatto capire che ovunque ci sono code lunghissime da fare (dalle attrazioni fino alla reception in hotel). Mai vista una cosa così in nessun’altra città del mondo visitata fino ad oggi. Sebbene prima di partire avessi acquistato i biglietti online del Top of the Rock col salta la coda c’erano altre decine (forse centinaia) di persone che come noi avevano lo stesso tipo di biglietto per salirvi. Non ci restava nient’altro da fare che armarci di santa pazienza (e nel frattempo andare a cenare) e attendere di salire quando ormai il tramonto era terminato e la notte era sopraggiunta.
Avere un primo sguardo su NYC con le luci della notte è stato molto suggestivo, devo ammetterlo. Ma spero di tornarci di nuovo per salire sul Top of the Rock di giorno o all’orario del tramonto come ho sempre sognato.

Vista la vicinanza col Top of the Rock abbiamo fatto un salto al Rockfeller Center dove, a fine marzo, c’era ancora “The Rink”, la pista di pattinaggio più storica e famosa di New York. Non abbiamo pattinato sul ghiaccio quella sera, solo osservato centinaia di persone sui pattini, ma ammetto che me l’ero immaginata molto più grande.

La prima sera a New York è stata anche quella in cui mi sono ritrovata in mezzo a Time Square. È davvero impressionante l’effetto che fa ritrovarsi in quel mare di luci, colori e persone. Ti senti tanto piccolo, al centro di qualcosa di grande e assolutamente emblematico.

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Cosa vedere a New York in 4 giorni – 2° GIORNO

Domenica, la domenica di Pasqua a New York.
Ci siamo svegliati con un bel programmino da seguire (peccato soltanto non esser riusciti ad assistere alla messa Gospel ma non riuscivamo a causa degli orari). Vista la bella giornata la nostra prima tappa è stata la High Line, la linea ferroviaria costruita negli anni 30 e dismessa negli anni 80 oggi diventata un giardino sopraelevato panoramico. Un parco metropolitano e un percorso verde ideale per una passeggiata che si snoda tra i grattacieli del West Side di Manhattan lungo ampi tratti dei binari originali tutt’oggi mantenuti.

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La vista sulla 10th Avenue dalla High Line

 

Dall’High Line abbiamo raggiunto il vicino Chelsea Market, il grande mercato del cibo di New York ospitato all’interno dell’ex fabbrica National Biscuit Company, l’azienda che ha inventato i famosi biscotti Oreo, del 1900. Adoro i mercati americani e questa tappa non potevo assolutamente perdermela. Non abbiamo pranzato dentro al mercato (i prezzi devo ammettere sono un po’ più alti rispetto ad altri mercati come il Reading Terminal Market a Philadelphia) ma una visita la vale tutta.

Cosa vedere a New York

Nel primo pomeriggio ci siamo diretti sulla 5th Avenue che per l’occasione – essendo il giorno di Pasqua – ospitava un evento a cui volevamo assolutamente assistere: la Easter Bonnet Parade, la parata pasquale dove i protagonisti sono i newyorkesi che indossano i cappelli più assurdi e stravaganti.

La Easter Bonnet Parade si svolge ogni anno a New York a Pasqua lungo la 5th Avenue, fra la 49sima e la 57sima strada, dalle ore 10 alle ore 16.

Dato che eravamo in zona era impensabile non entrare nella Cattedrale di St. Patrick (e con l’occasione prendere la messa di Pasqua, in spagnolo). Questa chiesa è davvero particolarissima: è una cattedrale gotica i cui pinnacoli e archi a sesto acuto appaiono all’improvviso in mezzo ai grattacieli della 5th Avenue. Anche gli interni sono mozzafiato.

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È stata poi la volta del museo che più di ogni altro desideravo vedere da tutta la vita: il MoMA, il Museo d’Arte Moderna di Manhattan a New York al cui interno si trovano innumerevoli opere e quadri celeberrimi, studiati negli anni di liceo sui libri di arte, da Les demoiselles d’Avignon di Picasso a La Notte Stellata di Van Gogh, da sempre il mio quadro preferito. Trovarmi davanti ai suoi colori sgargianti e a quelle pennellate piene di colori così vibranti e carichi di energia mi ha fatta emozionare. Anche per visitare il MoMA ho acquistato i biglietti online evitando di fare la fila all’entrata.

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Altra tappa immancabile è stato il Flatiron Building, il grattacielo a forma di ferro da stiro di Manhattan. Per raggiungerlo ci siamo spostati dalla Midtown fino all’incrocio tra la Fifth Avenue e Broadway. Avremmo potuto inserirlo nell’itinerario dei giorni seguenti ma la sua collocazione era ideale quella sera perché avevamo deciso di fare un aperitivo sui tetti di Manhattan in un rooftop bar in cui da tempo desideravo andare.

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Tra i tanti rooftop di New York avevo scelto il 230 FIFTH ROOFTOP BAR NYC, situato a pochi passi dal Flatiron Building: vista sull’Empire State Building illuminato, il tramonto sui tetti di Chelsea e del West Village con visuale fino alla Downtown e i Winter igloos dove in inverno e in autunno è possibile bere un drink in terrazza al calduccio delle stufe a fungo.

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230 FIFTH ROOFTOP BAR NYC

 

Se mi è piaciuto questo aperitivo? Da impazzire!
Unica nota dolente sono i prezzi dei drink, ma siamo negli Stati Uniti e non c’è da stupirsi (almeno io, memore dei miei precedenti viaggi negli States) ma Leonardo – NY è stata la sua prima volta in America – è ancora lì che mi ripete “$65 per 2 mojito, 2 bicchieri di vino e un soft drink!?“.

Per cena infine ci siamo spostati nel quartiere newyorkese di Soho all’Ear Inn, uno dei bar più storici di Manhattan dal 1817: un localino poco frequentato dai turisti e dalla grande atmosfera con musica Jazz stile New Orleans ogni domenica sera. La cucina, famosa per i suoi burger e altri piatti a km zero, è buona con prezzi abbordabili.

Per l’aperitivo sul rooftop e la cena all’Ear Inn devo ringraziare CityUnscripted e la Local Host che ci ha suggerito queste due esperienze e ci ha fatto compagnia per un paio d’ore. Se anche voi siete interessati a fare una o più esperienze a New York con un Local Host, ossia un italiano che oggi vive a NYC, scrivetemi e vi dirò come fare e chi contattare.

Cosa vedere a New York in 4 giorni – 3° GIORNO

Questo terzo giorno a New York abbiamo dedicato metà giornata a Manhattan e l’altra metà a Brooklyn.

Prima tappa della mattina è stato il Grand Central Terminal, la stazione ferroviaria più famosa, trafficata e grande del mondo. La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la Main Concourse che più che l’atrio di una stazione sembra una cattedrale con le sue grandi vetrate e il gigantesco soffitto a volta con le 12 costellazioni dello Zodiaco dipinte a foglia d’oro.

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Ritrovarsi al centro di quell’atrio, o sul mezzanino della scalinata per ammirarlo da un’altra prospettiva, fa riflettere su chissà quante persone nel corso di un intero secolo siano passate di lì, si siano salutate prima di salire su un treno, magari dandosi un addio o un arrivederci.

Un consiglio: se volete vedere uno dei luoghi più insoliti a New York dal Grand Central Terminal scendete dove si trova l’Oyster Bar and Restaurant. Qui si trova la Whispering Gallery, la Galleria dei Sussurri. Grazie al particolare soffitto a volte se bisbigliate qualcosa in uno degli angoli, un’altra persona può sentire chiaramente quello che state dicendo mettendosi in ascolto all’angolo diagonalmente opposto. Si tratta di un fenomeno acustico davvero sorprendente che in passato avevo già avuto modo di provare in Inghilterra nella Cattedrale di Liverpool e in Italia al Voltone del Potestà a Bologna.

Dopo il Grand Central Terminal abbiamo visitato uno dei luoghi che più desideravo vedere a New York: la New York Public Library, la Biblioteca Pubblica inaugurata nel 1911. Milioni di libri, maestose sale di lettura e quell’odore inebriante della carta stampata che solo i libri riescono ad emanare. In molti la ricorderanno come la libreria infestata dal fantasma nel primo film di Ghostbusters, io la ricorderò come la più bella libreria in cui sono entrata ad oggi, specialmente la Rose Reading Room, la maestosa sala di lettura al primo piano.
Dimenticavo: l’ingresso alla Biblioteca è gratuito. Ragione in più per visitarla.

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Impossibile poi uscire dalla New York Public Library e non entrare in Bryant Park, il piccolo parco situato proprio dietro l’angolo. E qui non ho saputo resistere: ho comprato un hot dog ad un track food, mi sono seduta nel parco e mi sono sentita come un vero newyorkese.

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Considerato che ci trovavamo in centro a Midtown abbiamo deciso di fare l’immancabile tappa per l’acquisto di souvenir, così siamo entrati da I love souvenirs Gift Shop (N.377 5th Ave incrocio 35th St.) e conosciuto Nacho, il simpatico proprietario nepalese del negozio. La mia amica Simona Sacri mi aveva consigliato di passare a trovarlo visti i suoi prezzi convenienti e lo sconto “amici di Simona”.

Nel pomeriggio abbiamo salutato Manhattan per dirigerci a Brooklyn, più esattamente a Bushwick. Sebbene oggi sia un quartiere sicuro e rinato grazie ad un bel progetto di street art, fino ad alcuni anni fa questo era uno dei principali borough a rischio di New York, dove tutt’oggi vive la più grande comunità ispanica di NYC. Insieme al più famoso quartiere di Williamsburg (che ci attendeva di lì a poco) Bushwick si distingue per la forza comunicativa che si esprime dirompente sui muri dei suoi edifici.

Sapete quanto io ami la street art: per me era impensabile non dedicargli una visita.

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Abbiamo preso la linea L della metro e siamo scesi alla fermata Jefferson St. da dove è iniziata la lunga passeggiata tra i graffiti della Bushwick Collective, l’esposizione permanente di street art che va da Jefferson St. a Troutman St. fino a Wickoff Ave e Saint Nicholas Avenue.

Dopo la street art di Bushwick ci attendeva quella di Williamsburg, un altro borough di Brooklyn poco distante dal precedente e come questo uno dei simboli di rinascita di New York. Fino a pochi anni fa Williamsburg era ciò che restava di un fiorente distretto industriale ormai in declino, ma oggi questo sobborgo di New York ha un affascinante aspetto industriale tutto da scoprire, con vecchie fabbriche oggi adibite a negozi, ristoranti e birrifici.

Un itinerario consigliato per visitare Williamsburg può partire dalle vie principali, Berry Street e Bedford Avenue, e proseguire nella zona ovest che costeggia l’East River da sud fino all’East River State Park.

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Da Bushwick siamo arrivati a Williamsburg in metro fino alla fermata Bedford Ave. Da qui abbiamo fatto una passeggiata dedicata alla street art di Williamsburg. Tra le decine di murales ce ne sono alcuni che sono dei veri e propri capolavori d’arte moderna, tra cui Jean-Michel Basquiat & Andy Warhol dell’artista brasiliano Eduardo Kobra (incrocio tra Bedford Ave e N. 9th St.), Squirrel dell’artista belga ROA (160 Berry St.) e The Mona Lisa of Williamsburg della Colossal Media & Steven Paul, uno dei graffiti più iconici di Williamsburg (South 6th St. incrocio Bedford Ave).

Ci siamo quindi spostati verso l’East River passando sotto al Ponte di Williamsburg e percorrendo Kent Avenue in direzione nord abbiamo costeggiato l’ex fabbrica Domino Sugar – per anni la più grande fabbrica di zucchero al mondo e oggi dismessa – fino a raggiungere il Grand Ferry Park, un piccolo parco che si affaccia sull’East River dal quale si ha una bella panoramica su Lower Manhattan, sul One World Trade Center e soprattutto sul Williamsburg Bridge.

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A cena siamo andati a mangiare al Sweetwater, sempre a Williamsburg, per festeggiare il mio compleanno (dopotutto in Italia era già passata la mezzanotte): la ricorderò come una bella cena tra amici in un locale d’atmosfera dove ho spento una candelina sulla cheesecake più grande che una neo 35enne potesse desiderare!

Cosa vedere a New York in 4 giorni – 4° GIORNO

Per questa giornata, in occasione del mio compleanno, avevamo in programma molti luoghi speciali da visitare a New York: dal giro in battello passando davanti alla Statua della Libertà, l’area di Ground Zero, il quartiere di Dumbo e il Ponte di Brooklyn fino alla partita NBA al Madison Square Garden. Ma andiamo con ordine.

La mattina abbiamo raggiunto il Whitehall Ferry Terminal (o South Ferry) a Lower Manhattan dal quale ogni giorno parte lo Staten Island Ferry, il traghetto gratuito che collega Manhattan con Staten Island passando davanti alla Statua della Libertà (partenza ogni 30′ con orari h24). Questa è una delle cose da fare gratis a New York che non volevo assolutamente perdere! Il tragitto via mare consente di avere una visuale di Manhattan da un’altra prospettiva e di avvistare la Lady Liberty, simbolo di libertà e di accoglienza. Guardandola mi sono sentita davvero “Benvenuta”.

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Rientrati a Manhattan è arrivato quel momento che sapevo avrebbe rappresentato l’episodio più toccante e commovente della nostra visita a New York: Ground Zero al One World Trade Center.

Mentre mi trovavo davanti a quelle due fontane costruite sulle fondamenta delle Torri Gemelle, circondate da placche di bronzo con incisi i nomi di tutti coloro che sono morti durante l’attacco del 9/11, non potevo fare a meno di guardare verso il basso osservando il movimento dell’acqua e di leggere i nomi di tutte quelle persone, ma con una sorta di riguardo e rispetto.

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Solo in un secondo momento, in mezzo a tutto quel grigio (per altro quella mattina a New York pioveva fortissimo) ho notato gli alberi. Tantissimi alberi tra cui l’Albero dei Sopravvissuti, un pero scampato all’attentato e diventato simbolo di speranza.

Oltre a Ground Zero, il cui accesso è gratuito, presso il One World Trade Center si trovano anche altri tre luoghi da visitare, due dei quali a pagamento:

  • il Memoriale e Museo dell’11 Settembre dove noi purtroppo non siamo entrati perché c’era una coda interminabile e non avevamo acquistato i biglietti salta la fila (che possono essere prenotati in anticipo su Musement, un servizio online che consente di prenotare attività ed esperienze di viaggio in tutto il mondo);
  • la Freedom Tower, l’edificio più alto dell’emisfero occidentale il cui osservatorio con l’ascensore e la terrazza panoramica al 102° piano consentono di avere una visuale a 360° su tutta New York;
  • l’Oculus, un edificio spettacolare realizzato dall’architetto spagnolo Calatrava che dall’esterno raffigura una colomba bianca liberata dalle mani di un bambino e all’interno è un trionfo di bianco. Un bellissimo messaggio e un simbolo di pace.
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Oculus, One World Trade Center a New York

 

In tarda mattinata siamo tornati a Brooklyn per visitare altre due zone che non vedevo l’ora di scoprire coi miei occhi: il quartiere di Dumbo e il Ponte di Brooklyn.

Ci siamo diretti subito a Dumbo (acronimo per Down Under the Manhattan Bridge Overpass), il quartiere di Brooklyn collegato a Manhattan dal Manhattan Bridge. Grazie al film C’era una volta in America l’incrocio tra Washington St. e Water St. è diventato una location famosissima, col Ponte di Manhattan sullo sfondo incorniciato dai palazzi di mattoncini rossi.

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Per pranzo abbiamo deciso di assaggiare la pizza di New York da Front Street Pizza dove abbiamo mangiato tranci di pizza abbastanza degna di questo nome ad un giusto prezzo. In questo locale molto anni ’90, dove alle pareti sono appese cartine della Sicilia ma nessuno parla siciliano nonostante qualche parolina in italiano venga pronunciata, mi è sembrato di essere in uno di quei film americani come Il Padrino in cui i protagonisti vengono doppiati in siciliano. Un cliché ma anche un’esperienza che a ripensarci mi fa molto sorridere.

Sempre a Dumbo non potevamo non andare al Brooklyn Bridge Park, il parco che si affaccia sull’East River con una vista mozzafiato sul Ponte di Brooklyn, e alla vicina Jane’s Carousel, la grande giostra risalente al 1922.

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Infine per concludere col botto questa 4^ giornata a New York, il mio regalo di compleanno.
Quella sera io e Leonardo siamo andati al Madison Square Garden ad assistere a una partita dell’NBA. Knicks VS Orlando Magic. Un favoloso spettacolo dentro lo spettacolo! Ma di questo vi parlerò presto in un articolo dedicato.

Cosa vedere a New York in 4 giorni – Ultimo GIORNO

Il quinto e ultimo giorno a New York abbiamo avuto mezza giornata a disposizione per goderci le ultime cose che avevamo in mente di fare. Non potevamo assolutamente salutare la Grande Mela senza aver fatto una passeggiata a Central Park, il polmone verde della città. Così la mattina abbiamo dedicato un paio d’ore a questo immenso parco. Non basterebbe un giorno intero per esplorarlo tutto e sono tanti i percorsi che si possono fare andando alla scoperta di qualche statua, scorcio o paesaggio visto nei film e nei telefilm più importanti girati a NY.

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Bow Bridge in Central Park, New York

 

Noi abbiamo deciso di entrare in Central Park dall’Upper West Side, tra Central Park West e la 72 St., da dove si accede agli Strawberry Fields: il memoriale dedicato a John Lennon, ucciso a pochi passi dal lì l’8 Dicembre 1980, inaugurato nel 1985.

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Tra tutti i Beatles John è sempre stato il mio preferito. E quel giorno il memoriale a mosaico con la scritta Imagine, complice forse uno dei tanti musicisti che sono soliti cantare le canzoni dei Beatles con chitarra alla mano, mi ha fatta nuovamente emozionare. Come quella volta che ho pianto al Museo dei Beatles a Liverpool nella stanza bianca dedicata a Lennon composta da un pianoforte al centro, Imagine in sottofondo e i testi della canzone sulle pareti. E’ stato bello riprovare quell’emozione anche a New York.

La nostra passeggiata in Central Park è proseguita piacevolmente senza un percorso ben preciso. Abbiamo attraversato l’iconico Bow Bridge, costeggiato il lago, camminato tra gli alberi lungo piccoli sentieri circondati da grandi rocce e abitati da deliziosi scoiattoli fino ad arrivare al monumento di Hans Christian Andersen e alla statua di Alice nel Paese delle Meraviglie sul lato opposto del parco, quello che si affaccia sull’Upper East Side.

Siamo quindi tornati indietro fino a Central Park West e ci siamo regalati un brunch da Sarabeth’s (nella sede dell’Upper West Side, 423 Amsterdam Ave.) per poi concludere il nostro viaggio di 4 giorni a New York con l’ultima tappa: il Museo di Storia Naturale.

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Sognavo di visitare questo museo da quando ho visto il film Una notte al museo. Il Museo di Storia Naturale di New York è immenso e noi purtroppo abbiamo avuto solo un paio d’ore di tempo da dedicargli. Saggiamente avevo acquistato i biglietti online così abbiamo evitato la lunga fila all’entrata e con la cartina alla mano abbiamo visitato sale, corridoi e animali che sembrano davvero prendere vita.

 

Visitare New York in 4 giorni è possibile! Dopo aver letto il mio itinerario di viaggio cosa ne pensate?
Se state per partire per la Grande Mela spero che questo articolo possa esservi utile.

Io ho adorato New York e in 4 giorni sono riuscita a vedere moltissime cose, con calma e senza strafare.
L’importante, specialmente per visitare metropoli come NYC, è seguire un itinerario come questo strutturato per zone in modo da ottimizzare gli spostamenti e le cose da vedere.

Come sempre vi invito a lasciarmi un commento qui sotto se avete domande o se volete consigliare qualche altro luogo o cosa che secondo voi vale assolutamente la pena di fare a New York. Sarà un ottimo spunto per visitarla la prossima volta.

 

Cosa vedere a New York in 4 giorni ultima modifica: 2018-07-20T11:50:33+00:00 da Francesca Turchi
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2 commenti

  1. Diletta - Sempre in Partenza

    Che nostalgia pazzesca di New York… mamma mia, sono stata due volta ma vorrei tornarci ancora!
    In soli 4 giorni hai visto un sacco di cose… ne è valsa la pena comunque, vero? Stupenda!

    • Ciao Diletta! Sì abbiamo visto e fatto tante cose a New York in soli 4 giorni, ma tante sono ancora da fare. L’ho fatto apposta per tornarci! 😛 E’ una città meravigliosa che spero di visitare nuovamente presto. Grazie per esser passata di qui!